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Volatilità in crescita, borse “ballerine”e obbligazioni a tassi zero


La crescita del rischio, l'attuale situazione dei mercati, la paura di un eventuale pesante ribasso. Idee, tattiche e strategie.
Volatilità in crescita, borse “ballerine”e obbligazioni a tassi zero

In molti, in momenti di mercato come questi, mi chiedono in che modo comportarsi.

Capisco la domanda e il motivo per cui viene posta: dopo una vera e propria galoppata senza freni che ha visto ogni asset (o quasi…) finanziario crescere in maniera forte e senza sosta, ecco che il mercato, proprio quando le situazioni più preoccupanti (coronavirus, attività in crisi, cassa integrazione) sembrano finalmente diradarsi, inizia a tentennare e a perdere valori, mentre anche i rendimenti obbligazionari si alzano, facendo quindi perdere redditività ai vostri investimenti obbligazionari.

Non esiste, come è ovvio, una risposta univoca, anche perché i profili di rischio personali e le situazioni di ogni cliente meritano uno studio approfondito e autonomo, svincolato da valutazioni generalistiche, ma alcuni consigli possono essere comunque forniti, ad usum fabricae.

  1. Ricordatevi sempre che il vostro portafoglio è stato costruito con un obbiettivo, e che intervenire “a caso” snaturandone i bilanciamenti, o incassando le parti attive mantenendo quelle in perdita non è proprio il modo migliore per raggiungere quel traguardo che vi eravate prefissati al momento in cui avete organizzato il vostro portafoglio.

  2. Di fronte a crescite significative di diversi settori correlati, è eventualmente consigliabile uno ”stacco” dei guadagni che devono però essere utilizzati per un reinvestimento sotto forma di pac, in asset correlati agli investimenti disinvestiti almeno per i ¾. In questo modo si realizza da una parte una concretizzazione di un guadagno che però sarà utilizzata per mediare, ed eventualmente approfittare di momenti di debolezza, i valori degli stessi sottostanti.

  3. Verificate sempre se il vostro portafoglio, al momento attuale, rispetta in percentuali quella divisione negli asset che avevate deciso all’inizio dell’investimento e, eventualmente, riottimizzatelo a fronte degli squilibri che potrebbero essere stati generati dalla diversa crescita degli elementi nel portafoglio.

  4. Se i guadagni “virtuali” sono diffusi, differenziati e si presentano nella loro totalità come una somma interessante sia in percentuale che in quantità assoluta, un eventuale azzeramento del portafoglio, riconducendolo alle dimensioni e alle proporzioni originali, vi permetterebbe di utilizzare la somma guadagnata per investirla in settori ancora mancanti nel vostro portafoglio (aumentando così il livello di diversificazione dello stesso) o, nel caso siate particolarmente difensivi, in asset con un rischio modesto o quasi nullo, al fine di “congelare”, al netto dell’inflazione, i guadagni fin qui maturati.

  5. Il prezzo che il mercato offre è sempre quello giusto, a prescindere. Con l’attuale diffusione delle informazioni, gli analisti e gli investitori “big players” dei mercati hanno già scontato la situazione attuale e si preoccupano di quello che potrebbe accadere nel prossimo futuro. Quindi, se da una parte il momento sembra propizio, gli analisti iniziano a chiedersi cosa accadrà da ottobre, come si pagheranno gli enormi debiti acquisiti dagli stati in questa pandemia, quante aziende saranno in grado di reggere di fronte al rifinanziamento ottenuto, come verrà affrontata l’inflazione che genererà l’immensa somma di liquidità iniettata nei mercati in questi mesi. Ed ecco perché proprio adesso, dopo una corsa di quasi un anno, e i raggiungimenti di diversi massimi storici su molti benchmarks, una frenata, fra l’altro anche abbastanza naturale sul fronte del consolidamento e delle prese di profitti, i mercati sembrano essere diventati più riflessivi e non così ottimisti.

Rimane però sempre valido il consiglio più importante: se il portafoglio è stato ben differenziato per una prospettiva di medio/lungo periodo e soddisfa le vostre caratteristiche sul fronte del rischio, è sempre bene attendere o, al massimo, effettuare piccoli restyling in quelle aree che hanno decisamente overperformato nel vostro portafoglio. L'obiettivo da raggiungere rimane sempre in essere, ed è su quello che i vostri risparmi sono stati organizzati.

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