Vetro trasparente o vetro colorato trasparente?


La MIFID II impone obblighi divulgativi sui costi dei prodotti finanziari offerti. Occhio alle parole usate per comunicare le informazioni
Vetro trasparente o vetro colorato trasparente?
La normativa chiamata sinteticamente MIFID II, appena battezzata in Italia, produce e produrrà tanti effetti nel settore della consulenza finanziaria.
Ritengo ultroneo descriverla nel dettaglio. In generale la comunicazione dei costi applicati al cliente finale dall'operatore/ intermediario finanziario dovrà divenire più trasparente. Questa trasparenza però potrà avere sfumature diverse, così come il vetro di Murano, per quanto ci passi attraverso la luce, assume nelle mani del mastro vetraio colori differenti, che ne abbelliscono i riflessi. In sostanza le parole utilizzate, non possono intendersi standardizzate dalla normativa europea di cui sopra. Ad ogni venditore è lasciata libera espressione formale per presentare la sostanza della propria mercanzia.
Restringo il campo applicativo di questo concetto ad un esempio che mi è sempre caro. Anche i prodotti assicurativi costituiti da un sottostante gestito da una gestione separata dovranno comunicare i propri costi e le proprie garanzie.
Fino a "ieri" le gestioni separate erano collocate come un investimento garantito. Ovvero si diceva al cliente: caro mio, vai tranquillo, cascasse il mondo, il tuo capitale è sicuro. Questo concetto, particolarmente anodino e rassicurante, ungeva per bene le serrature dei cassetti segreti dei piccoli risparmiatori italiani, conservatori e prudenti per razza, ignoranti di finanza per definizione e statistica mondiale. Non comprendendo a pieno il concetto rischio/ rendimento questa presunta certezza appagava e accontenta ancor'oggi molte persone che hanno bisogno di essere rassicurate.
Non è un male e non demolisco nemmeno il concetto della garanzia del capitale. Questo va semplicemente compreso nella sua operatività: le gestioni separate devono avere una contro-garanzia patrimoniale, sussistente in capo alla società che le crea e gestisce, ai fini di copertura delle masse investite. Semplificando al massimo: ci sono 100 sacchi di denaro nella cassaforte; il gestore può investirli in nome e per conto del sottoscrittore, ma da qualche parte, nella sua disponibilità, deve avere un controvalore pari o superiore al contenuto dei 100 sacchi.
Questo è sempre stato scritto nella documentazione contrattuale in mano al cliente finale. Ora però non devo scartabellare il fascicolo che mi viene consegnato, perché in forza della MIFID II mi deve essere consegnato pure un piccolo bignamino, un corto bugiardino, che mi fornisca tutte le informazioni necessarie a comprendere le caratteristiche del prodotto finanziario. Si chiama K.I.D. (Key Information Document) e, anteriormente alla nuova normativa, per i prodotti per cui era previsto, K.I.I.D. (Key Investor Information Document). A valle di questa capziosa battaglia di acronimi, su cui non vi tedio, c'è insomma l'obbligo di consegnare al cliente finale un paio di fogli (massimo tre), che spiegano in sintesi cosa sto firmando.
Benissimo direte voi. Grazie dell'informazione.
Però c'è sempre il però.
Leggete bene come sono scritte le informazioni. Aspirina e acido acetilsalicidico sono la stessa cosa, non vi fate ingannare dal marchio.
Qui ricollego la metafora del pregiato vetro veneziano. Prendiamo due K.I.D. relativi a gestioni separate presenti sul mercato oggi. Nel documento troviamo una sezione intitolata: se la società xyz non è in grado di corrispondere quanto dovuto, che accade?
In uno leggo e vi riporto testualmente: se xyz S.p.A. non fosse in grado di rispettare i propri obblighi contrattuali, si potrebbe incorrere in una perdita conseguente a tale situazione di insolvenza. Non esistono sistemi di garanzia a tutela dei consumatori che possano coprire in tutto o in parte questo tipo di perdite.
Nell'altro: per gli investimenti effettuati in questo prodotto, in caso di insolvenza dell’Impresa, gli attivi a copertura degli impegni detenuti dall’Impresa saranno utilizzati per soddisfare - con priorità rispetto a tutti gli altri creditori dell’Impresa stessa - il credito derivante dal contratto, al netto delle spese necessarie alla procedura di liquidazione.
Entrambe vogliono dire la stessa cosa. Se ci sono i soldi paghiamo. Li abbiamo da parte per legge e speriamo bastino a pagare tutti i costi che dovremo affrontare.
Solamente...il primo periodo riportato mi sembra un vetro trasparente. Il secondo un vetro colorato trasparente. Azzurro direi, rassicurante.
Quindi occhio alle parole che vengono utilizzate dai mastri vetrai e allo scintillio delle parole di chi predica una garanzia totale che è in realtà solamente un grado di rischio (e rendimento) molto basso.

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di andrea panizzon

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