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Virus, Referendum 2020, Instabiltà politica


Abbiamo trascorso mesi che ci hanno messo alla prova: cosa si è imparato o non imparato?
Virus, Referendum 2020, Instabiltà politica

Facile dire tagliamo:

Tagliamo la spesa pubblica;

Tagliamo la tassazione;

Tagliamo le teste.

È difficile o, meglio, è faticoso leggere e studiare fonti valide per comprendere e analizzare mettendo al lavoro il cervello; pertanto, la gente si cura solo di tagliare e, ahimè, confermare e procedere a voler tagliare, senza pensare che una tale conferma di taglio non risolve ed anzi peggiora la situazione o, in altri termini, senza pensare alle terribili conseguenze che deriverebbero dalla mancanza di utilizzo del cervello. Tutti abbiamo un cervello: usiamolo, non facciamolo deperire, atrofizzandolo per disuso.

Sembra quasi che la gente non faccia lavorare il  cervello, ma intervenga solo di pancia poiché più comodo dato che il lavoro del cervello costa fatica mentre piace la pigrizia.

Infatti, da quel 4 Marzo 2018 l'Italia è in un mare mosso, un mare politico assai agitato nonché confusionario.

Un'instabilità politica che non fa bene all'Economia e allo Sviluppo del Paese e non è colpa dell'euro: una grande idiozia quella del ritorno alla lira credendo di risolvere. Idea che ogni tanto riappare sui social, sui media e sui quotidiani; e neppure è colpa della numerosità di teste che si vogliono tagliare col prossimo referendum del 20 e 21 Settembre prossimi.

Molto probabilmente se si può parlare di colpa questa è dovuta alla solita inerzia delle persone che preferiscono restare alla finestra o sul balcone in attesa...

In attesa di cosa?

Forse dell'onda? Dell'onda 'perfetta', quella che stravolge però, non di quella che aiuta a migliorare, a crescere, che aiuta lo sviluppo e la crescita del Paese.

Scusate l'acidità, ma ci vuole per svegliare le persone assopite in ipocrite situazioni di benessere.

Probabilmente, questo mio articolo esulerà dal solito argomento bancario, finanziario di risparmio e di investimenti ma fors'anche no, perché i temi della mia Professione non sono limitati al settore finanziario o bancario perché la questione del risparmio viene anche dal corretto governo dello sviluppo e della crescita economica.

Le opportunità di risparmio e di investimento trovano anche aiuto da un corretto Governo del Paese il quale dovrebbe favorire ed educare a far lavorare i propri soldi. Non aveva torto il vincitore di Sanremo 2019, Mahmood, con la sua canzone "Soldi" ...non basta avere soldi, perché è necessario sapere come usarli efficientemente per produrre e per creare valore dal proprio stipendio.

D'altro canto, una delle questioni su cui 'battono' i sostenitori del 'SI' sarebbe quella del risparmio della spesa pubblica. Ma avete compreso ciò che promuovono? Non vi sorge in mente qualche ragionevole dubbio magari legato a qualche loro speranza di vincere per mantenere la loro posizione che sta, invece, cedendo calcinacci e una vittoria del 'NO' potrebbe aiutare il loro cedimento totale e, quindi, aiutarci a ritornare alla stabilità?

Dice bene Carlo Cottarelli riguardo ai costi della politica: "Il dibattito pubblico italiano sul taglio dei costi della politica è spesso influenzato da luoghi comuni sull'economia italiana che non trovano fondamento nella realtà" e dalla ormai consueta massa di persone-bradipo (o pachidermi) che altro non fanno che ripetere a modo di pappagalli, quello che leggono o sentono senza comprendere, a queste basta capire un paio di paroline - quelle messe appositamente nei discorsi - affinché venga reso virale solo ciò che interessa ai sostenitori del 'SI'. 

D'altronde, la necessità di un taglio dei parlamentari, ovvero l'abrogazione degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, è già stata sollevata più volte in passato nell'ambito di proposte riformatrici in merito alle esigenze di efficienza dei costi della politica e delle istituzioni rappresentative.

E qui, occorre mettere in chiaro che il referendum costituzionale non consentirà di premiare tali meritevoli esigenze di efficienza e il perché è semplice.

Il perché risiede nella linearità a sé stante dei tagli medesimi che non includono, invece, una concreta riforma che consenta di sfruttare la riduzione per rendere il Parlamento  più efficiente e veramente rappresentativo.

Sono diverse e significative le pecche che il taglio richiesto creerebbe. Il Referendum in questione è privo di una vera e propria cornice di riforma costituzionale come detto anche dai media in vari talk show.

Di seguito alcune pecche dovute alla mancanza di una solida cornice di riforma costituzionale che deriverebbero dal taglio numerico:

  1. Ridurre i parlamentari senza cognizione delle reali funzioni del Parlamento significa inserire un domino di difficoltà e di gravi problemi dagli esiti non prevedibili;
  2. Ridurre i parlamentari ossia creare collegi più grandi senza affiancare garanzie per le minoranze apre la strada a campagne elettorali sempre più inique dato che tra le riforme necessarie esisterebbe quella elettorale;
  3. Importante poi, la questione dei delegati regionali coinvolti nella nomina del Presidente della Repubblica il prossimo 2021;
  4. Ancora, il problema del Parlamento non risiede tanto nel numero quanto nella qualità e nella competenza dei suoi componenti;
  5. .. questi punti sono solo alcuni che mi sembrano già fondamentali...

Dunque, il punto principale risiede nella selezione accurata di deputati e senatori non nel numero mentre, riguardo al miglioramento della qualità dei parlamentari, il referendum di Settembre, non garantisce nulla in merito come anche descritto dagli Studi dell'Osservatorio dei conti pubblici di Carlo Cottarelli che qui riporto: "Il risparmio netto generato dall’approvazione di questa riforma sarà molto basso (285 milioni a legislatura o 57 milioni annui) e pari soltanto allo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana. L'11 luglio scorso il Senato ha approvato in seconda lettura il disegno di legge costituzionale n. 214-515-805-B, che a partire dalla prossima legislatura riduce il numero di deputati da 630 a 400 e il numero di senatori da 315 a 200. Al di là delle possibili considerazioni sull’impatto di questa riforma sul funzionamento del Parlamento, è utile chiedersi a quanto ammonterebbe l’eventuale risparmio per le casse dello Stato derivante dal taglio di 345 parlamentari. Il vicepremier Di Maio e il ministro Fraccaro hanno più volte sostenuto che il taglio dei parlamentari garantirà un risparmio di circa 500 milioni di euro a legislatura, ovvero 100 milioni annui. Il risparmio lordo annuo che si otterrebbe riducendo il numero di parlamentari di 345 unità ammonta quindi a 53 milioni per le casse della Camera e a 29 milioni per quelle del Senato, per un totale di 82 milioni. Considerando un’indennità netta di 5 mila euro mensili per ciascun parlamentare (a cui sommare tutti i rimborsi esentasse), il risparmio annuo che si otterrebbe con la riforma in questione si riduce a 37 milioni per la Camera e a 20 milioni per il Senato. Il risparmio netto complessivo sarebbe, quindi, pari a 57 milioni all’anno e a 285 milioni a legislatura, una cifra significativamente più bassa di quella enfatizzata dai sostenitori della riforma e pari appena allo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana".

Dunque, in assenza di un concreto e solido quadro di riforma il taglio dei parlamentari si trasforma in una pura e semplice riduzione numerica assolutamente non adatta a rispondere al bisogno di avere un Parlamento più efficiente, e per giunta pericolosa per la democrazia. Ad avvantaggiarsi da uno scenario di conferma referendaria saranno solo coloro che oggi stanno perdendo importanza poiché risultanti incapaci di buon governo dello Stato e, pertanto, loro obiettivo è riconquistare quanto stanno perdendo a causa della loro incapacità a governare.

Non credo che vogliamo essere governati da incompetenti che macinano paroloni farciti ipnotizzanti solo masse di bradipi e ciarlatani non certo chi ha voglia di lavorare per il bene suo e della collettività.

Per collegare l'argomento che ho voluto portare in discussione alla necessaria Pianificazione Finanziaria, se il referendum malauguratamente dovesse avere esito positivo  sarebbe come costruire una casa senza fondamenta solide (il mancante quadro concreto e solido di riforma costituzionale di cui si è detto) ovvero, in Consulenza Finanziaria sarebbe come guardare alla Gestione del Risparmio tentando di costruire un piano finanziario senza i mezzi per realizzare i propri progetti di investimento.

In merito, desidero ricordare che un investimento non è una spesa come purtroppo spesso considerato. Consideriamo il seguente discorso di cui ho già parlato in miei precedenti articoli.

L’acquisto di un immobile (casa, fabbricato, capannone, ..) o di un’automobile è una spesa salvo nel caso di impresa ma qui voglio rendere evidenza dell'azione dell'investire rispetto all'azione dello spendere ..

L’investimento, dunque, è il mezzo che serve a fare un determinato acquisto, di un certo peso economico e senza oneri aggiuntivi escludendo quelli necessari affinché l'investimento produca i suoi frutti e permetta la realizzazione dello scopo dell'investitore e/o del risparmiatore. Ovviamente, chi aiuta a realizzare i propri progetti non lavora gratuitamente esattamente come il medico che aiuta il paziente a guarire di una qualche malattia.

Non esiste il cost free come non esiste il risk free.

Qualsiasi attività ha un costo o una sua rischiosità. L'importante è conoscere ed esserne consapevoli.

Certo non si intende qui il semplice acquisto per spese di generi di quotidiana necessità quali alimentari, abbigliamento, pagamento delle utenze...

Inoltre, anche l’accensione di un finanziamento, di un prestito o di un mutuo, è una spesa e non un investimento, anzi, è una duplice spesa:

1.    quella per l’acquisto del bene, o dell’oggetto del desiderio, pur non avendo basi monetarie immediate;

2. quella per rimborsare chi concede il finanziamento e che solo al rimborso totale (capitale finanziato + interessi) l’oggetto desiderato sarà completamente di proprietà dell'acquirente.

Ecco, ho cercato di spiegare in modo semplice e rapido l'affermazione frequentemente sentita relativa alla spesa per investimenti: spesa non è investimento, investimento non è spesa ma esiste una fondamentale differenza tra spesa e investimento, che mi piacerebbe far comprendere in azione: soltanto facendo lavorare bene i propri soldi, il proprio stipendio, si può spendere.

Il Risparmio non è solo un semplice taglio lineare...

Parliamone e concretizziamo un professionale rapporto serio per far lavorare efficacemente i propri soldi guadagnati. Agire sul pulsante "Richiede una consulenza".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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