Valutazione d'azienda: ostacoli oggettivi e soggettivi


La valutazione d'azienda vede interessi contrapposti tra le parti, ma il fine comune di trarre dall'operazione il maggior profitto possibile
Valutazione d'azienda: ostacoli oggettivi e soggettivi
Valutare un’Azienda, si sa, è un'operazione complicata, lunga e costosa; e quando viene realizzata è quasi sempre per un buon motivo.
Che sia con l'obiettivo di cedere o acquistare non cambia la sostanza: gli interessi delle parti sono contrastanti, ma il fine è sempre lo stesso e cioè trarre dall'operazione il maggior profitto possibile.
Sinteticamente, quindi, ambedue i Professionisti incaricati di questa "mediazione" si troveranno ad affrontare la seguente situazione legata principalmente agli ostacoli di natura soggettiva:

- da parte del proprio Mandante (vendita)
Il suo "Obiettivo":
massimo profitto indipendentemente dalla realtà
Difficoltà finanziarie: perdita di lucidità ed impellenza di concludere la trattativa Implicazioni di natura personale: affezione a ciò che ha costruito; rapporti umani con il Personale; valutazione soggettiva delle attività immateriali;

- del Mandante della Controparte
Il suo "Obiettivo": concludere l’affare della vita - del Mandante della Controparte
Potenzialità finanziarie: capacità di condizionamento della trattativa del Mandante della Controparte
Nessun condizionamento personale: valutazione speculativa dell’affare; difficoltà della sua Controparte a dimostrare l'adeguatezza delle valutazione di alcune poste patrimoniali

Per quanto riguarda gli ostacoli di natura oggettiva il principale problema da affrontare riguarda la scelta della tipologia del Valore a base della trattativa; teoricamente, infatti, possiamo avere:
Il valore contabile e Il valore di mercato

Il valore contabile
E' certamente quello di più semplice rilevazione perché rappresenta, in sintesi, la somma algebrica delle attività e passività iscritte in bilancio. Come avremo modo di chiarire in un prossimo articolo, però, quasi sempre tale valore non risulta attendibile ed è necessario effettuare alcune correzioni e/o integrazioni per renderlo in qualche modo "utilizzabile" ai fini di una trattativa. Se, ad esempio, nell'attivo patrimoniale esiste la voce "Crediti verso Clienti" per un importo di 90.967,00€ ma 10.000€ si riferiscono a partite in sofferenza, in contestazione, ecc. è chiaro che il valore contabile deve essere corretto così come di seguito evidenziato

PERIODI/DESCRIZIONI 2017 PLUSVALENZE MINUSVALENZE SALDO in euro
CREDITI COMM. A BREVE TERMINE
Crediti commerciali 0,00
Cred. e camb. att. comm. a breve term. 90.967,00 10.000,00
Camb. att. allo sconto e all`incasso 0,00
Crediti comm. a breve termine 0,00
Ratei att. di natura commerciale 0,00
TOT. CRED. COMM. A BREVE TERMINE 90.967,00 - 10.000,00 80.967,00

Analogamente avverrà nel caso di un accertamento di una plusvalenza

PERIODI/DESCRIZIONI 2017 PLUSVALENZE MINUSVALENZE SALDO in euro
IMMOBILIZZAZIONI IN CORSO
Immobilizzazioni in corso 0,00 36.500,00
Anticipi a fornitori 0,00
TOT. IMMOBILIZZAZIONI IN CORSO 0,00 36.500,00 - 36.500,00

In questo caso si trattava di un mancato accertamento contabile di una immobilizzazione in corso di realizzazione. Potremmo quindi assumere il valore contabile rettificato quale possibile base numeraria per la determinazione della valutazione d'Azienda

Il valore di mercato
Si tratta, in pratica, di un valore del tutto teorico e nella quasi totalità dei casi impossibile da calcolare; per meglio dire tale importo può essere utilmente definito solo in presenza di attività economiche standardizzate che compongono gruppi di attività che sono offerte a prezzi più o meno predefiniti. Come è intuitivo tali opzioni sono praticamente inesistenti; a puro titolo di esempio potrebbe essere applicato ad una serie di attività in franchising tutte organizzate e patrimonializzate allo stesso valore: nel caso che un acquirente fosse intenzionato a comprarne soltanto una parte, il loro valore potrebbe essere determinato moltiplicando il valore standard per il numero di attività contrattate.
Eventualità davvero difficile da riscontrare nella realtà; le ragioni sono tante, ad esempio:
Sarebbe davvero strano che superfici di vendita, organizzazione, immobilizzazioni materiali ed immateriali possano essere le stesse indipendentemente dalla posizione geografica di ognuna, dal target di clientela cui ci si rivolge, ecc.In tutti i casi, anche superate le precedenti difficoltà ipotizzate, una valutazione di mercato per tali categorie di esercizi commerciali potrebbe essere ragionevolmente fatta solo nel momento dello Start Up; quando, infatti, le diverse attività sono già avviate è praticamente impossibile mantenere, per tutte, lo stesso valore di mercato.

Dr. Dante Romanò
Info: www.budgetonline.it software A23

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