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Violenza domestica e Mediazione familiare (1^ parte)


Qualunque veste assuma la violenza domestica non deve avere ad oggetto sporadici episodi ma deve costituire una modalità quotidiana d’interazione della coppia
Violenza domestica e Mediazione familiare (1^ parte)

 

Nell’articolo precedente si è cercato di trovare una definizione che potesse chiarire quand’è che possiamo parlare di violenza nella coppia. Si è fatto riferimento alla definizione di violenza data dal rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (il Word Report on Violence and Health, pubblicato per la prima volta nel 2002 e annualmente aggiornato) e alla definizione di violenza contro le donne che troviamo nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla Eliminazione della Violenza Contro le Donne del 1993. A tali definizioni va, però, aggiunta anche la definizione di violenza domestica che troviamo inserita, nel più ampio contesto della violenza di genere, nella Convenzione di Istanbul, redatta dal Consiglio d’Europa nel 2011 e ratificata dall’Italia nel 2013.


La violenza domestica comprende: «tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima».


La violenza in tutte le sue manifestazioni (psicologica, fisica, sessuale, economica) rivela dunque l’esistenza: di un atto intenzionale (commesso con volontà); dell’esercizio di un di un potere, che si realizza attraverso l’uso della forza fisica o verbale; di uno squilibrio di potere; di un contesto momentaneo o permanente.


La violenza nella coppia assume la veste di violenza domestica dal momento che ha ad oggetto rapporti familiari (in quanto agita dal coniuge, convivente o fidanzato e dagli ex).  Si definisce di genere quando la violenza è commessa contro le donne con una vasta gamma di abusi che traggono origine da una disuguaglianza storica di genere dovuta a disparità di potere tra uomini e donne che sarebbe presente in tutte le società.  Infine, qualunque veste assuma, non deve avere ad oggetto isolati o sporadici episodi, ma deve rappresentare una modalità quotidiana d’interazione relazionale della coppia.


Bibliografia:
•    Convenzione di Istanbul del Consiglio d’ Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, art. 3 lett. a.
•    La violenza domestica contro le donne e le bambine, Unicef, N°6-giugno2000, innocenti digest.
•    Il numero delle vittime e le forme della violenza, ISTAT.IT-VIOLENZA SULLE DONNE
•    Anna Santi, L’uomo maltrattante. Dalla violenza domestica agli interventi per il cambiamento, in tesi di laurea.
•    Silvia Corti, “Giustizia riparativa e violenza domestica in Italia: Quali prospettive applicative?”, in dir. Penale contemporaneo, fascicolo 9/2018, pag. 5 e 6.

 

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