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Responsabilità civile

Auto difettosa? Ne risponde il concessionario...

Tribunale di Palermo: il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione del bene acquistato se questo presenta dei vizi

Auto difettosa? Ne risponde il concessionario... - Tribunale di Palermo: il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione del bene acquistato se questo presenta dei vizi

Il caso preso in esame riguardava l’acquisto di un’auto nuova in una concessionaria. Già dopo pochi giorni dalla consegna, tale auto aveva manifestato difetti di varia natura che avevano costretto il consumatore a rivolgersi ad officine autorizzate i cui interventi, però, non avevano posto rimedio agli inconvenienti riscontrati. 

Il consumatore, quindi, invocando il combinato disposto degli articoli 128, 129 e 130 del Codice del Consumo, aveva convenuto il concessionario - venditore avanti il Tribunale di Palermo chiedendo la sostituzione dell’auto difettosa con un’altra di pari livello e valore. 

Costituitosi in giudizio, il concessionario eccepiva da un lato la propria carenza di legittimazione passiva in quanto, a suo dire, era il produttore che doveva farsi carico delle pretese del consumatore – acquirente, dall’altro  eccepiva l’inapplicabilità dell’articolo 130 del Codice del Consumo in quanto riteneva sproporzionata la richiesta di sostituzione rispetto ai vizi lamentati. 

Nel contrasto delle opposte tesi difensive, il Tribunale di Palermo ha accolto le istanze del consumatore ritenendo, all’esito dell’istruttoria, provata la circostanza che il bene presentava vizi tali da renderlo non conforme al contratto di vendita. Inoltre, trattandosi di non conformità del bene acquistato rispetto al contratto di vendita, unico soggetto tenuto a risponderne è il venditore e non il produttore. 

A tal proposito il Tribunale di Palermo ha evidenziato che a norma dell’articolo 114 del Codice del Consumo, la responsabilità del produttore sussiste per i danni cagionati dai difetti del prodotto; il risarcimento, poi, è limitato ai danni cagionati dalla morte o da lesioni personali, oppure da danni conseguenti alla distruzione o dal deterioramento di beni diversi dal prodotto difettoso. 

Ipotesi che appaiono del tutto diverse rispetto a quella della vicenda in oggetto che concerne la consegna di un  bene non conforme al contratto di vendita. 

A tal riguardo giova sottolineare che l’articolo 129 del Codice del Consumo prevede l’obbligo del venditore di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita ed indica i parametri per verificare la sussistenza di tale requisito: un bene è conforme al contratto di vendita qualora il medesimo bene sia idoneo all’uso tipico, sia pienamente rispondente alla descrizione fattane dal venditore e possieda le qualità vantate; inoltre il bene deve presentare qualità e prestazioni abituali per quella tipologia di beni e sia idoneo all’uso particolare voluto dal consumatore laddove comunicato, ed accettato, dal venditore. 

Accertata la non conformità del bene rispetto al contratto di vendita, il Tribunale di Palermo ha poi applicato i rimedi previsti dall’articolo 130 del Codice del Consumo; tale norma prevede che il consumatore possa, a sua scelta, chiedere la riparazione o la sostituzione del bene non conforme a condizione che sia possibile porre rimedio ai vizi e tenuto conto della non eccessiva onerosità per il venditore rispetto ai vari rimedi possibili. 

Nel caso di specie il Tribunale di Palermo ha ritenuto che, considerata la gravità dei difetti e della ripetitività degli stessi, la sostituzione integrale dell’auto con un’altra della medesima marca e modello costituisse il rimedio più consono per il consumatore ed il meno oneroso per il venditore. Tale sostituzione, inoltre, deve avvenire in un tempo congruo per evitare ulteriori disagi per il consumatore. 

Un’ultima considerazione concerne l’aspetto temporale: l’articolo 132 del Codice del Consumo prevede la responsabilità del venditore qualora il difetto di conformità si manifesti entro due anni dalla consegna del bene; inoltre vi è una presunzione di sussistenza del difetto al momento dell’acquisto qualora il medesimo si manifesti entro sei mesi dalla vendita.

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