Unioni civili: diritti e doveri delle parti


Le prime trascrizioni attese a metà agosto. Ecco le principali novità
Unioni civili: diritti e doveri delle parti
Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha controfirmato - il 23 luglio 2016 - il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che adotta le disposizioni transitorie per la tenuta dei registri negli archivi dello stato civile, ai sensi della recente legge n. 76 del 2016 sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.
La firma del Ministro interviene all’indomani del parere favorevole del Consiglio di Stato sullo schema di decreto, che entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, una volta ottenuta l’approvazione del Garante della privacy. E’ ragionevole dunque ritenere che le prime trascrizioni saranno possibili a partire da metà agosto.
E’ ormai noto che la legge 20 maggio 2016, n. 76, all’art. 1, commi 1-35 introduce e regolamenta l’istituto giuridico dell’unione civile.
La coppia formata da persone dello stesso sesso ottiene, pertanto, pieno riconoscimento giuridico qualora i partner manifestino la volontà di unirsi civilmente, analogamente a quanto avviene per l’istituto del matrimonio (rispetto al quale, però, permangono delle differenze).
In sintesi, i punti fondamentali della nuova normativa.
Le persone interessate a costituire un’unione civile devono avere la maggiore età e rendere una dichiarazione davanti all’ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni. Non sono richieste le pubblicazioni previste, invece, per il matrimonio. La dichiarazione verrà poi registrata nell’archivio dello stato civile, poiché tale unione incide sullo stato civile delle persone.
Le parti che costituiscono l'unione civile possono stabilire di assumere, per la durata dell'unione civile stessa, un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso, facendone dichiarazione all'ufficiale di stato civile.
Con la costituzione dell'unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri : dall'unione deriva l'obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare, fissano la residenza comune ed a ciascuna di esse spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato. In buona sostanza, la legge si richiama agli artt 143 e 144 del codice civile, senza citarli ma riportandone integralmente il contenuto, con l’eccezione del dovere di fedeltà, non previsto per le unioni civili.
Il regime patrimoniale dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale, è costituito dalla comunione dei beni.
La legge, al comma 20, esclude espressamente che si applichino alle parti dell'unione civile le disposizioni in materia di adozioni di cui alla legge n. 184/83. Tuttavia, prevede che resti "fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti", facendo evidente riferimento a quella parte di giurisprudenza che consente, dal 2007, la possibilità di applicare le norme sull'adozione in casi particolari anche a coppie omosessuali nell’esclusivo interesse del minore.
Anche l’unione civile, evidentemente, può essere "sciolta". E’ possibile porre fine all’unione con una semplice manifestazione di volontà, anche di uno solo dei partner, avanti l’ufficiale dello stato civile. A differenza del matrimonio, non è prevista per l'unione civile la separazione.

Quanto ai diritti ed alle tutele delle parti conseguenti allo scioglimento dell’unione, il comma 25 richiama la normativa sullo scioglimento del matrimonio, con estensione -tra l’altro - della previsione dell’obbligo del mantenimento per il partner economicamente più debole.

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di Avv. Nicoletta Fortuna

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