TFR in busta conveniente solo per redditi bassi


TFR in busta a tassazione ordinaria conveniente solo per reddito sino a 15.000 euro
TFR in busta conveniente solo per redditi bassi
Nella bozza della Legge di Stabilità per il 2015 è contenuta la previsione in base alla quale il lavoratore potrà chiedersi e vedersi liquidato il TFR maturato mese per mese in busta paga.
Tuttavia, il luogo della più favorevole tassazione c.d. separata (con aliquote che vanno mediamente dal 23% al 26%) sarà applicata la tassazione ordinaria applicando all’imponibile le aliquote previste per i seguenti scaglioni di reddito: fino a euro 15.000 il 23%, da euro 15.001 a euro 28.000 il 27%, da euro 28.001 a euro 55.000 il 38%, da euro 55.001 a euro 75.000 il 41%, da euro 75.001 il 43%.

Dall’elencazione qui sopra appare subito chiaro che chi ha un reddito superiore a 15.000 (scatterebbe l’aliquota del 27% sulla parte di reddito eccedente euro 15.000) pagherà sicuramente di più rispetto al TFR erogato con tassazione separata, la cui aliquota media si aggirerebbe intorno al 23%, alla fine del rapporto o per un caso di anticipazione previsto dalla legge (acquisto prima casa, spese mediche straordinarie etc.).

Seppur può essere previsto che tale reddito erogato mese per mese non incida sul calcolo del bonus di 80 euro, resta da chiarire se lo stesso sarà utile per il calcolo delle addizionali comunali e regionali. Sembra invece sicuro che non sia imponibile ai fini contributivi.

Chi terrà il TFR in azienda, tuttavia, si vedrà aumentare l’imposta sostitutiva dell’11% al 17% da applicarsi sulla sola rivalutazione del fondo TFR accantonato fino all’anno precedente. La rivalutazione si calcola applicando al valore del fondo la seguente percentuale (1,5 + 75% dell’indice Istat) e poi sottraendo l’imposta calcolata con l’aliquota di cui sopra.
Sarà invece un grosso problema per le PMI recuperare i fondi necessari al pagamento del TFR mensilmente vista la crisi di liquidità che le attanaglia da anni.

Dunque, a parer mio tenere è conveniente tenere il TFR in azienda sia per i lavoratori che per i datori, visto e considerato anche che in caso di fallimento dell’imprenditore il TFR è garantito dall’INPS.

Articolo del:


di Dott. Matteo Mazzon

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse