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Sì al trasferimento del genitore


Quando esigenze di vita o cambiamenti lavorativi fanno nascere la necessità o la volontà di trasferirsi altrove cosa succede? Ci si può trasferire o no?
Sì al trasferimento del genitore

L’assegnazione della casa familiare non sempre è la soluzione che può soddisfare per gli anni a venire. Accade, infatti, che le esigenze della vita, i cambiamenti lavorativi o il desiderio di avvicinarsi alla residenza dei familiari, facciano nascere la necessità o la volontà di trasferirsi da un quartiere all’altro, o addirittura da una regione ad un’altra.

Il genitore non collocatario dei figli non è sempre disponibile al consenso, specie se tale cambiamento incide sulla sua frequentazione con i figli, ad esempio se dovesse comportare un allontanamento dei minori dalla residenza del coniuge che ha lasciato la casa familiare. È quanto è accaduto a Silvia, desiderosa di lasciare la casa familiare, appena fuori città, per trasferirsi, con i suoi figli, in un quartiere più centrale, vicino l’abitazione dei suoi genitori e più vicina al suo posto di lavoro.

Il padre non voleva saperne e le ha negato l’autorizzazione: madre e figli dovevano restare a vivere nella casa familiare, perché così avrebbe potuto vedere i figli più facilmente. La moglie, stanca, si è rivolta al Tribunale di Roma, per chiedere l’autorizzazione a trasferirsi presso l’altra abitazione, già individuata e di proprietà dei suoi genitori. L’Autorità Giudiziaria ha disposto l’audizione dei figli, i quali hanno espresso con lucidità e maturità i pro e i contro del trasferimento.

Il Giudice ha così deciso “… considerato che la predetta abitazione (n.d.r. quella nuova) si trova in una zona più vicina alla scuola frequentata dal figlio più grande, che quello più piccolo alla fine del ciclo scolastico in corso, può essere iscritto in una scuola più vicina alla predetta abitazione…in tal modo entrambi i minori potranno intrattenere le loro relazioni scolastiche ed amicali più agevolmente…il trasferimento dalla residenza abituale dei figli minori da un quartiere all’altro della medesima città non appare incidere negativamente sull’esercizio di diritto di visita del padre non essendo stato evidenziato alcun concreto pregiudizio per i minori…autorizza la madre al trasferimento della residenza abituale dei figli minori presso l’abitazione sita in Roma, Via ….”.

Una decisione che rispetta i diritti personali di libertà e di autodeterminazione sanciti dalla nostra Costituzione: certamente si deve salvaguardare il superiore interesse dei minori, ma – ad avviso di chi scrive – in una giusta ottica di pesi e contrappesi che tenga conto anche delle necessità di una madre.

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