Tutela del contribuente in caso di verifiche


Diritti e Garanzie del contribuente in caso di accesso, ispezioni e verifiche
Tutela del contribuente in caso di verifiche
Il contribuente nella sua attività può essere soggetto a controlli e verifiche da parte di funzionari incaricati dall'Agenzia delle Entrate, da parte della Guardia di Finanza, da parte di ispettori di Enti Previdenziali quali Inps - Inail o di altri funzionari preposti che hanno regolare autorizzazione o mandato per poter accedere presso i locali del contribuente.
Le finalità dell'accesso sono quelle di acquisire o verificare le scritture contabili e tutta la documentazione presente nei locali oggetti di ispezione, di acquisire specifiche fonti di prova sia nei confronti del contribuente che di terzi.
A tal proposito la legge 212/2000 c.d. Statuto del contribuente all'art.12 al quarto comma
prevede espressamente "delle osservazioni e dei rilievi del contribuente e del professionista che eventualmente lo assiste, che devono essere inserite nel processo verbale delle operazioni di verifica".
Normalmente la verifica fiscale trae origine da un accesso presso il contribuente, i funzionari incaricati delle operazioni dovranno redigere i seguenti processi verbali:
- nella fase di accesso :
dovrà essere redatto il processo verbale di accesso che deve contenere la descrizione delle operazioni compiute, la consegna della lettera d'incarico, anche se in genere viene redatto alla fine delle operazioni della gionata di controllo, specificando anche la richiesta di esibizione della documentazione fiscalmente rilevante, la risposta e le dichiarazioni della parte.
- nel caso in cui viene effettuata la rilevazione del personale al momento dell'accesso, dovrà essere redatto il processo verbale di constatazione di irregolarità es lavoratori parzialmente o totalmente a nero, in tale caso dovrà essere spedito alla competente Direzione Provinciale del lavoro per la successiva irrogazione delle sanzioni in materia;
- quando l'accesso si protrae per vari giorni, dovrà essere redatto il processo verbale giornaliero, che in modo sintetico indicherà le operazioni svolte quotidianamente e gli eventuali contraddittori o dichiarazioni dei contribuenti;
- al termine dell'attività di controllo i verificatori redigeranno il processo verbale di constatazione.
Giova precisare che il verbale delle operazioni di verifica deve essere considerato come un atto pubblico previsto ai sensi dell'art. 2699 del c.c. secondo il quale "l'atto pubblico è il documento redatto con le richieste formalità da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato da attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l'atto è formato".
Si evince pertanto che la mancanza del verbale delle operazioni di verifica fa ritenere l'atto nullo e con esso anche l'avviso di accertamento in quanto tale verbale rappresenta l'elemenento strumentale per il diritto di difesa del contribuente. E' importante rilevare che anche la mancata sottoscrizione del verbale da parte del contribuente o del suo difensore rende nullo tale atto, in quanto minano il diritto di difesa. Giova mettere in risalto che le dichiarazioni rese dal contribuente possono assumere una valenza di vere e proprie prove confessioni. E' doveroso mettere in risalto che le osservazioni e le memorie prodotte dal contribuente costringono l'ufficio ad un esame critico delle stesse e in assenza delle stesse il successivo atto di accertamento può essere dichiarato nullo.
Si rileva che su tale argomento a dir poco spinoso si sono avute numerose pronunce e orientamenti da parte delle Corti tributarie a tutela del contribuente che in qualche modo cercano di compensare lo squilibrio esistente nel nostro ordinamento fra il potere che la legge attribuisce agli organi verificatori e le garanzie ed i diritti che assistono il soggetto verificato.
Giova mettere in luce che si possono verificare delle violazioni delle disposizioni previste dallo Statuto del contribuente che non sempre generano conseguenze sull'attività di accertamento, inoltre il contribuente non ha particolari poteri di intervento nel corso delle verifiche che avvengono in modo non conforme alle citate disposizioni.
Vi sono numerosi casi di violazioni sia in termini di durata delle verifiche, di permanenza degli operatori presso la sede del contribuente nonostante vi siano delle precise indicazioni all'art. 12 dello Statuto al quinto comma da cui si evince in modo chiaro che l'attività di verifica non deve superare i 30 giorni prorogabili ad altri 30 per i casi complessi e 15 giorni lavorativi contenuti in un trimestre progabili di altri 15 per i casi complessi.
A tutela del contribuente Vi sono varie pronunce, spesso però vi sono anche delle contraddizioni tra le Commissioni Tributarie , la Cassazione e le Corti di Merito, possiamo dire che ogni caso deve essere esaminato singolarmente e in modo scrupoloso, da persone esperte che possano risolvere nel migliore dei modi una situazione già increscosa e a dir poco invasiva dell'attività già complicata delle aziende e dei professionisti che li assistono.

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di Dott.ssa Anna De Filippo

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