Trasformazione in crediti di imposta delle imposte anticipate


Spiegazione analitica della norma inclusa nell'art. 55 del Decreto CURA ITALIA e suggerimenti per una rapida applicazione
Trasformazione in crediti di imposta delle imposte anticipate

 

Imposte anticipate trasformabili in crediti di imposta, solo previa cessione del credito

La norma contenuta all’art. 55 del DL 17/3/2020 n. 18 (cosiddetto CURA ITALIA) ad una prima non facile lettura (scritta in maniera farraginosa e con continui richiami) poteva rappresentare uno strumento utilizzabile da un’ampia platea di contribuenti mentre, alla fine, si rivela un potenziale beneficio, ma per una nicchia di imprese.

Infatti, la norma riguarda quelle aziende che possono trasformare in crediti di imposta quelle attività denominate imposte anticipate relative ai crediti commerciali o finanziari, scaduti da oltre 90 giorni, già passati a perdite (svalutazione crediti), già iscritte in precedenti bilanci ed anche non ancora iscritte nel Bilancio 2020.

E’ una pratica molto in uso nelle Banche che in questa maniera alzano l’utile di esercizio ed il patrimonio netto, rimandando la perdita subita sui crediti ad esercizi futuri. E’ un meccanismo piuttosto articolato che possiamo sintetizzare come segue con un esempio:

il reddito operativo (ante svalutazioni crediti) è pari a 1 milione e fatto 1.000.000 l’ammontare dei crediti IRRECUPERABILI, considerato che l’aliquota IRES è al 24%, la perdita comporterebbe un saldo ZERO (senza utili e senza imposte). Ma la normativa fiscale non consente di portare l’intera svalutazione a perdita ma solo lo 0,5% del totale dei crediti, quindi mettiamo solo euro 150.000. L’IRES sul reddito ante imposte sarà di euro 204.00 (24% su 850.000) ed una attività per imposte anticipate di pari importo. Il Bilancio chiude con un utile di euro 204.000.fino al massimo del 20% dei crediti ceduti (200.000,nel caso prospettato).

L’alchimia contabile del passaggio a credito d’imposta immediatamente utilizzabile fa sì che, attraverso una cessione di credito in pro soluto, entro il 31/12/2020, i crediti vengano venduti in via definitiva ad un terzo, mettiamo per la cifra simbolica di 1 euro, la perdita definitiva è di 999.999 e va interamente al fondo svalutazione crediti e le imposte anticipate per euro 204.000 si trasformano in credito d’imposta immediatamente utilizzabile in compensazione.  

Per la cessione dei crediti in pro soluto si può ricorrere a terzi (non facenti parte del Gruppo) a norma della Legge sul factoring (Banche e Finanziarie), sia a terzi cessionari ai sensi dell’art. 1260 e seguenti del Codice Civile, come nel caso della CREDITIMPRESA SRL, molto più agile e meno onerosa.

Trattandosi di un Decreto Legge, da convertire in Legge entro il 16/5/2020, qualora ci si trovasse nelle condizioni di cui sopra, consigliamo un ricorso urgente a tale operazione prima della conversione in Legge che potrebbe apportare modifiche come pure eliminare tale norma. Non si sa mai.

 

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di Stefano TADDEI

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