Voucher: novità sul trattamento IVA dal 2019


Con il 2019 è entrata a regime le nuova disciplina del voucher o buono-corrispettivo
Voucher: novità sul trattamento IVA dal 2019

Il D.Lgs. 141/2018 “recante modifica della direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il trattamento dei buoni corrispettivo” recepisce la Direttiva UE 2016/1065 che a sia volta integra la Direttiva comunitaria 2006/112/CE, con l’introduzione del nuovo Capo V, Titolo III.

Il trattamento IVA del voucher per lungo tempo non è stato regolato dalla normativa primaria, ma è rimasto nelle competenze dell’Agenzia delle Entrate che, in via interpretativa, ha fornito un utile supporto operativo. Nel tempo si è così delineata una classificazione generale tra due topologie di documenti:
•    quelli rappresentativi di beni e servizi che rappresentano nella sostanza un “pagamento anticipato” dei beni o dei servizi in esso incorporati e identificati fin da subito e che, per tale ragione, sono soggetti a Iva al momento dell’emissione;
•    quelli che conferiscono solo la legittimazione alla prestazione, ma che non rappresentano l’anticipazione della cessione del bene o del servizio incorporato.

Secondo questa classificazione, il momento impositivo ai fini IVA si manifestava in diversi momenti: nel primo caso si verificava all’acquisto del voucher, nel secondo solo al momento del suo impiego, trattandosi sino a quel momento di un semplice trasferimento di denaro.

Con il recepimento della Direttiva UE è stata introdotta nella norma primaria la definizione di questo strumento (art. 6bis DPR 633/72); premesso che il termine “voucher” lascia spazio ad un più autoctono “buono-corrispettivo”, ciò che qui interessa sono gli elementi caratterizzanti:
•     è uno strumento che contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo o parziale corrispettivo
•    è corrisposto a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi
•    indica sullo strumento medesimo o nella relativa documentazione i beni o i servizi da cedere o prestare o le identità dei potenziali cedenti o prestatori, ivi incluse le condizioni generali di utilizzo a esso relative.

La definizione generale non è tuttavia sufficiente per determinarne il trattamento IVA e viene integrata dai nuovi articoli 6-ter e 6-quater, con i quali è stata sostanzialmente confermata la soluzione già fornita in via interpretativa dall’Agenzia delle Entrate: sono riconosciute due categoria di buono-corrispettivo, che, a seconda delle caratteristiche, vanno ad inquadrarsi come mere anticipazioni finanziarie o come vere e proprie operazioni rilevanti ai fini IVA.

Per un facile confronto tra gli elementi caratterizzanti delle due categorie di documento, si veda la seguente tabella:

 

Art. 6 ter

Art 6 quater

Buono- corrispettivo monouso

 

Buono- corrispettivo multiuso

Al momento della sua emissione è nota la disciplina IVA applicabile alla cessione / prestazione cui il documento dà diritto

Al momento della sua emissione non è nota la disciplina IVA applicabile alla cessione / prestazione cui il documento dà diritto

Ogni trasferimento del documento prima della prestazione costituisce l’esecuzione della prestazione ai fini IVA

Ogni trasferimento del documento prima della prestazione non rileva ai fini IVA

 

Il momento impositivo è disciplinato dalla regola generale (art. 6)

 

Ogni cessione / prestazione che viene resa da un soggetto che non ha emesso il documento è rilevante ai fini IVA e si intende effettuata a favore del soggetto che he emesso il documento

Il trasferimento del buono tra “intermediari” costituisce un’autonoma operazione IVA

 

Buono-corrispettivo monouso - l’operazione ha rilevanza IVA già dal momento della consegna del buono al creditore; quindi, se il buono viene “speso” presso il debitore, ai fini IVA l’operazione ha già esaurito i suoi effetti sin dal momento dell’emissione del buono stesso.
Per contro, ogni trasferimento del buono ad un soggetto diverso dal debitore, costituisce un’operazione rilevante in ambito IVA, e così via, fino all’esecuzione materiale della prestazione: in questo caso il prestatore diverso dall’emittente realizza un’operazione rilevante nei confronti di quest’ultimo.

 

Buono-corrispettivo multiuso – l’emissione del buono è assimilata ad un’operazione di natura finanziaria e non rileva ai fini IVA, sino al momento dell’effettiva prestazione.
Il momento impositivo dell’operazione rileva secondo le regole generali dell’articolo 6, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi.

 

Infine, si segnala che restano fuori dalle nuove regole:
•    le ricariche telefoniche (l'Iva è dovuta dal gestore telefonico sul prezzo definitivo di vendita al pubblico);
•    i buoni sconto;
•    i buoni rimborso;
•    i titoli di trasporto;
•    i biglietti di ingresso a cinema e musei;
•    i francobolli e similari;
•    i buoni pasto (ticket restaurant), per i quali continua a trovare applicazione il Dm 7 giugno 2017, n. 122 che ai fini Iva li qualifica quali prestazioni di servizi sostitutivi di mense aziendali.

 

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di Alberto Maria Sabatino

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