Ulteriore giro di vite sull'utilizzo dei Voucher!


Comunicazione preventiva a DTL per utilizzo Voucher, indicando dati anagrafici lavoratore, luogo, giorno e ora di inizio e fine della prestazione
Ulteriore giro di vite sull'utilizzo dei Voucher!
L’articolo 1 del decreto correttivo del Jobs act (D.Lgs n. 185/2016) interviene, in senso restrittivo, sulla normativa in materia di lavoro accessorio prevedendo l’obbligo di una comunicazione da effettuarsi, mediante sms o posta elettronica, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione; la comunicazione va presentata alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Ad oggi i recapiti sono il n. 3399942256 e l’indirizzo PEC intermittenti@pec.lavoro.gov.it. I committenti imprenditori non agricoli o i committenti professionisti, devono inserire nella citata comunicazione i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione.
L’entrata in vigore delle nuove regole per la comunicazione decorre, a seguito della pubblicazione in data 7 ottobre 2016 del D. Lgs., dallo scorso 8 ottobre. Dovrebbe in breve tempo entrare in funzione una procedura online adeguata che dovrà anche consentire l’effettuazione di rettifiche piuttosto che l’annullamento di dati già inviati.
E’ stata inoltre introdotta una specifica sanzione amministrativa, in caso di violazione della disposizione è prevista una sanzione amministrativa tra i 400 e i 2.400 euro per ciascun lavoratore per cui sia stata omessa la comunicazione, senza possibilità di applicare la diffida. Trattandosi comunque di una sanzione amministrativa è consentito il pagamento della sanzione ridotta nella misura di 800 euro.
Resta ferma la preventiva attivazione dei voucher presso l’INPS.
Per maggior chiarezza si allega uno SCHEMA RIASSUNTIVO PER L’UTILIZZO DEI VOUCHER (IMPRENDITORI NON AGRICOLI E PROFESSIONISTI)
DEFINIZIONE
· Prestazioni di lavoro accessorio: attività lavorative che danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi non superiori a 7.000 euro nel corso di un anno civile (1° gennaio/­31 dicembre);
· Per ogni singolo committente (imprenditore o professionista), il limite massimo per le prestazioni di lavoro accessorio non può superare i 2.000 euro;
· I limiti di 7.000 e 2.000 euro sono annualmente rivalutati sulla base dell’indice Istat.
AMBITO DI APPLICAZIONE
· Tutti i settori, attenzione a specifiche limitazioni in agricoltura.
PERCETTORI DI SOSTEGNO AL REDDITO
· possono rendere prestazioni di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali (nei limiti del patto di stabilità), nel limite complessivo di 3.000 euro di corrispettivo per anno civile.
COMUNICAZIONE PREVENTIVA
· comunicazione alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione via sms o posta elettronica A) committenti imprenditori non agricoli o professionisti: dati anagrafici, codice fiscale del lavoratore, luogo, giorno e ora di inizio e di fine della prestazione; B) imprenditori agricoli: dati anagrafici, codice fiscale del lavoratore, luogo, durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.
DIVIETI
· divieto di lavoro accessorio nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

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