Tutela e successione, i vantaggi di una pianificazione strategica


La tutela patrimoniale e successoria: esigenza richiesta da pochi. Sarà la poca conoscenza dei vantaggi che essa offre? Ecco brevi cenni per cominciare a pensarci
Tutela e successione, i vantaggi di una pianificazione strategica

Un argomento che, quando viene affrontato con i clienti mette un po' a disagio è quando si parla della tutela patrimoniale in ambito successorio.
Le persone senza esserne consapevoli hanno in mente di tutelare il patrimonio in quanto le domande e le esigenze che vengono rivelate durante gli appuntamenti vertono sempre nel trovare soluzioni sia per poter abbassare il fisco sia nella gestione che in fase di successione e, soprattutto per chi è un po' avanti con l’età vogliono la rassicurazione che il loro capitale venga ripartito in maniera equa ai figli, ma, non faranno mai il primo passo se non fortemente stimolati.

Le motivazioni del perché non vengano esplicitate subito queste esigenze si possono spiegare da una tassazione successoria italiana che è tra le più basse al mondo, mentre ad esempio nei paesi anglosassoni o nella vicina Francia esiste una tassazione molto importante, quindi ancora oggi ci si affida allo stato che decide come sarà la ripartizione in caso di successione. Alcuni fiscalisti come battuta dicono che, per avere la massima efficienza fiscale l’ideale sarebbe pagare le tasse durante la vita lavorativa all’estero per poi venire ad accomiatarsi dal mondo in Italia, poi gli italiani da un’indagine a livello mondiale siamo molto indietro come cultura finanziaria quindi l’essere umano respinge e non considera di affrontare le cose che non si conoscono.

Diamo un po' di dati per entrare meglio nell’argomento. Si possono definire tre fasi del patrimonio: la prima è la Costituzione, la seconda è la Conservazione e la terza è il Trasferimento.

Nella costituzione troviamo il matrimonio, figli, la casa, i mutui, il lavoro/carriera, e l’accumulo del capitale.
Nella conservazione troviamo investimenti, diversificazione, assicurazione, gestione famigliare, fondi pensione, strumenti giuridici.
Nel trasferimento troviamo polizze vita, testamento, donazione, patti di famiglia successione.

Queste tre fasi per essere efficienti devono essere accompagnate da una buona impostazione e manutenzione nel tempo che si chiama tutela patrimoniale e successoria.

Molti pensano, ad esempio, che per fare un testamento ci siano costi improponibili e comunque sia riservato a persone con capitali molto consistenti senza conoscere tutte le possibilità che la legislazione italiana, in materia successoria, permetta di far risparmiare dei bei soldi agli eredi.

Se un bravo consulente fa le domande giuste durante un colloquio le esigenze che si evincono dai clienti, ognuna con una classifica personale, di solito sono le seguenti:
Posso risparmiare con le tasse?
Voglio lasciare tutto ai figli.
Non voglio che i miei figli litighino quando io non ci sarò più.
Ho immobili, vorrei però dividerli a seconda di una mia volontà.

Queste richieste non sono sempre così esplicite, ma tutte portano a dover fare una pianificazione finanziaria e successoria molto accurata facendo un “Check Up Successorio e Patrimoniale” come fosse un check up medico prima di un intervento chirurgico molto importante.  

In questi ultimi anni, fattori socio-politici, economici e demografici e il cambiamento del nucleo famigliare, hanno concorso ad un mutamento della vita quotidiana, ma soprattutto nei patrimoni con una forte esigenza di protezione non solo del patrimonio, ma di una sicurezza di trasmissibilità alle generazioni successive.

Rispetto al passato oltre alle famiglie tradizionali oggi  ci sono le famiglie “allargate”, le coppie di fatto; le persone si risposano e magari ogni coniuge ha uno o più figli, senza considerare l’aumento della vita media, cicli famigliari ritardati, ruolo degli anziani, le imprese piccole e medie che esigono garanzie personali e passaggi generazionali.

Ecco, tutto questo necessita accurate e diverse mappature: quella degli eredi, quella degli immobili, quella finanziaria, quella assicurativa, quella aziendale, quella debitoria, se ci sono altri beni (auto, barche, opere d’arte etc...); poi bisogna valutare anche i comportamenti tenuti negli anni, ad esempio bonifici o assegni fatti a figli per acquisto di casa, tutte queste informazioni sono importanti per avere un buon indirizzo su cosa fare per stare sereni.

Ritornando un attimo alle famiglie, volevo dare alcuni dati del cambiamento negli ultimi dieci anni: nozze in calo del 22%, convivenze in crescita del 100%, separazioni in crescita del 9%, divorzi in crescita del 51%.

Si sente parlare di Trust, patti di famiglia, fondo patrimoniale, atti di destinazione, fiduciaria, donazioni, pir, polizze vita: scelte difficili se non spiegate da un professionista.

Ecco perché un buon consulente patrimoniale deve crearsi dei rapporti con commercialisti e fiscalisti, avvocati, notai, broker immobiliare, banca e compagnia d’assicurazione... è l’evoluzione del ruolo, un cambiamento di visione dell’attività.

Per concludere non c’è un servizio che sia il migliore, nemmeno uno che vada bene a tutti, ma molte volte sono un mix di diverse scelte per dare la giusta protezione al patrimonio.
Alla prossima.

 

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di Daniele Cecchinato

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