Richiedi una consulenza in studio gratuita!

L'assegnazione della casa coniugale, evoluzione dell'orientamento giurisprudenziale


L'assegnazione della casa coniugale dev'essere finalizzata esclusivamente alla tutela dei figli e non per sostenere il reddito del coniuge economicamente più debole
L'assegnazione della casa coniugale, evoluzione dell'orientamento giurisprudenziale

 

La casa coniugale è il teatro della vita familiare, fulcro degli interessi e delle abitudini in cui si realizza la vita della famiglia.

In presenza di una separazione consensuale, sono i coniugi a decidere dove vada a finire la casa cointestata o di proprietà di uno dei due.

In caso di separazione giudiziale, in assenza di accordo tra i coniugi, è il giudice a decidere in merito all'assegnazione, a seguito di regolare processo.

Se la moglie ottiene la collocazione dei figli, la casa spetterà a lei, pur essendo l'immobile di proprietà del marito.

Il diritto cesserà quando i figli si trasferiranno altrove o acquisiranno l'indipendenza economica.

Scopo dell'assegnazione è difatti tutelare la prole, facendo sì che non debba subire ulteriori traumi derivanti dalla separazione.

Va da sè che in una coppia senza figli la casa coniugale resti sempre al proprietario, anche se l'altro/a non ha redditi per vivere.

Il diritto al godimento della casa familiare viene, altresì, meno nel caso in cui l'assegnatario cessi di abitarvi stabilmente o intraprenda una convivenza more uxorio o contragga nuovo matrimonio, sempre che la disposizione non contrasti l'interesse del minore convivente con l'assegnatario.

La Corte Costituzionale ha ritenuto fondamentale valutare la rispondenza di qualsiasi determinazione in merito alla casa coniugale nell'interesse della prole, ribaltando un orientamento giurisprudenziale datato, che aveva attribuito all'assegnazione una funzione di sostegno del reddito in favore del coniuge economicamente più debole.

Oggi, secondo la Cassazione, detta assegnazione dev'essere finalizzata esclusivamente alla tutela dei figli, consentendo loro di permanere nell'ambiente domestico in cui sono cresciuti.

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Il nipote va risarcito per la perdita (ingiusta) del nonno

Il nipote ha diritto al risarcimento da morte ingiusta del nonno (anche se non convivente) in ragione del rapporto affettivo nonno-nipote

Continua

Sì al risarcimento dei danni da infedeltà coniugale

Cassazione: le sole immagini ritraenti atteggiamenti intimi con l'amante giustificano l'addebito a carico del coniuge adultero

Continua

Separazione, quando vi è l'addebito per violazione del dovere di fedeltà

Il tradimento non è causa di addebito qualora la crisi coniugale fosse preesistente e l'infedeltà non sia causa, ma effetto della crisi già in atto

Continua

Tribunale minori Bologna: riconosciuta la stepchild incrociata a una coppia di mamme

Lo Stato riconosce come fratelli i figli nati da due mamme dopo la stepchild incrociata

Continua