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Vivere ai tempi del Coronavirus: si può uscire di casa?


Il Coronavirus, ecco quali sono i divieti imposti e le sanzioni previste per chi non li rispetta
Vivere ai tempi del Coronavirus: si può uscire di casa?

Purtroppo il nostro Paese sta vivendo una crisi senza eguali, la più potente e devastante emergenza sanitaria, nonché (ahimè) economica, mai affrontata prima.

Qual è il modo migliore per affrontarla e uscirne fuori il prima possibile? Bè non sono né un politico né un medico, posso solo dirvi cosa è stato deciso dal nostro Governo: la chiusura totale della maggioranza delle attività commerciali.

E', infatti, opinione comune di quasi tutti i virologi ed epidemiologi che per uscire da questa crisi, che oramai è diventata una pandemia globale, l'unico rimedio sia quello dell'asocialità.

Il nemico da affrontare è praticamente invisibile, subdolo e si fa strada anche laddove non si pensa possa annidarsi un "semplice e banale" virus (come è stato definito da molti). Un virus che contrariamente a quanto si pensava all'inizio non fa distinzioni di età, ma colpisce tutti, anche se forse – ringraziando il cielo – non colpisce i più piccoli, o almeno non crea loro problemi gravi.

Ebbene, anche se all'inizio l'Italia è stata criticata da tutti – e qualche italiano, ancora adesso, crede che siano sciocche le restrizioni imposte – ad oggi sono numerosi i Paesi Europei (e non solo) che stanno seguendo il nostro esempio, che poi è stato quello della Cina prima di noi.

Ma torniamo all'oggetto del tema di oggi: i divieti imposti dal Governo e tanto criticati dai giovani che hanno dovuto abbandonare la tanto amata movida e, diciamocelo, anche dalle persone più anziane che non riescono a stare chiuse in casa, sole.


Dunque, quali sono le restrizioni?

Bè, forse, si fa prima a dire cosa ci è consentito fare:

- sicuramente andare a fare la spesa perché supermercati e negozi alimentari di qualsiasi genere restano aperti in quanto offrono un servizio necessario ed indispensabile (e ovviamente anche i negozi che riforniscono viveri per i nostri amici a quattro zampe sono e devono restare aperti);

- sicuramente andare in farmacia/parafarmacia per comprare medicine e altro, in quanto generi anch'essi indispensabili;

- sicuramente si può uscire per portare il nostro cane a fare i propri bisogni e, comunque, una breve passeggiatina (breve nel senso che è raccomandato restare nella propria zona di abitazione);

- sicuramente è possibile recarsi a lavoro qualora non sia possibile effettuare il c.d. smart working, ovvero il lavoro agile (in altre parole lavorare dal computer di casa);

- sicuramente ai genitori separati/divorziati e con affidamento congiunto dei figli che si devono alternare è consentito uscire per andare a prendere o portare il proprio pargolo;

- sicuramente se si hanno parenti (genitori o nonni) anziani e non autosufficienti ci si può recare dagli stessi per prestare loro assistenza;

- restano aperte le fabbriche che riescono ad assicurare la sicurezza dei propri dipendenti (uso di mascherine e altri DPI, distanze di sicurezza e quant'altro necessario per evitare il contagio).


E per quanto riguarda le altre attività, diverse da farmacie e supermercati? Restano aperte?

Tra i servizi di prima necessità rientrano anche le banche, le poste, gli uffici pubblici, nonché i tabaccai. Ricordiamo anche che sono aperti, seppur con delle limitazioni, tutti i trasporti pubblici.

Novità per gli uffici pubblici prevista dal 16 marzo:

- tutti gli uffici INPS sono chiusi (il servizio è garantito solo via web o telefono)

- Agenzia Entrate ha ridotto l'attività negli uffici (ha, per es., sospeso gli accertamenti fiscali) e riceve, già dal 12 marzo solo su appuntamento (per chi è interessato può prenotare il servizio con il prenota ticket)

- gli uffici di Poste Italiane continuano a rimanere aperti, seppur con orari ridotti e, in alcuni Comuni, con apertura a giorni alterni. Sospesi sono invece i servizi di prenotazione online dell'appuntamento in ufficio (ovvero il prenota ticket)

- anche le Banche da questa settimana hanno rivisto e ridotto i servizi nelle loro filiali (per informazioni più dettagliate basta visionare il sito web della banca di interesse)

Quanto ai parchi pubblici molti Comuni hanno imposto da sabato 14 marzo la chiusura dei parchi per evitare, come stava succedendo, l'aggregazione di persone. Ricordiamo, infatti, che lo scopo del contenimento imposto dal Governo è quello di evitare assembramenti di persone, ovvero evitare che il virus possa essere trasportato da una persona all'altra (al momento i medici ci dicono che ogni persona può infettare fino a 2,5 persone).


E cosa devo fare se voglio uscire?

E' fondamentale dotarsi dell'autocertificazione che va compilata in maniera veritiera e portata sempre con sé: è IMPORTANTE sapere che se si dichiara una circostanza falsa allora si può essere denunciati per dichiarazioni mendati ad un Pubblico Ufficiale.
Il modulo dell'autocertificazione lo si trova tranquillamente sul sito del governo, nonché su molti altri siti web di informazione. Inoltre, da qualche giorno è disponibile anche in formato elettronico (autocertificazione online).

Il mio invito è rivolto a tutti noi: restiamo a casa, permettiamo a medici ed infermieri di compiere sì il loro dovere, ma anche di avere un po’ di tregua. Solo facendo tutti un (piccolo) sacrificio, potremo tornare presto alle nostre normali abitudini.


In altre parole cosa dobbiamo fare? Ovviamente "restare a casa"! (Che non è solo l'imperativo dettatoci da Conte, ma anche l'hastag più usato degli ultimi 5 giorni su tutti i social).


Ma cosa succede se violo il decreto (anzi, i vari DPCM)?

Innanzitutto bisogna chiarire che la violazione di un ordine dell'Autorità (in questo caso i DPCM) integra un reato (e precisamente una contravvenzione) penale. L'art. 650 Codice Penale prevede, quale pena, l'arresto fino a 3 mesi o l'ammenda fino a euro 206.

Ovviamente, trattandosi di reato penale soltanto un Giudice può emanare tale sanzione al termine del processo penale, sempre che non si scelga il pagamento della sanzione imposta dal Pubblico Ministero con il Decreto Penale di Condanna (ovvero con un procedimento speciale che consente persino di estinguere il reato previo pagamento di una pena esclusivamente pecuniaria in alternativa alla detentiva, nonchè al ricorrere di altre condizioni).

Per le persone che si staranno chiedendo: ma quindi non devo pagare subito le Forze dell'Ordine se mi contestano la violazione del DPCM? Esattamente! Nessun pagamento ora, ma solo al termine del processo e solo in caso di condanna.

Molti diranno che la sanzione è talmente minima che non può fungere da vero deterrente. La risposta è dipende. Difatti, l'art. 650 prevede la sanzione dell'arresto fino a 3 mesi o del pagamento della pena pecuniaria solo se "il fatto non costituisce più grave reato".

Pertanto, se ad una persona è stata imposta la quarantena con affidamento fiduciario in casa, perché risultata positiva al Covid19, e questa decide deliberatamente di uscire di casa, nonostante il divieto, non violerà l'art 650 C.P. ma commetterà altro e più grave reato. Ma quale?

Prima parlavamo di dichiarazioni mendaci, ebbene se si esce di casa violando l'isolamento imposto e magari anche dichiarando (con l'autocertificazione) una circostanza non vera si può incorrere nei reati previsti dagli art. 76 del DPR 445/2000 e art. 495 C.P. (ovvero dichiarazioni mendaci al Pubblico Ufficiale: in questi casi si può essere puniti con la reclusione da 1 a 6 anni).

Nei casi più gravi si rischia persino la denuncia ai sensi dell'art. 260 del Testo Unico delle leggi sanitarie che prevede: "Chiunque non osserva un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo è punito con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da lire 40.000 a lire 800.000".

In questo caso è importante sapere che a differenza dell'art 650 c.p. che consentiva l'oblazione, qui ciò non è possibile essendo previsti sia arresto che ammenda.

Ma non è finita. Lo scenario peggiore è essere denunciati per diffusione di germi patogeni. Difatti. l'art. 438 c.p. punisce con l'ergastolo "chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni". Si tratta, come è evidente, di uno tra i più gravi reati disciplinati dal nostro codice, al pari, ad esempio, dell'omicidio volontario premeditato. Ovviamente in tale caso si dovrebbe verificare il volontario, e consapevole, contagio di numerose persone.

Tuttavia si può rispondere anche per aver cagionato  a titolo colposo  la diffusione di germi patogeni : è quanto è previsto dall'art. 452 c.p. In questo caso la sanzione sarà decisamente inferiore, essendo prevista la reclusione fino a 12 anni.

Come potete vedere, quindi, ad eccezione dell'art 650 c.p., gli altri sono reati che prevedono sanzioni elevate e per le quali non è prevista alcuna oblazione.

Peraltro è bene chiarire che anche se a fermarvi per l'una o l'altra violazione è il Pubblico Ufficiale che effettua il controllo sul territorio, a decidere, caso per caso, qual è la tipologia di reato penale che si integra è un Pubblico Ministero - e ciò vale sempre, non solo nell'attuale situazione emergenziale!

Per qualsiasi chiarimento lo Studio Tioli resta aperto a tutti e, ovviamente solo per le prossime settimane (fino a fine emergenza Covid 19) la prima consulenza gratuita sarà solo in videochat o per telefono, nel rispetto della salute Vostra oltre che mia. Inoltre si attende, nelle prossime ore la pubblicazione del nuovo decreto "Cura Italia", approvato domenica ma ancora non pubblicato perchè oggetto di rivesione.

Sperando di essere stata chiara, vi saluto così: RESTATE A CASA, per il bene di tutti noi!

 

 

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