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Whatsapp o altri strumenti di comunicazione?


La sicurezza informatica passa dalle persone. Proteggere i dati in accordo con le policy aziendali non è ovvio
Whatsapp o altri strumenti di comunicazione?

 

Che sia facile da utilizzare è esperienza di tutti, comodo, pratico, leggero... però, però...

Stiamo parlando della più diffusa app di messaggistica istantanea, la conosciamo tutti e la utilizziamo più volte al giorno. Sia a casa sia al lavoro. Attenzione, ormai casa e lavoro vanno a braccetto, vedi smartworking. E quindi cosa cambia?

Secondo una recente indagine, più del 70% dei dipendenti passa attraverso questa o altre app simili dati sensibili per l’azienda.

In questo modo si spalancano le porte a possibili attacchi informatici, rischio di diffusione di dati e tanto altro. Cosa possono fare le aziende per difendersi da questi rischi? Sappiamo che grazie al GDPR la maggior parte delle aziende europee ha una policy con descritte le modalità operative interne sull’utilizzo dei dati e degli strumenti che li trattano. Nell’articolo (che potete leggere a questo link: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/dati-aziendali-a-rischio-sicurezza-il-71-dei-dipendenti-prefersice-whatsapp-alle-e-mail/) troviamo anche un’altra informazione molto interessante.

Quasi il 30% delle persone che hanno commesso queste imprudenze è stato richiamato dai propri responsabili ad assumere un atteggiamento in linea con i desideri dell’azienda.

Ancora, il 79% degli intervistati dichiara che utilizzerà nuovamente il sistema di micromessaggistica nel prossimo futuro nonostante le criticità evidenziate. 

Emergono vari problemi. A cosa servono delle direttive se poi molti non le mettono in pratica? Come sono state individuate queste direttive forse è uno dei nodi da sciogliere. Come sono state poi comunicate ai dipendenti? Mi verrebbe da dire tramite app ma è solo amara ironia. Chi ha recepito il contenuto del messaggio? È mai possibile che nonostante i superiori vigilino e richiamino alle policy aziendali i collaboratori “distratti” questi poi dichiarino che reitereranno gli stessi comportamenti rischiosi?  

Foto di Biljana Jovanovic da Pixabay

(Foto di Biljana Jovanovic da Pixabay)

In questo senso più che di sicurezza stiamo parlando di tematiche che interessano soprattutto le risorse umane. Approfondire come si sono creati gli atteggiamenti, come modificarli per rendere più sicuro il patrimonio aziendale moderno, ovvero i dati. È su questo che si può lavorare. Sono le persone a fare la differenza.  

Scrivimi per un approfondimento personalizzato: info@giovannidamore.it  

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