Il nuovo interpello


Dal 1° gennaio 2016 entrano in vigore le nuove norme così come delineate dalla Riforma fiscale
Il nuovo interpello

Con la Legge 23/2014 (c.d. Riforma fiscale), il Parlamento aveva demandato al Governo il compito di effettuare una revisione generale della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario. Revisione che è contenuta nel recente D.Lgs n. 156/2015 e che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016.

Parlando esclusivamente degli interpelli, il governo ha avuto mandato per introdurre "disposizioni per la revisione generale della disciplina degli interpelli, allo scopo di garantirne una maggiore omogeneità, anche ai fini della tutela giurisdizionale e di una maggiore tempestività nella redazione dei pareri, procedendo in tale contesto all'eliminazione delle forme di interpello obbligatorio nei casi in cui non producano benefici ma solo aggravi per i contribuenti e per l'amministrazione".

Insomma, le parole chiave del nuovo interpello pare siano omogeneità e tempestività. Proprio su quest’ultimo punto c’è da segnalare una novità: il termine di risposta per l’interpello ordinario passa da 120 giorni a 90 giorni mentre il termine resta invariato a 120 giorni per le altre tipologie di interpello.

Prima di descriverle è bene ricordare che l’interpello è un’istanza in base alla quale il contribuente chiede un parere all’Amministrazione finanziaria in merito all’interpretazione o alla modalità di applicazione di una norma tributaria riferita alla propria specifica situazione.

Dal prossimo 1° gennaio, le tipologie di interpello saranno quattro:
- interpello ordinario
- interpello probatorio
- interpello anti abuso
- interpello disapplicativo, che va a "sostituire" l’interpello obbligatorio

Con l’interpello ordinario, interpretativo o qualificatorio, si intende richiedere un parere in merito alla corretta interpretazione di una norma da applicare al caso specifico oppure in merito alla corretta qualificazione della fattispecie tributaria. Con l’interpello probatorio, si vuole richiedere un parere circa sull’idoneità degli elementi probatori richiesti dalla legge per l’adozione di specifici regimi fiscali". L’interpello anti abuso serve per chiarire i dubbi in merito all’applicazione della disciplina dell’abuso del diritto nella propria specifica situazione tributaria. Infine, l’interpello disapplicativo è richiesto quando il contribuente chiede di valutare la disapplicazione di specifiche disposizioni tributarie che possano limitare, ad esempio, crediti di imposta o detrazioni nel proprio caso specifico.

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