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La Coordinazione Genitoriale


Nuove frontiere per risolvere il conflitto genitoriale
La Coordinazione Genitoriale
La Coordinazione Genitoriale è una nuova pratica di risoluzione delle dispute di coppia alternativa al giudizio (ADR) focalizzata sul figlio minore: i genitori, accompagnati nel percorso educativo apprendono, con il sostegno e l’affiancamento del Parenting Coordinator (Coordinatore Genitoriale) a gestire e contenere tempestivamente il conflitto, a comprendere le reali esigenze del figlio e ad instaurare con lui un rapporto sano e stabile.
Il Coordinamento Genitoriale è rivolto alle famiglie che hanno maggiori difficoltà ad adattarsi alle transizioni familiari legate alla separazione e divorzio e a far rispettare le sentenze dei Tribunali o i piani di affidamento congiunto. Il Coordinamento Genitoriale facilita l’attuazione delle decisioni giudiziarie in materia di minori coinvolti, nella ricerca di soluzioni per superare gli ostacoli alla loro attuazione. Aiuta i genitori a concentrarsi sulle esigenze dei propri figli e a prendere nuove decisioni consensuali, se necessario.
In un approccio eco-sistemico, il Coordinatore Genitoriale interverrà all’interno della famiglia, il suo ambiente e le sue risorse, mantenendo un rapporto con gli altri professionisti coinvolti e, all’occorrenza, l’Autorità Giudiziaria.
La figura del Coordinatore Genitoriale, originaria degli USA dove nasce negli anni 90, è pertanto affine a quella di un arbitro della contesa: da una parte, fornisce gli strumenti necessari per ristabilire l'equilibrio familiare; dall'altra parte, con il consenso delle Parti e del Giudice, viene investito di un potere direttivo e decisorio nelle situazioni in cui non vi è la possibilità di addivenire a risoluzioni mediate.
Compito del Coordinatore Genitoriale è agevolare la risoluzione dei contrasti tra genitori separati o divorziati i quali, pur nella disponibilità di buone capacità educative, sono talmente (e profondamente) coinvolti nelle dinamiche conflittuali da non riuscire ad attuare una responsabile ed adeguata gestione della prole in regime di affidamento condiviso.
Il Coordinatore Genitoriale dovrebbe essere, pertanto, un soggetto terzo, super partes, imparziale che aiuta i genitori ad applicare il programma di genitorialità nell’ambito dell’incarico disposto dal Giudice al Coordinatore o dell'incarico allo stesso conferito di comune accordo da parte dei genitori, così evitando che il conflitto abbia ripercussioni negative sui figli e favorendo, altresì, la collaborazione tra padre e madre, con conseguente riduzione dei contrasti che porterebbero ad un appello assiduo e sistematico all’Autorità Giudiziaria.
La Coordinazione Genitoriale si configura come un processo multidisciplinare e multilivello che ha lo scopo di rispondere ai bisogni di consulenza delle famiglie e di offrire guide e orientamenti da parte di professionisti competenti relativamente a questioni riguardanti il piano genitoriale e gli accordi di separazione/divorzio, con attenzione preminente rivolta ai figli.
Suo obiettivo è, pertanto, l’interesse del minore coinvolto, suo malgrado, nel conflitto genitoriale: l’intervento verte e rimane costantemente focalizzato sul benessere psicofisico del bambino al quale deve essere garantita la più ampia tutela. A tal riguardo, il Coordinatore Genitoriale aiuta i genitori con elevato grado di conflittualità, a risolvere i propri contrasti, a trovare soluzioni al di fuori delle aule di Tribunale, a ricostruire una responsabilità genitoriale adeguata ai bisogni della prole, preservandola dai danni derivanti da un sistematico e quotidiano scontro genitoriale.
Come innanzi anticipato, l’incarico al Coordinatore Genitoriale può essere disposto dal Giudice nell’ambito di un procedimento che verte sulle modalità di gestione dei figli minori: in tale ipotesi, i poteri e l’ambito di azione del Coordinatore Genitoriale sono disciplinati nel provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. Se, invece, l’incarico viene conferito direttamente dai genitori su loro libero accordo, il contenuto del mandato viene discusso e concordato tra i genitori ed il professionista. In ogni caso, il Coordinatore Genitoriale non ha potere di disporre sull’affidamento, sul collocamento dei figli minori e sulle questioni economiche che rimangono di competenza dell’Organo Giudicante.
Il Coordinatore Genitoriale ha il compito di far rispettare il piano genitoriale in tutti i suoi aspetti (salute, istruzione, educazione e sviluppo socio-affettivo dei figli minori) e, qualora dovesse ravvisare situazioni gravemente pregiudizievoli nei confronti dei minori (violenza, abusi, maltrattamenti, ecc.) è chiamato ad assumere, a tutela degli stessi, le più opportune misure, prima fra tutte, la segnalazione del problema alle Autorità Giudiziarie competenti e ai Servizi Sociali.
Nel 2005 sono state redatte le linee guida dell’Association of Family and Concilation Courts (AFCC), risultato di un lavoro interdisciplinare svolto a livello internazionale, utilizzate anche in vari Stati Europei e, recentemente, anche in Italia da alcuni Tribunali. Tali linee guida, in linea di massima, non costituiscono delle regole vincolanti, bensì delle importanti raccomandazioni e suggerimenti per il professionista in merito alle condotte da adottare. Pertanto, rappresentano un modello di riferimento ad ampio spettro come ideale tutoraggio nell’esplicazione dell’attività. La loro finalità è diffondere buone prassi, competenze e formazione altamente specializzata nel settore.
Nella maggior parte delle Linee Guida viene utilizzato il termine "dovrebbe" che denota che quanto indicato nella prescrizione è auspicabile e che, pertanto, al Coordinatore Genitoriale è concesso di agire in difformità dalle stesse esclusivamente per motivi giustificati dall’interesse precipuo della prole. È usato, invece, molto raramente il termine "deve" che, invero, è proprio delle linee guida di più alta cogenza: in tali ipotesi al Coordinatore Genitoriale non rimangono margini di discrezionalità per agire diversamente da come ivi indicato.
Esempi di linee guida inderogabili da parte del Coordinatore Genitoriale sono la prima e la quinta: la Linea Guida I afferma che il Coordinatore Genitoriale deve essere qualificato, istruito e formato, tenuto ad aggiornarsi professionalmente la formazione continua, competente in materia di diritto di famiglia e nelle specifiche procedure giudiziarie. La Linea Guida V, altresì, dispone che il Coordinatore Genitoriale debba sempre segnalare i casi sospetti di abusi o maltrattamenti su minori alle competenti Autorità Giudiziarie al fine di salvaguardarli da rischi e pericoli.
Tale figura, da poco utilizzata anche in Italia, ha destato molto interesse, anche alla luce di due importanti pronunce che hanno introdotto il Coordinatore Genitoriale come strumento volto a dirimere le coppie genitoriali altamente conflittuali (cfr. Decreto Tribunale di Milano IX Sez. Civ. 29 luglio 2016 - Presidente Rel. Est. Dott.ssa Laura Cosmai; Decreto Tribunale di Mantova I Sez. Civ. 5 maggio 2017 - Presidente Rel. Est. Dott. Bernardi). In entrambi i casi, l’Organo Giudicante ha indicato in maniera analitica i compiti del professionista, tra cui, in particolare, quello di salvaguardare i rapporti tra i genitori e i figli minore, fornendo le più opportune direttive correttive di eventuali comportamenti disfunzionali dei genitori rispetto al progetto di crescita e "autonomizzazione" dei bambini, oltre a coadiuvarli nelle decisioni in tema di salute, educazione, istruzione dei minori e nel rispetto del protocollo di visita del genitore non collocatario.
Importante precisare che, in ipotesi di disaccordo tra i genitori, il Coordinatore Genitoriale ha il potere di assumere le decisioni più opportune a tutela dei minori, ovvero di monitorare la relazione genitori/figli, al fine di fornire al padre ed alla madre le necessarie indicazioni correttive relative ai loro comportamenti disfunzionali.
La concreta efficacia pragmatico-giuridica di tale nuova figura professionale, che guida e controlla l’operato di genitori altamente conflittuali, potrà essere verificata nel tempo, studiando ed analizzando i risultati che si saranno ottenuti a tutela dei minori i quali, da sempre, rappresentano i soggetti più vulnerabili che devono essere tutelati nel loro processo evolutivo affettivo - relazionale.
In Italia la coordinazione genitoriale è ancora in fase embrionale. Nel 2016, al fine di riconoscere e inserire nel sistema giudiziario tale strumento, presso il Tribunale di Milano ha iniziato a riunirsi un tavolo di lavoro composto dalle rappresentanze ordinistiche degli Avvocati di Milano e degli Assistenti Sociali della Lombardia, dall’Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori - AIAF Lombardia "Milena Pini", dalla Camera Minorile di Milano, da un magistrato della IX Sezione Famiglia e, oggi, anche dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Definito l’ambito e le specificità dell’intervento di coordinazione genitoriale, si è lavorato e si lavorerà all’elaborazione del Manuale Italiano della Coordinazione Genitoriale, definendo i criteri e il percorso formativo elettivo, oltre all’elaborazione di un elenco dei professionisti riconosciuti dal Tribunale per questo specifico incarico.

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