Vacanza Rovinata


vademecum per rimediare
Vacanza Rovinata
Anche qust'anno, al termine delle canoniche ferie di agosto i mezzi di informazione ci hanno riportato le immancabili notizie di disservizi, inadempimenti, ritardi, disfunzioni e, nei casi peggiori, vere e proprie truffe che hanno reso a molti turisti ancor più indigeste queste vacanze. E se contro il clima (non molto favorevole purtroppo) non abbiamo molti rimedi, negli altri casi è possibile far valere le proprie ragioni.
Quella 2014, a quanto pare, è stata la "stagione boom" delle vacanze rovinate: lamentele e denunce hanno registrato un incremento, rispetto all’anno scorso, del 14 per cento (dati ADUC).
Le controversie hanno riguardato soprattutto annullamenti dei voli aerei, ritardi nei trasporti, smarrimento di bagagli, alberghi fatiscenti ben diversi da quelli visionati sui cataloghi delle agenzie, condizioni del posto non corrispondenti a quelle illustrate nel depliant.
ecco dunque un breve vademecum per prevenire tali situazioni, ma anche per approntare al meglio la documentazione necessaria per avviare reclami, denunce, richieste di rimborso.
1. Se si è stati costretti a soggiornare in condizioni (servizi, paesaggio, ecc.) ben diverse da quelle illustrate (e si è avuta l’accortezza di documentare il tutto anche fotograficamente) è bene inoltrare subito un reclamo scritto alla propria agenzia di viaggi, riservandosi una successiva richiesta di risarcimento, una volta rientrati dalla vacanza. La raccomandazione è di conservare sempre con cura tutto il materiale illustrativo, il contratto (che è bene leggere con attenzione) e la fattura o ricevuta fiscale.
2. Se le condizioni del soggiorno vengono modificate dopo la firma del contratto, è possibile rinunciare e chiedere il rimborso. Se l’agenzia annulla il viaggio, si ha diritto a un risarcimento danni pari a fino il doppio del prezzo pagato. Inoltre occorre rivendicare il rimborso di tutte le spese effettuate e non dovute, per mancata prestazione di servizi e per giorni di vacanza non usufruiti.
3. La contestazione deve essere effettuata entro 10 giorni lavorativi dal rientro, deve essere indirizzata al tour operator e all’agenzia, allegando tutta la documentazione utile a comprovare il disservizio lamentato e le spese sostenute.
4. In caso di risposta negativa o di mancata risposta il consiglio è di rivolgersi ad un avvocato che, dopo aver valutato il caso e le possibilità concrete di addivenire ad un risarcimento, inoltrerà la richiesta alle autorità giudiziarie competenti.

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di Avv. Federico Vaccaro

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