Welfare in azienda? Fra emozioni e comunicazione!


Il welfare aziendale non può prescindere dalle emozioni, la formazione unita ad una comunicazione interna ed esterna ne garantiranno il successo
Welfare in azienda? Fra emozioni e comunicazione!
Il welfare rientra proprio nel contesto emotivo. Pianificare un progetto di welfare non può prescindere dal guardare i dipendenti e vedere non solo dei prestatori d’opera, bensì significa vedere le loro famiglie, le loro difficoltà personali, anche fuori dall'ambiente lavorativo, cercare di comprendere il mondo che circonda la tua azienda. Dove vivono queste persone? Esistono servizi, scuole, strade adeguate?
Il welfare è lo strumento che può efficacemente portare le persone ad accettare anche quei continui, sovente molto profondi, cambiamenti a cui sono sottoposte oggi le aziende grandi e piccole; per questo bisogna pensare alle emozioni delle persone, a ciò che pensano, perché il cambiamento spiazza, non piace, crea un senso di insicurezza continuo, andandosi a ripercuotere negativamente sulla qualità del lavoro.
Il welfare non risolve tutti i problemi, ma aiuta tantissimo, generando quel senso di appartenenza, che aiuta a superare brillantemente l’insicurezza dei cambiamenti.
- La formazione
Un buon esempio di welfare consiste, anzi, dovrebbe passare dalla formazione continua delle persone che lavorano con noi, preparare le persone a svolgere compiti differenti in maniera che possano sempre essere "intercambiabili" oppure a svolgere in un altro modo i compiti quotidiani, offre grandi opportunità, permette di avere personale più qualificato, intercambiabile in ogni momento, inoltre consente al manager oppure all'imprenditore di individuare e valorizzare quelle risorse che gli consentiranno un aumento qualitativo dell’intera azienda; sarà importante anche per il personale che si vedrà aperta una vera possibilità di crescita professionale e di avanzamento di carriera una volta tanto fondata sulla meritocrazia.
- Comunicazione interna
Il Welfare aziendale è anzitutto fondato sulla comunicazione; un piano di welfare non ben comunicato o peggio non comunicato affatto, che non riesca a coinvolgere direttamente coloro che lavorano nell'azienda a tutti i livelli, dall'operaio al manager all'imprenditore, o che abbia come unico obiettivo il solo abbattimento dei costi, lo rende inevitabilmente superficiale e necessariamente temporaneo e di conseguenza destinato al sicuro fallimento, con gravi ripercussioni sia sull'imprenditore che sull'azienda tutta.
Una comunicazione interna portata avanti anche con l’utilizzo di tecnologie innovative. Pensiamo per un attimo, invece delle mail, che vanno, vengono, si leggono, non si leggono, all'utilizzo di Telegram per le comunicazioni interne aziendali: è un metodo facile, veloce, sicuro, tutti sono in grado di sapere esattamente cosa sta accadendo intorno a loro, si vede quando i messaggi sono stati letti e da chi. Innovare, pensare in maniera laterale, sono le grandi virtù delle PMI italiane che ci hanno reso famosi ed invidiati in tutto il mondo. Direi che è giunta l'ora di mettere davvero in pratica queste virtù.
- Comunicazione esterna
Significa impostare un piano di comunicazione che vada a promuovere sul territorio e non solo, i valori aziendali, che rafforzi in questo modo la posizione del brand, comunicare in maniera forte e costante quanto si sta facendo in azienda in termini di etica, di responsabilità sociale, ad esempio redarre un codice etico, oppure un bilancio sociale o ancora meglio uno ambientale; queste iniziative serviranno per rafforzare il posizionamento del brand sul mercato, con relativamente poca spesa si possono ottenere vantaggi enormi.
Oggi siamo immersi nel web; esso è divenuto oramai un prolungamento della realtà quotidiana, un aspetto della comunicazione esterna di cui tenere la debita considerazione; è che le persone parlano e non più soltanto fra di loro, oggi siamo connessi al mondo intero, ogni tuo dipendente non è solo un operaio è il tuo (forse inconsapevolmente) agente di marketing! Un ambiente negativo, sporco, con poca attenzione...una volta fuori il dipendente non parlerà certo bene della tua azienda e con l’avvento dei social media il fenomeno può diventare virale ed assumere dimensioni inimmaginabili con gravi effetti sulla competitività aziendale.
In definitiva da un buon piano di welfare hai soltanto da guadagnare e per di più con degli investimenti minimi. Il punto però è che un piano di welfare va organizzato per bene, non è un escamotage per "fare cassa" bensì un investimento di lungo periodo per la tua azienda (e le tue tasche).
Visto che sei arrivato fino a qui, direi che è giunto il momento di dirmi la tua, hai mai pensato di organizzare nella tua azienda un piano di welfare aziendale?

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di Dott. Mauro Valentino

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