Scia e Pdc: modelli in Gazzetta


Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i modelli Scia e Pdc frutto dell’accordo “Italia Semplice” siglato da Governo ed Enti locali
Scia e Pdc: modelli in Gazzetta

Lo scopo preannunciato dal Governo era quello di perseguire una maggiore informatizzazione e una maggiore trasparenza per imprese e cittadini privati nell’ambito del settore edile. E, pare, che la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei due modelli unificati di SCIA e PDC vada in questo senso.

L’eccessiva burocrazia in ambito edilizio è sempre stata uno dei motivi principali di insoddisfazione degli addetti ai lavori e dei cittadini che intraprendevano opere e ristrutturazioni edilizie, lamentando costi e tempi troppo lunghi per la realizzazione dei lavori. In particolare, l’eccessiva moltiplicazione di moduli e permessi da compilare hanno reso la vita complicata a geometri, architetti e ingeneri che, oltre a dedicarsi all’aspetto strettamente professionale di progettazione e costruzione, dovevano districarsi nella matassa delle procedure e degli adempimenti burocratici. Basti pensare che in Italia, esistono all’incirca 8000 moduli differenti di Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) e di Pdc (Permesso di costruire), quanti sono i Comuni italiani.

Ogni Comune, infatti, oltre ad avere un modello differente di Scia e di Pdc, potrebbe esigere "requisiti personalizzati", in base alla normativa regionale, provinciale o comunale, generando, di fatto, una complessità ostativa in campo edilizio.

Adesso si potrebbe cambiare pagina, almeno in parte. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 luglio scorso - Suppl. Ordinario n. 56, sono stati pubblicati i due soli modelli di Scia e Pdc che i Comuni dovranno adottare, cestinando quell’esercito degli oltre 8000 moduli diversificati utilizzati finora. Resta comunque, anche se in maniera ridotta, la possibilità per un Ente locale di inserire nei due modelli richieste specifiche, dovute a normative territoriali, utilizzando esclusivamente gli spazi e i quadri dedicati alle informazioni aggiuntive. Per il resto, i due modelli dovranno essere utilizzati su scala nazionale.

D’altra parte, l’introduzione di due soli moduli è stato il frutto di un accordo, denominato "Italia Semplice" e siglato il 12 giugno scorso, condiviso da Governo ed Enti locali. A firmare, infatti, sono stati l’Esecutivo, la Conferenza delle Regioni, l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e l’Upi (Unione delle Provincie d’Italia).

Altra importante novità dell’accordo "Italia Semplice" è la sostituzione integrale della Dia (Denuncia di inizio attività) con la Scia, consentendo un risparmio notevole di tempo. Infatti, la Scia permette di iniziare immediatamente i lavori edili senza dover attendere alcun termine. La Dia, al contrario, prevedeva il decorso di 30 giorni prima di poter avviare i lavori.
Infine, per quanto riguarda il Permesso di Costruire, è prevista, nei Comuni con più di 100 mila abitanti, la riduzione dai 120 giorni attuali ai 60 giorni entro i quali ottenere il via libera ai lavori

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