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Counseling con Ciabattoni Letizia: non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi


Chi ben inizia è a metà dell’opera. Parola di Counselor!
Counseling con Ciabattoni Letizia: non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi

Quante volte ci siamo detti: “lo faccio domani”, che trattasi di cose piccole da affrontare o sfide più grandi, situazioni personali o lavorative.

Non è del tutto colpa del nostro modo di filosofeggiare, la ragione del "lo faccio domani" sta nel cervello, ce lo dice uno studio scientifico che ha rivelato il perché tendiamo a posticipare sempre tutto e la ragione sarebbe più che plausibile: dipende dalla struttura del nostro cervello.

Lo studio è stato riportato da Psychological Science e portato avanti dagli scienziati della Ruhr University Bochum e descrive in modo efficace come funzionano il cervello e le sue due componenti principali: l'amigdala e la corteccia cingolata anteriore (DACC).

La prima è deputata a elaborare le emozioni e a definire i processi di motivazione; la seconda, invece, decide cosa fare di queste emozioni e se e come passare all'eventuale azione. Quindi, è proprio la DACC a bloccare molto spesso i nostri comportamenti e, quindi, a indurci o meno a procrastinare.

Dallo studio su 264 persone è emerso che ad amigdala più ingombrante corrisponde una capacità di procrastinare maggiore e che se i rapporti tra l'amigdala e la corteccia cingolata anteriore sono deboli, allora minore sarà la possibilità che noi decidiamo di fare o meno qualunque cosa.

 

Eppure, l'esperto Tim Pychyl, che ha studiato i meccanismi della procrastinazione, ha rivelato che il cervello è un organo malleabile che possiamo cambiare con una giusta dose di training quotidiano. Sia chiaro, nessuno di noi probabilmente è immune dal rimandare a domani qualche attività, ma il 20 per cento circa delle persone, rimanda cronicamente per evitare compiti difficili e cercando distrazioni in maniera deliberata che, purtroppo, sono sempre disponibili.

 

Proviamo a chiederci perché mai ci converrebbe non rimandare più, trovando una valida soluzione soggettiva e non una suggerita da altri. Le nostre motivazioni possono essere più persuasive in linea generale. Chiediamoci anche di cosa abbiamo bisogno per non temere di non riuscire a portare a termine il compito che continuiamo a rimandare da giorni, settimane o addirittura mesi.

Maggiore autostima? Essere consci del fatto che ce la possiamo fare? Essere più fiduciosi nelle nostre capacità?

 

Bene, allora iniziamo coll’immaginare, interiorizzando e credendoci che possiamo farcela, che le scelte dipendono da noi stessi. Impariamo a pensare che possiamo davvero fare tutto ciò che desideriamo, basta un minimo di organizzazione e di pragmaticità. Tutte cose già presenti nelle nostre competenze, probabilmente assopite o nascoste, quindi, possiamo farle riemergere anche grazie all’aiuto di un percorso di Counseling adatto a noi stessi. Anche il perenne tira e molla nel ricercare supporto esterno, chiedendo sostegno professionale può essere un modo di procrastinare il più profondo desiderio di iniziare un lavoro su noi stessi.

La paura spesso non aiuta.

Allora possiamo imparare ad impegnarci lentamente, con cautela, un po’ per volta (chi va piano va lontano) ma comunque va, non resta incollato al terreno. Procedere a piccoli passi non è un errore, serve anche sondare un terreno nuovo per chi da sempre ha la tendenza a rimandare. Questo nuovo territorio può accogliermi? Mi sorreggerà? È il mio territorio? Come poter rispondere se non proviamo? Magari potrebbe essere anche divertente ed eccitante calpestare nuove strade. Ammettiamolo, alcune cose è davvero importante affrontarle con calma e a mente lucida, ma rimandare costantemente farà sì che ci ritroveremo con un accumulo di cose da fare che non sapremo neanche più da che parte iniziare, sentendoci stanchi, confusi e frustrati. Chi ben inizia è a metà dell’opera. Parola di Counselor!

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