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Un'alternativa alla CEDU: i ricorsi all'ONU


In alternativa a Strasburgo si può ricorrere al Comitato dei Diritti Umani dell’ONU
Un'alternativa alla CEDU: i ricorsi all'ONU
I cittadini europei sanno che, allorquando nei processi nazionali si violano i principi canonizzati dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, essi possono far ricorso alla Corte di Strasburgo, a condizione, ovviamente, che siano stati esperiti tutti i mezzi di impugnazione interni offerti dal singolo Stato, essendo altrimenti l’atto irricevibile.
Il ricorso a Strasburgo deve essere depositato entro 6 mesi dal giorno in cui l’avvocato o la parte hanno avuto conoscenza della pronuncia interna definitiva. E qualora detto termine fosse invano scaduto?
Non tutti sanno che il panorama internazionale offre un’alternativa interessante: è infatti possibile presentare ricorso al Comitato dei Diritti Umani dell’ONU; trattasi di un mezzo di impugnazione con cui può essere fatta valere la violazione dei diritti umani canonizzati nell’International Covenant on Civil and Political Rights, ovvero un trattato delle Nazioni Unite nato dall'esperienza della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottato nel 1966 ed entrato in vigore il 23 marzo del 1976, che le nazioni firmatarie s’impegnano a rispettare.
Come sopra accennato, ai fini del ricorso al Comitato D.U. dell’ONU non è previsto un termine prefissato analogo a quello del ricorso alla Corte E.D.U. (6 mesi), tuttavia un eccessivo ritardo potrebbe essere giudicato quale abuso del rimedio e dunque determinarne l'inammissibilità.
In alcuni (rari) casi, il ricorso già deciso a Strasburgo può persino essere riproposto all’Onu.
Il ricorso può essere redatto - sia in materia civile sia in penale - nelle lingue ufficiali dell’Onu (inglese, francese, spagnolo, russo, cinese e arabo), tramite un modello scaricabile dal sito del Comitato Diritti Umani e, qualora si renda necessario, possono eventualmente essere segnalate le ragioni di urgenza che impongono al Comitato una pronuncia più celere.
Sotto certi aspetti il Covenant enuncia, in modo maggiormente esplicito rispetto a quanto indicato nella Cedu, diritti umani ritenuti inviolabili (ad esempio in relazione al doppio grado di giudizio e al diritto al silenzio nel settore penale).
Così come accade a Strasburgo, c’è un preliminare vaglio di regolarità formale del ricorso, che viene svolto direttamente dal Segretariato.





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