Tutto è coaching, niente è coaching


In libreria c'è un "overbooking" di opere sul coaching. Questa enorme messe di pagine, non aiuta e non rafforza l'autorevolezza del coaching e dei coach
Tutto è coaching, niente è coaching

"L'abbondanza genera fastidio", credo che questa massima di Tito Livio sia il miglior incipit per il tema che vorrei svolgere in questo mio scritto. E' ovvio che quello che è scritto è una mia opinione personale e non rappresenta nessun orientamento dottrinale o altro.

Da qualche anno a questa parte, basta entrare in una qualunque libreria, mediamente rifornita, per essere letteralmente sommersi da una "valanga" di libri sul coaching di tutti i tipi.

Esistono, infatti, manuali e libri che aiutano a vivere meglio, a pensare meglio, ad essere più produttivi, ad essere più creativi, a dimenticare il passato, a guarire dalle emozioni tossiche, a cancellare le persone che ci danno fastidio, a disintossicarsi dalle persone fastidiose, a farsi spazio nell'anima, a riordinare dentro se stessi e così via.

Basta andare sul sito di una qualunque libreria italiana on line e digitare il termine "coaching" e vedere i risultati: decine di pagine e decine di migliaia di titoli.

Ognuno di loro, entusiasticamente, viene salutato come "una pietra miliare", come "una svolta", come un "libro indispensabile di cui non si può fare a meno".

Praticamente, oggi, tutto è oggetto di coaching, ma, in questo modo, alla fine, niente è coaching.

E' il risultato di una moda, soprattutto legata a certi reality televisivi, dove abbondano figure di coach, per la maggior parte persone competenti, ma, nella grande massa, è possibile che si annidi un "improvvisatore" o, come lo definisco io, un coach di superficie.

Il coaching di superficie, infatti, è quella tipologia di coaching che si limita a mettere in circolo le solite idee già viste e già conosciute, prese a prestito dai testi "sacri".

Il coaching di superficie è come il comfort food, ci fa stare bene e, in un certo senso, è anche consolatorio.

Non sto dicendo che tutta la bibliografia in materia di coaching sia inutile e dannosa, sostengo che molti titoli sono come le cover di canzoni famose, alcune sono, forse, più belle delle originali, ma sono comunque "copie".

Ovviamente contrapposto al coaching di superficie c'è quel tipo di coaching che aggiunge valore e fa progredire la comprensione e l'indagine delle dinamiche complesse che si scatenano nel coaching.

E' il coaching di profondità.

Ci sono tantissimi libri in commercio che contengono idee "profonde", paradossalmente anche nei titoli di coaching di superficie.

Non è un ossimoro o un paradosso.

In un profluvio di parole stampate, ogni tanto, si può inciampare, inconsapevolmente, in una idea rivoluzionaria, ma questa idea non era il fine per cui quel libro è stato scritto.

"Ci sono quelli che sono intenzionalmente superficiali e profondi solo per caso". Questo aforisma di Emily Dickinson rende benissimo l'idea.

 

Articolo del:


di Fabrizio Cipollini

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse