Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Consulenza finanziaria: la figura del CFO esterno


Le sfide dei mercati globalizzati comportano la necessità di gestire l’impresa analizzando professionalmente l’equilibrio finanziario e reddituale
Consulenza finanziaria: la figura del CFO esterno

Le sfide globalizzate nell’economia moderna rende necessaria un’analisi reddituale e finanziaria delle imprese che si trovano ad operare in un ciclo altalenante di crescita dopo anni di crisi economica.

L’acquisizione di capitali da investire e l’accesso al credito hanno subito una stretta importante dopo gli scandali finanziari cominciati con il fallimento dell’americana Lehman Brothers che ha investito i mercati e le borse mondiali. Il ritorno della volatilità, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, la Brexit e il contesto politico italiano fanno ben comprendere come il terreno su cui si muovono oggi le nostre imprese possa apparire “paludoso” e instabile.

Gli eventi macroeconomici impattano nell’attività imprenditoriale delle aziende, anche in quelle di limitate dimensioni. Ogni impresa che opera in un contesto economico si confronta, magari indirettamente, proprio con quel contesto fatto di eventi che possono anche accadere all’esterno del territorio nazionale, ma che impattano e generano trend che si diffondono a livello globalizzato.

 

Come fare impresa oggi

L’imprenditore di oggi non può navigare a vista per avvistare all’ultimo momento ostacoli da superare. Ha la necessità, e il dovere, di programmare e pianificare la gestione della sua impresa in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati. Lo stile dirigenziale “day by day” (che poteva pure essere sufficiente nel secolo scorso in fase di boom economico) deve essere necessariamente sostituito oggi con quello programmatico di medio-lungo periodo.

Per compiere quel salto di qualità gestionale in contesti come quello attuale, che consente di analizzare la situazione finanziaria e reddituale dell’impresa, l’imprenditore può avvalersi di un professionista esterno: il CFO, ovvero lo Chief Financial Officer.

Il tessuto produttivo italiano è formato, per la maggior parte, da PMI, piccole e medie imprese a conduzione, spesso, di un singolo imprenditore che gestisce la produzione, il personale e, in generale, la vita aziendale. La funzione amministrativa, finanziaria e contabile, però, è spesso relegata ad avere poca attenzione sia perché “la contabilità è tenuta dal commercialista” e l’imprenditore si concentra maggiormente sul lato produttivo, sia perché è carente in Italia una cultura imprenditoriale a 360°.

Il fatto, poi, che nel nostro Paese siano maggiormente presenti le micro e le PMI, fa sì che l’organigramma aziendale sia molto ristretto e accentrato, come detto, sul singolo imprenditore. A differenza di come già avviene in altri Stati oltralpe e oltreoceano, dove le dimensioni aziendali sono maggiori, nelle imprese italiane è carente la presenza di professionisti e manager che si occupano della gestione finanziaria e reddituale apportando un valore aggiunto considerevole ai fini della economicità dell’impresa.

Ancor meno diffusa in Italia è la cultura della “delega” della gestione finanziaria a professionisti esterni.

Eppure, rivolgersi a un Chief Financial Officer (CFO) è una scelta ormai quasi obbligata se si vuole fare impresa nel contesto economico attuale.

 

Chi è lo Chief Financial Officer (CFO)

Lo Chief Financial Officer (CFO) è un professionista competente nella gestione finanziaria delle imprese. Può essere inserito all’interno dell’organigramma aziendale (come manager di funzione), oppure può essere reclutato come professionista esterno, mantenendo la sua autonomia e collaborando come libero professionista.

Lo Chief Financial Officer (CFO) è il professionista a capo dell’area amministrazione, finanza e controllo, ovvero quell’area delicata e cruciale che analizza l’economicità dei processi produttivi e delle scelte finanziarie di investimento. E’ una figura di supporto che si affianca all’imprenditore nell’analisi dei processi decisionali strategici sulla base di dati analitici, delle previsioni e della programmazione del business.

Lo Chief Financial Officer (CFO) deve avere una competenza e una visione trasversale interdisciplinare delle varie funzioni aziendali.
Il suo compito iniziale è quello di analizzare i processi aziendali per misurare e identificare i punti di forza e di debolezza dell’attività imprenditoriale con lo scopo di massimizzare la redditività aziendale e minimizzare gli sprechi di risorse produttive.

Sulla base dei dati raccolti e analizzati è in grado di avvalorare o mettere in discussione i processi in atto, apportando soluzioni alternative di investimento, di processo o di utilizzo differente delle risorse con il fine di salvaguardare le finanze e la redditività aziendale.

Grazie alla sua competenza trasversale, lo Chief Financial Officer (CFO) è in grado di dirigere la funzione di pianificazione, programmazione e controllo, dove per pianificazione si intende l’identificazione degli obiettivi da raggiungere, per pianificazione gli step e le azioni da compiere per raggiungere la meta e per controllo il feed back dell’attività svolta con l’analisi di eventuali scostamenti tra quanto programmato e quanto raggiunto.  

Le funzioni dello Chief Financial Officer (CFO) si sono via via ampliate con il crescere della complessità del contesto economico in cui operano le aziende.
La funzione inizialmente prevalente era quella di analizzare la situazione finanziaria, frutto delle scelte imprenditoriali, e di offrire consulenza in merito agli investimenti (sia in asset materiali che finanziari), alla gestione del cash flow, alla rotazione delle entrate e uscite (di clienti e fornitori) e alle soluzioni di reperimento capitale.

Accanto a tale funzione, però, lo Chief Financial Officer (CFO) ha via via assunto il compito di analizzare i processi produttivi al fine di ottimizzare la redditività aziendale e minimizzare i costi di produzione, di contribuire alla definizione della strategia aziendale (in un’ottica di lungo periodo) e di favorire la circolazione delle informazioni all’interno dell’impresa.

Per questo, il ruolo dello Chief Financial Officer è oggi più che mai indispensabile e il ricorso al supporto di tale professionista non rappresenta un costo ulteriore, ma un’opportunità di compiere quel salto di qualità che consente la sopravvivenza e lo sviluppo dell’impresa.

 

Il mio studio si offre disponibile ad offrire maggiori informazioni e consulenza in merito.

 

 

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Fatturazione elettronica: chiarimenti e novità

Legge di Bilancio 2018: fattura elettronica obbligatoria dal 2019

Continua

Bilancio di esercizio 2018: termini di approvazione e cause di rinvio

In specifici casi illustrati dal CNDCEC è possibile approvare il bilancio di esercizio fino a 180 giorni dopo la chiusura dell’esercizio

Continua

Dichiarazione dei redditi Irpef, le novità del 730/2019

Tra le novità, le detrazioni sulle spese degli abbonamenti dei mezzi pubblici, bonus verde e bonus per gli studenti con DSA

Continua

Il trust: strumento di tutela del patrimonio e dei propri familiari

Il trust consente una pianificazione del passaggio generazionale tutelando il patrimoni

Continua