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Un obiettivo di risparmio con molteplici rendimenti: l'Università


Risparmiare per poter garantire ai propri figli un grado di istruzione di terzo livello è uno degli investimenti a più alto rendimento atteso
Un obiettivo di risparmio con molteplici rendimenti: l'Università

Risparmiare per poter garantire ai propri figli un grado di istruzione di Terzo livello, così in gergo tecnico si definiscono i percorsi universitari, è uno degli investimenti a più alto rendimento atteso.

Una recente ricerca dell'Ocse ha dimostrato, infatti, che il rendimento netto di una laurea, quindi la differenza tra il redditi di un laureato e il costo per ottenerla, è di 190 mila dollari per i maschi e 154 mila dollari per una donna.

Questi dati sono calcolati sui laureati italiani e vedremo più avanti come siamo messi rispetto ai nostri cugini europei.

Non deve, quindi, meravigliare il fatto che ben l'83 per cento dei miei clienti, tra gli obiettivi di risparmio ha quello molto importante di riservarsi la sicurezza di poter sostenere tale spesa, per dare ai propri figli un ritorno economico pari a quello di una casa di proprietà!!

Regalare una laurea, infatti, ha lo stesso valore economico di un bel appartamento da 190 mila euro.

 

Il rapporto costi/benefici della laurea

Per il report Education at a Glance 2019 dell'OCSE non ci sono dubbi: anche in Italia laurearsi è senza dubbio conveniente, se non altro perché gli adulti laureati guadagnano mediamente il 39% in più rispetto ai diplomati.

C'è da dire che, leggendo il rapporto, si capisce che un laureato italiano deve avere un po' di pazienza in più per vedere aumentare il suo reddito rispetto ad un collega europeo, perchè i laureati italiani tra i 25 e 34 anni guadagnano in più rispetto ad un coetaneo diplomato il 20 % in più.
La differenza più grande, quindi, si ha nel momento di maturazione professionale dai 40 ai 50 anni.

Ma parliamo anche di costi: in Italia il costo di una laurea è relativamente basso rispetto al resto d'Europa e si aggira mediamente tra i € 21.000 e i € 29.000.

Ma vediamo che conto ha fatto nello specifico l'Ocse.

Prima di tutto stima il reddito lordo totale dell'intera carriera lavorativa che un laureato percepisce in più rispetto ad un diplomato: circa €440.000.
Poi sottrae le tasse e i contributi arrivando ad un calcolo netto di €190.000.
Sono numeri veramente importanti anche se i cugini laureati europei possono contare su differenze ancora maggiori: l'Italia, infatti, è appena prima di Lettonia e Estonia e molto più indietro rispetto Francia, Germania, Austria.
I paesi al mondo dove la laurea rende di più sono Lussemburgo, Usa, Cile, Irlanda e Svizzera.

Viste queste considerazioni e visto che dolo il 28% dei nostri giovani tra i 25 e i 34 anni si laureano sarebbe auspicabile l'introduzione di incentivi per iscriversi all'Università, attraverso la diminuzione delle tasse e l'aumento delle borse di studio.

In America un giovane che vuole laurearsi ha diritto ad un Prestito d'Onore, rilasciato dallo Stato, che lo impegna a restituire quanto ha ricevuto dal momento in cui inizia a lavorare.

 

Come si risparmia per l'Università dei figli

Ma cosa deve fare una famiglia per accumulare quei €29.000 che servono per il percorso universitario?

La formula più utilizzata è quella del piano di accumulo, cioè di un piano programmato di risparmio che mensilmente preleva il denaro dal conto corrente e automaticamente lo “mette da parte” in un contenitore dove nel corso del tempo, il denaro versato aumenta di valore.


Come si calcola la cifra da dover versare mensilmente?

Partiamo dal presupposto che il guadagno che avrò in termine di rendimento dall'investimento dei miei risparmi servirà a coprire l'aumentare dell'inflazione, quindi non potrò contare su di esso per coprire parte della cifra.
Dovrò, quindi, contare i mesi che mancano al compimento del 19esimo anno di età di mio figlio e dividere la spesa totale prevista per i numeri di mesi mancanti.

Ad esempio mia figlia Matilde ha 14 anni, quindi le mancano 60 mesi per arrivare all'età di iscrizione all'Università. Il calcolo che devo fare per capire quanto accantonare mensilmente sarà: €29.000/ 60 mesi = € 485 al mese.
Se avessi cominciato ad accantonare dal giorno in cui è nata l'impegno mensile sarebbe stato di:
€ 29.000/ 228 mesi = € 130 euro.

Ho voluto farvi questi esempi perché, risulta molto chiaro, che anche in questo caso, chi prima comincia meno fatica farà.

Consiglio, quindi, a tutti i genitori a pianificare questo obiettivo insieme al proprio consulente finanziario e aggiungo un ulteriore suggerimento di tutela per i vostri figli: pensate anche ad una polizza assicurativa, che garantisca ai vostri figli una certa somma di denaro qualora vi succedesse qualcosa. Troppe volte ho visto giovani che hanno dovuto rinunciare al loro percorso di studi per la venuta a mancare di un genitore. Quindi cari tutti, se avete figli, approfittate di questi suggerimenti.

 

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