Territorio-cibo-cultura: un trinomio vincente


Produrre cibo significa generare qualità. Cibo significa salute. Cibo significa paesaggio.
Territorio-cibo-cultura: un trinomio vincente

Gran parte del paesaggio italiano rappresenta viva testimonianza delle trasformazioni compiute dall’uomo sul territorio per soddisfare le proprie esigenze legate al nutrimento. Negli ultimi anni, grazie soprattutto al focus posto da Expo Milano 2015 sul tema dell’alimentazione, anche il paesaggio rurale è stato posto al centro dell’attenzione. Il territorio nelle zone produttive agricole ha assunto un aspetto diverso da quello originario, tendenzialmente "naturaliforme", dovuto alle azioni dell'uomo che lo hanno modificato per rispondere all'esigenza primaria, la produzione di cibo. Il paesaggio rurale non è che il risultato dell’azione dell’uomo, con le sue attività agricole produttive, e dell’ambiente, con i suoi fattori naturali, e delle loro interrelazioni.

Produrre cibo significa generare qualità. Si fa sempre più strada una maggiore sensibilità nei confronti della qualità del cibo che consumiamo e dell’importanza di acquistare prodotti alimentari naturali, nutrienti e garantiti. Cibo significa anche salute. Il territorio modenese è una eccellenza riconosciuta a livello nazionale per quanto riguarda le produzioni di qualità: 10 prodotti DOP e 13 prodotti IGP e poi ci sono 23 prodotti della tradizione agroalimentare a marchio CCIAA di Modena.

Il concetto di cibo è riconducibile anche all’identità culturale di un territorio. Le diverse culture gastronomiche, infatti, contribuiscono a definire e a identificare l’identità di un popolo e, di conseguenza, il suo stile di vita.

Cibo è paesaggio. Profondi sono i legami che uniscono la cultura alimentare con il disegno del territorio. Abitudini alimentari sane, consapevoli e idonee contribuiscono in maniera diretta alla creazione della bellezza del paesaggio.

A tal riguardo ad Expo 2015, al termine del VI Congresso mondiale degli agronomi, è stata approvata la Carta universale degli Agronomi recepita dalla Carta di Milano, il documento principale dell'Esposizione Universale. E proprio al punto 1) CIBO e SALUTE riporta: “L’Agronomo in qualità di progettista del cibo assicura l’ottimizzazione dei processi produttivi lungo tutta la filiera agroalimentare, difendendo i principi di un’alimentazione sana e nutriente, che soddisfi le necessità alimentari riducendo gli scarti e garantisca la salubrità delle produzioni, la salute e il benessere del consumatore”.

Riprogettare il cibo vuol dire aumentare l’etica di produzione e lavorare per una giusta attribuzione del valore del cibo e una maggiore consapevolezza dei consumi, ponendo l’accento sulla tutela della qualità e della sicurezza. È fondamentale puntare sull’educazione.

Occorre favorire uno sviluppo urbanistico equilibrato e riflettere sull’urbanizzazione diffusa in rapporto alla riduzione del consumo di suolo e alla preservazione di spazio agricolo urbano. È necessario trovare un punto di equilibrio tra le diverse filiere di produzione e distribuzione del cibo, tra grande distribuzione e vendita diretta. Il mantenimento di un tessuto consolidato di connessione tra la città e la campagna, attraverso il contributo di un’agricoltura sostenibile e fortemente relazionata con il territorio urbano può essere considerato un bisogno in termini di qualità della vita, sotto forma non solo di bellezza del paesaggio, ma di qualità dell’aria e dell’alimentazione, prevenzione del dissesto idrogeologico, tutela della biodiversità, che hanno almeno pari titolo rispetto ad altri bisogni. Queste attività investono gli agricoltori e i tecnici agricoli di un nuovo ruolo, quello di custodi della tradizione alimentare, della cultura e della storia ad esse legate.

L’agricoltura periurbana deve assumere un ruolo differente dal territorio destinato unicamente all’attività produttiva: affinché questi terreni non diventino definitivamente marginali e periferici, è necessario promuovere un’agricoltura capace di stare sul mercato (anche attraverso la riconversione produttiva), ri-costruire il paesaggio e offrire servizi ai cittadini utenti. Occorre promuovere la consapevolezza del ruolo e del valore dell’agricoltura, quale elemento insostituibile per la vita della città e di un nuovo ruolo dell’agricoltura, non solo produttrice di derrate per le città, ma produttrice di valori e di stili di vita.

 

La salvaguardia del territorio è benessere individuale e sociale, la disponibilità di cibo sano, nutriente e buono è un diritto di tutti, la tutela di queste necessità è responsabilità di ciascuno di noi.

 

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di ANDREA DI PAOLO

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