Veicoli sequestrati: tariffe non remunerative


Commento al decreto del 2 settembre 2006 n. 265 riguardante le tariffe per l’indennità spettante al custode dei veicoli oggetto di sequestro penale
Veicoli sequestrati: tariffe non remunerative
Il sistema processuale prevede i casi nei quali un bene della vita viene materialmente sottratto alla disponibilità del proprietario o detentore per ragioni attinenti all’accertamento e repressione dei reati ovvero alla proprietà o altri interessi coinvolti nel processo penale.

In tali casi il bene viene affidato a terzi per essere custodito per le finalità proprie del procedimento, attraverso la nomina di un custode in quale diventa punto di riferimento di una complessa situazione giuridica.

L’incaricato della custodia di beni sottoposti a sequestro assume quindi la figura di ausiliario dell’autorità giudiziaria che ha disposto il sequestro.

La qualifica rivestita dal custode è quella dell’incaricato di pubblico servizio, l’incarico è obbligatorio con la conseguenza che il rifiuto diretto o fraudolento costituisce reato previsto dall’art. 366 c.p. punito con la sanzione della reclusione fino a sei anni.

Per tale qualificazione giuridica, il custode è destinatario di specifiche disposizioni normative, che ne delimitano la responsabilità penale e civile e sono direttamente connesse alle funzioni svolte di custodia, conservazione e amministrazione dei beni.

La responsabilità del custode è quindi connessa all’incarico ed ai compiti assegnati. Egli risponde civilmente nel caso di violazione degli obblighi assunti con riferimento alla tutela dei diritti ed interessi coinvolti. Per cui mentre il semplice custode risponderà per la violazione degli obblighi connessi al contratto di deposito, al mancato compimento degli atti di conservazione e amministrazione è connessa una ulteriore responsabilità civile connessa alle funzioni assunte.

Inoltre la qualità di incaricato di pubblico servizio e la finalità pubblicistica del sequestro produce un aggravamento delle responsabilità con la previsione di reati propri.

A fronte di tale ampio spettro di responsabilità, alle quali si accompagna la necessità di assicurare una struttura, mezzi e personale idoneo, le tariffe previste dal d.m. 265/2006 non sono affatto remunerative come invece accade per quanto riguarda le spese di custodia dei sequestri amministrativi e quelle relative ai beni oggetto di pignoramento e soprattutto si pongono in contrasto con quanto stabilito dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 230 del 1990 e 92 del 2013.
avv. Giuseppe Altieri

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