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Counseling con Ciabattoni Letizia: perché attiriamo persone sbagliate?


Avere la sensazione di attrarre a sé le persone cosiddette “strane” e originali non è del tutto errata. Il focus sta nella “stranezza” che è presente dentro noi stessi
Counseling con Ciabattoni Letizia: perché attiriamo persone sbagliate?

Nei giorni scorsi mi ha scritto L., chiedendomi perché attira solo persone negative, sbagliate, persone inadatte per costruire una relazione costruttiva, sia amorosa che amicale.

Molto spesso, ciò accade perché nella nostra vita abbiamo imparato a vedere solo determinate caratteristiche in una relazione, di conseguenza attraiamo, in modo del tutto inconsapevole, a noi stessi, persone e situazioni che in parte sembrano essere un riflesso della nostra interiorità.

Avere la sensazione di attrarre a sé le persone cosiddette “strane”, originali, non è del tutto errata. Il focus sta nella “stranezza” che è presente dentro noi stessi e alla quale non diamo ascolto, voce in capitolo.

Finché non accettiamo questa parte in noi, continueremo a proiettare, a trasferire sugli altri, tutte le parti di noi stessi, sia negative che positive, ritrovandoci, perciò, a ripetere questo schema all’infinito. Siamo attratti e attraiamo ciò che più ci è familiare e che parla di noi.

Non di rado capita di essere consapevoli di tale meccanismo, per giunta anche malevolo per la nostra persona, eppure, pur di restare nella nostra zona di comfort, negativa o positiva che sia, continuiamo a circondarci delle stesse persone o situazioni negative (ma pur sempre a noi conosciute) con cui sentirci a nostro agio pur di sfuggire alla paura più o meno inconscia di sperimentare situazioni e relazioni nuove.

Una ricerca pubblicata su Jama Psychiatry, ha evidenziato che persone che hanno caratteristiche psicologiche simili hanno una maggiore possibilità di piacersi e di conseguenza di iniziare una storia. Nello studio sono state analizzate oltre 700.000 persone archiviate nei database del sistema sanitario nazionale. La ricerca ha messo in evidenza che persone con disturbi mentali simili (ansia, fobie, ma anche dipendenze, disturbo bipolare, depressione, anoressia, disturbo ossessivo compulsivo…) si attraggono. La probabilità che la coppia condivida la stessa diagnosi è tre volte superiore rispetto al gruppo di controllo.

Tale ricerca svela una realtà applicabile a chiunque, anche a chi non condivide alcun disturbo mentale. Il nostro inconscio, infatti, pare sia programmato per attirare le persone con caratteristiche il più possibile affini alle nostre, affinché sia possibile continuare ad apprezzare ciò che maggiormente ci è familiare.

E fin qui tutto bene o almeno pare. Nel momento in cui abbiamo la sensazione di sentirci a disagio in questo continuo perpetuare di errate relazioni e dannose circostanze, possiamo fermarci a riflettere e metterci in connessione con quella parte di noi stessi che ci sta gridando freneticamente di cambiare strategia, di tirare il freno a mano e imboccare una nuova strada, forse meno battuta ma probabilmente meno frustrante e dolorosa.

È proprio questa la fase cruciale: quella nella quale decidiamo di fermarci per fare inversione di marcia. Ci assale la paura dell’ignoto, del nuovo, la paura di non essere all’altezza di un nuovo viaggio.

Siamo talmente in contatto, per abitudine, con la parte ombra di noi che temiamo di poter rimanere accecati dalla nuova luce che vorremmo raggiungere ed esplorare. Uscire dalla propria zona di comfort richiede fatica e un grande dispendio di energie, molto più che spesso e volentieri. Il timore di sentirci soli, incompresi o come degli alieni in una terra straniera, sono tutte sensazioni più che comprensibili, eppure sono anche possibili da superare, forse non del tutto soli ma decisamente grazie all’ausilio di un professionista.

Parola di Counselor!

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