Vademecum separazione e divorzio


Ecco come muoversi in caso di separazione o divorzio
Vademecum separazione e divorzio
Capita sovente ormai che le coppie prima o poi scoppino, questo articolo vuole essere una sorta di "aiuto" per coloro che non operano nel diritto e che spesso sono confusi sia per la situazione familiare in cui si trovano che per l’enorme quantità di notizie che si trovano su internet, spesso non comprese dal "profano".
La coppia in crisi, affronta un momento drammatico della vita domestica, il cd periodo "malato" della famiglia. Come ogni "malattia" la crisi va principalmente gestita dalla coppia che deve rendersi conto delle problematiche interne della famiglia e delle possibili risoluzioni. La prima cosa che un buon avvocato dovrebbe consigliare è di rivolgersi ad un terapista per gestire la crisi familiare.

Capita in molti casi che le coppie, potrebbero ricomporre la crisi, spesso dovuta a problematiche di immaturità dei coniugi, di difficoltà economiche o di gestione dei figli. Un buon terapista è in grado prima di tentare di ricomporre la coppia analizzando le problematiche e cercando con la coppia di risolverle, poi, qualora questo tentativo non dovesse avere esisto positivo, il terapista può e deve aiutare la coppia a gestire la conflittualità che viene sempre a crearsi con una separazione e, cosa più importante, gestire la genitorialità che non viene meno con la "fine della coppia", ma anzi esaspera i rapporti che si vengono necessariamente a creare alla fine di una famiglia.

Mi è capitato e mi capita tutt’oggi di dover gestire separazioni "difficili" dove i coniugi, invece, di trovare un accordo che possa soddisfare la prole, utilizza i figli quale arma di ricatto. Spesso i coniugi litigano su tutto anche sul tipo di pettine da comprare alla figlia, sugli alimenti, sulle spese ordinarie e straordinarie, sul diritto di visita, sugli orari di vista e quant’altro. Gestire queste crisi senza la presenza di un buon avvocato e di un ottimo terapista è molto difficile e porta spesso a piccole cause e richieste che sfociano in enormi sacrifici economici, questo problematiche potrebbero con semplicità e razionalità essere decisi a tavolino con i propri legali.

Se la coppia, comunque, giunge alla necessità di separarsi oggi ci si può avvalere di due distinti procedimenti. Il primo, introdotto con la novella del 2014 convertita in legge 162, determina uno snellimento delle procedure e consente ai coniugi con o senza figli di rivolgersi ognuno ad un proprio un legale, cd negoziazione assistita, affinché i legali, unitamente ai coniugi, possano decidere tutte le condizioni di separazione ivi comprese quelle economiche e relative ai figli. L’atto sottoscritto, poi, dalle parti e dai legali, nel caso di figli minorenni o maggiorenni economicamente non autosufficienti o figli inabili va sottoposto al parere del PM. Acquisito il parere favorevole del PM, l’atto va depositato all'anagrafe del luogo ove il matrimonio è stato celebrato affinché l’ufficio dello Stato Civile proceda con le annotazioni sul certificato di matrimonio. Dopo 6 mesi dalla separazione, ove non sorgano problemi particolari, si può procedere al divorzio congiunto con la medesima procedura.

Parallelamente a questo nuovo Istituto resta la vecchia normativa che permette di chiedere la separazione consensuale al Giudice del luogo ove le parti hanno contratto matrimonio o ove la famiglia ha posto la propria residenza.
Nel caso di separazione giudiziale e o divorzio giudiziale, invece, si prosegue con la vecchia disciplina e si instaura un vero e proprio procedimento dinnanzi al Tribunale, con tempi e costi maggiori.
In quest’ultimo caso il divorzio può essere richiesto dopo 12 mesi dall’udienza Presidenziale.
Roma 22 febbraio 2017


Articolo del:


di Claudia D'Amico

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