Un nuovo modello per la psicologia dello sport


La psicologia dello sport è ormai invasa da troppi mental coach e mental training di dubbia efficacia, vi è necessità di un nuovo modello scientifico
Un nuovo modello per la psicologia dello sport
In quattro anni di lavoro in un centro di medicina sportiva internazionale, in Toscana a Viareggio, un gruppo di quattro psicologi ha lavorato con sportivi del più alto livello creando un nuovo modello di preparazione mentale, il "Protocollo Funzionale per lo sportivo". È un'innovativa metodologia di preparazione sportiva dove portiamo lo sportivo al massimo della sua potenzialità psichica e corporea in modo duraturo, utilizzando il modello teorico, scientifico e moderno, della Psicologia Funzionale. Questo lavoro è registrato e descritto profondamente in tre tesi di specializzazione in psicoterapia.
In questi ultimi anni imperversano sempre più improvvisati mental coach e motivatori privi di una vera formazione psicologica alle spalle. Per non parlare di mental training della più svariata natura e di non comprovata efficacia. Nel panorama della preparazione mentale per sportivi ormai è presente un ventaglio di offerte molto discutibili, che va dall’uso della simbologia numerica per gestire l’ansia, a singole tecniche che pretendono miracolosamente di aumentare il rendimento dell’atleta.
Il nostro punto di vista invece, che deriva dalla formazione e dalle conoscenze nel campo della psicologia, fisiologia e neurologia e vista la complessità del funzionamento umano, ci fa affermare che per aumentare veramente le performance di uno sportivo, è necessario un lavoro a 360° che vada a migliorare in modo serio e scientifico le potenzialità e il funzionamento dell’atleta attraverso un processo per obiettivi chiari.
Quello che manca e che vorremmo portare con il nostro modello di lavoro nel mondo dello sport, è una cultura psicologica di fondo, basata su una teoria che abbraccia le ricerche scientifiche più attuali, le evidenze date dalle neuroscienze e che abbia una visione ben chiara dello sportivo e soprattutto di come funziona. Vorremmo anche far capire agli atleti che lo psicologo non è una figura che forzatamente deve "scavare nel passato", ma che può lavorare benissimo sul presente e sull’ottimizzazione e il potenziamento delle risorse personali.
La nostra metodologia di preparazione va a rispondere alle domande che, a nostro avviso, un atleta si dovrebbe porre quando si affaccia ad un mental training per capire prima (e valutare in modo corretto dopo) gli effetti e l’efficacia.
Queste domande sono: Dove? Come? Perché?
DOVE?
Domandarsi dove equivale a chiedersi "l’ottimizzazione delle potenzialità di un atleta si raggiungono in modo profondo e duraturo lavorando su che cosa?"
COME?
È essenziale da parte dello sportivo capire (ed etico da parte del professionista far capire) come avvengono determinati cambiamenti, come si può potenziare o superare un limite personale, o migliorare una capacità già presente.
PERCHÉ?
L’atleta deve pretendere la spiegazione di quello che sta facendo, del perché deve effettuare determinate tecniche o perché deve fare questo o quel training. Se la teoria di fondo utilizzata e la sua scientificità sono reali, l’atleta capirà e percepirà che tutte le risposte date ai suoi perché sono concrete e veritiere, e verranno dimostrate dai fatti durante il training e successivamente riscontrati nella performance fuori.

É possibile approfondire o richiedere informazioni sul sito www.eljos.it

Articolo del:


di Dott. Lorenzo Baldassarri

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