Welfare aziendale un fatto di comunicazione


Il welfare aziendale in italia muove i primi passi ma i gap da colmare sono ancora molti qui troverai qualche soluzione
Welfare aziendale un fatto di comunicazione
Secondo il rapporto Censis-Eudaimon, il welfare aziendale in italia varrebbe circa 21 miliardi, in pratica se i servizi di welfare fossero concretamente elargiti a tutti i lavoratori si potrebbe ottenere un valore pari ad 1 mensilità in più all'anno. Purtroppo si tratta più annunci che di una vera messa in pratica, infatti secondo una ricerca realizzata di Community Media Research per conto di Federmeccanica nell’autunno 2017 si evidenzia come, soltanto il 54,2% delle imprese italiane abbia messo a punto un piano di welfare, se ne deduce che il 45,8% non ha mai messo in campo nessuna iniziativa. Un dato abbastanza sconfortante questo, come se non bastasse si evidenza dal rapporto Censis che le iniziative messe in campo di welfare privilegino in maniera importante le fasce di reddito più alte che, guarda caso, sono anche le più informate in materia contando il 17,9% del totale. Al contrario man mano che si scende verso categorie a più bassa specializzazione e con minore scolarizzazione il welfare aziendale diventa praticamente sconosciuto. Un dato che è emerso con chiarezza è che la conoscenza del welfare aziendale, con relativa presa di coscienza dei reali vantaggi, diminuisce al diminuire del reddito, segno che le categorie più basse, che invece ne potrebbero trarre i maggiori benefici, sono messe da parte. Sempre secondo Censis il 47% dei lavoratori è convinto che il welfare possa portare ad un miglioramento del clima aziendale ed il 16,8% che potrà far aumentare la produttività. Questi numeri mi dicono che alla base di uno sviluppo del welfare ancora troppo debole ci sia un vero, grosso problema di comunicazione. Il punto su cui lavorare anzitutto dovrebbe essere quello di sviluppare una comunicazione che sia dettagliata e soprattutto capillare, in modo che tutti in azienda siano a conoscenza delle normative che regolano il welfare nonché dei vantaggi che si possono ottenere, dal reddito più basso a quello più alto, con particolare riferimento alla categoria degli imprenditori i quali evidentemente non hanno consapevolezza degli enormi vantaggi, a cominciare da quelli fiscali, che dovrebbe essere maggiormente sensibilizzata. Esiste una comprovata correlazione fra la presenza in azienda di sistemi di welfare ed il miglioramento delle condizioni di lavoro, delle relazioni sociali interne, del consolidamento del Brand, con conseguente aumento qualitativo della produttività generale e relativa competitività complessiva.

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di Dott. Mauro Valentino

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