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Trading automatico con robot: una nuova variabile sul mercato


Gli algoritmi di trading, frutto delle nuove tecnologie, cambiano il panorama finanziario.
Trading automatico con robot: una nuova variabile sul mercato

Siamo finalmente giunti nel 2019 e, come avviene spesso, è l’occasione per tirare le somme dell’anno che è passato.

Quello che è certo è che il 2018 era partito con buone premesse e nessuno si aspettava che i mercati finanziari si sarebbero comportati come poi è avvenuto. Pil globale in crescita, tasso di disoccupazione contenuto, dati fondamentali delle aziende che facevano ben sperare, e così via.

Chi tra i lettori ha seguito le notizie di politica nazionale e internazionale di questi mesi certo saprà che gran parte del crollo finanziario è stato determinato da tre fattori:

1) la guerra commerciale tra USA e Cina, con la conseguente introduzione dei dazi su numerosi beni importati;

2) l’approvazione della legge di bilancio italiana, con quel duro testa a testa tra il governo e i dettami europei;

3) la Brexit, che sta mettendo a dura prova un Paese storicamente solido come la Gran Bretagna.

Ma spesso non si parla di un elemento che sta portando forte scompiglio nel panorama finanziario, facendo aumentare la volatilità e accentuando in modo profondamente marcato le giornate di “drawdown” (discesa del mercato).

Ci riferiamo allo strapotere dei robot nelle contrattazioni sui mercati. Ma cosa sono? Si tratta di computer che generano ordini in acquisto/vendita, cioè fanno trading in modo automatico, basandosi su algoritmi precedentemente impostati.

Si stima che nel 2018 il 28,7% delle transazioni sia dipeso proprio da questi robot. Stiamo parlando di quasi un terzo degli scambi che ogni giorno vengono eseguiti in tutto il mondo. Una cifra pazzesca se ci pensiamo!

Ma qual è il problema? Il problema è che questi sofisticati strumenti non analizzano i fondamentali dell’economia e delle società quotate, ma semplicemente decidono di vendere/acquistare al raggiungimento di un determinato valore di borsa.

In un anno come il 2018, in cui le tensioni politiche non sono mancate, i robot non hanno fatto altro che accentuare le perdite. Così, se in una giornata qualunque abbiamo visto aprire il mercato con il segno negativo, nella stragrande maggioranza dei casi, il valore è solo peggiorato proprio a causa delle vendite indiscriminate attivate dagli algoritmi automatici, ampliando la perdita in modo del tutto irrazionale o comunque non proporzionale al fatto di cronaca scatenante.

E’ vero che il ragionamento può funzionare anche in caso di mercato positivo, ma la politica del 2018 ha offerto davvero poche occasioni di rimbalzo. E anche il 2019 sarà probabilmente caratterizzato da forte volatilità.

Si tratta di aspetti tecnici, ma di notevole impatto sui mercati, che ogni piccolo investitore dovrebbe conoscere nel momento in cui investe i propri risparmi. Senza voler fare allarmismo, crediamo sia importante, oggi più che mai, affidarsi a chi questo lavoro lo fa di professione, evitando il fai-da-te che difficilmente offre soddisfazione.

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