Esproprio di terreni agricoli


Chi si vede confiscare l’intero appezzamento, o parte di esso, per ragioni di pubblica utilità ha diritto a un rimborso pari al valore di mercato
Esproprio di terreni agricoli

A qualcuno sarà capitato di subire un esproprio, da parte della Pubblica Amministrazione, del proprio appezzamento di terreno o di parte di esso perché situato nella traiettoria di qualche opera edilizia di pubblica utilità. In questi casi, proprio la "pubblica utilità" dell’opera da realizzare è considerata prioritaria rispetto alla "privata utilità" del godimento della proprietà individuale di un terreno agricolo. La ratio di fondo è che l’interesse di tutti è più importante dell’interesse del singolo.

Conseguenza diretta di tale orientamento è, appunto, l’esproprio del terreno agricolo che funge da "ostacolo" all’opera pubblica. Di contro, colui che subisce la privazione della proprietà ha diritto a un indennizzo. Ma come calcolarlo?

L’Agenzia delle Entrate fornisce delle chiare indicazioni. Infatti, nel sito ufficiale si riprende la normativa vigente e si legge che "nel caso di esproprio di un'area non edificabile, l'indennità è determinata in base al criterio del valore agricolo, tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all'esercizio dell'azienda agricola, senza valutare la possibile o l'effettiva utilizzazione diversa da quella agricola. Se l'area non è effettivamente coltivata, l'indennità è commisurata al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura prevalente nella zona fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati"

In pratica, il calcolo dell’esproprio si basa sul VAM, cioè il Valore Agricolo Medio, determinato annualmente, entro fine gennaio, da ogni Commissione Provinciale Espropri competente per le singole aree nazionali. Il VAM, espresso in Euro per ettaro, tiene conto di diversi fattori quali la posizione e le colture effettivamente praticate. Le norme di riferimento del VAM sono gli art. 40 - 42 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità) e l’art.16 della Legge 865/1971 (Programmi e coordinamento dell'edilizia residenziale pubblica, norme sulla espropriazione per pubblica utilità).

Sembrerebbe tutto lineare. E invece, dopo la sentenza 181/2011 della Corte Costituzionale, qualche problematica è emersa. Innanzitutto va chiarito che tale pronunciamento ha dichiarato incostituzionale il criterio di indennizzo per l’esproprio dei terreni agricoli basato sul VAM disciplinato dagli articoli sopra menzionati. Appare, quindi, più corretta la metodologia di calcolo del terreno sulla base dei valori i mercato.

Tra l’altro, l’art. 40 del T.U. 327/2001 prevede esplicitamente che "l’indennità definitiva debba essere corrisposta in base al criterio del valore agricolo..." che, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale sembra essere più comparabile al "valore di mercato". Da ciò ne consegue che l’indennità provvisoria per l’esproprio dei terreni agricoli possa essere calcolata con il VAM, mentre l’indennità definitiva dovrà basarsi sul valore di mercato.

Date le problematiche appena esposte, in caso di esproprio di terreni è consigliabile consultare in maniera preventiva un geometra che saprà consigliarvi sui passi più idonei da compiere e saprà valutare l’appezzamento di terreno in maniera consona al valore di mercato e in base alle normative vigenti. Si eviterà di correre il rischio di accettare degli indennizzi poco corrispondenti a quanto, in realtà spetti di diritto. Infine, per conoscere i parametri di valutazione dei terreni agricoli, leggi l’articolo "Stima dei terreni agricoli".

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