CryptoWar: negli USA guerra a colpi di crittografia


Internet of Things tecnologia vulnerabile e quindi facilmente intercettabile
CryptoWar: negli USA guerra a colpi di crittografia
E’ dei primi del mese la notizia di un nuovo accordo per il trasferimento transoceanico dei dati personali UE verso gli USA, con il quale gli Stati Uniti dovrebbero garantire maggiore privacy ai cittadini europei limitando le azioni di intercettazioni e di sorveglianza di massa, e proprio in questi giorni nel paese a stelle e strisce si scatena una vera e propria battaglia giuridica per e contro la crittografia.

Sempre più diffusi i device mobili dotati di sistemi crittografici a salvaguardia dei propri utenti e della loro privacy, ma in questa best practice l’intelligence USA intravede una maggiore difficoltà per le proprie attività di spionaggio, attualmente resa più semplice a causa delle numerose vulnerabilità presenti nella tecnologia di cui si avvale proprio lo IoT (Internet of Things).

E’ risaputo che le varie APP, Gadget e la stragrande maggioranza dei dispositivi connessi tra loro attualmente presentano serie problematiche di sicurezza e privacy, che da una parte hanno facilitato l’intelligence USA, ma al tempo stesso anche quella di altri paesi e delle stesse organizzazioni terroristiche.
E proprio per questa ragione si è attivata una nuova iniziativa federale che vorrebbe fortemente la diffusione della crittografia privacy by design, tecnologia disponibile sin da subito su tutti i nuovi device, e al tempo stesso per contrastare azioni nettamente in direzione opposta di alcuni stati USA che cercherebbero di evitare proprio la diffusione di tale strumento di sicurezza e protezione.

E non solo, sempre per ragioni di sicurezza nazionale e salvaguardia dell’interesse pubblico qualcuno chiede addirittura l’implementazione delle c.d. backdoor ("porte" di accesso sui dispositivi) e il divieto alla vendita sia di device dotati di sistemi crittografici che dei c.d. Gadget cifrati.
Lo stato di New York e della California sono stati ancora molto più espliciti e diretti: chiedono a gran voce l’introduzione di nuove norme che obblighino addirittura gli stessi produttori a prevedere sui propri dispositivi strumenti di accesso o di sblocco, quasi una sorta di "mass surveillance by design"!

Di tutt’altro avviso il Senato USA che propone al contrario una nuova norma finalizzata alla tutela della sicurezza e della privacy dei propri cittadini e che al tempo stesso salvaguarderebbe anche il libero mercato con le aziende che potranno fare la differenza facendo proprio della crittografia una vera e propria leva di competitività.
Ci sono anche posizioni che potrebbero porsi nel mezzo tra chi vorrebbe bandire la crittografia e chi la introdurrebbe quale obbligatoria: possibile fare a meno delle backdoor a patto che si possa accedere direttamente ai dati custoditi dagli operatori. Ma vi pare?

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di Francesco Traficante

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