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Smart Working: pregi e difetti del lavoro agile (parte 2)


Smart working: tanti i vantaggi del nuovo sistema di lavoro. Le insidie? Sotto controllo, grazie alle dritte dei nostri consulenti
Smart Working: pregi e difetti del lavoro agile (parte 2)

Smart Working: tanti pregi, ma attenzione alle insidie!

Nell'articolo precedente "Smart Working: pregi e difetti del lavoro agile" abbiamo preso in considerazione i vantaggi del lavoro intelligente. Ora vogliamo prendere in considerazione anche gli aspetti meno immediati e le possibili criticità che il nuovo paradigma lavorativo impone a lavoratori e datori di lavoro.

 

Possibili criticità

Da un punto di vista legale, gli aspetti critici legati allo Smart Working sono due:

  1. il controllo dell’attività lavorativa da parte del datore di lavoro;
  2. la tutela dei dati personali. 

 

Controllo dell’attività lavorativa

Nei limiti previsti dallo Statuto dei lavoratori, il datore può effettuare controlli sul corretto svolgimento della prestazione lavorativa. Non ha il diritto, altresì, di indulgere in controlli indiscriminati a distanza sull’uso di pc o altri device, senza fondate ipotesi di illecito.

 

Tutela dei dati

Per permettere ai propri lavoratori di continuare ad operare a distanza, il datore deve mettere a disposizione documenti e informazioni aziendali che devono, tuttavia, essere mantenuti al sicuro. Le misure tecniche e organizzative per procedere alla messa in sicurezza di dati e informazioni sono a completo carico del datore.

Attenzione! L’imprevedibile situazione sanitaria ha costretto molte aziende all’improvvisazione, almeno durante i primi mesi della pandemia. Ora, che lo Smart Working è diventato un modello lavorativo più diffuso, le aziende hanno il dovere di condurre un’analisi accurata dei rischi e di dotarsi di tutte le misure tecniche per proteggere i propri dati ed il proprio personale.

 

Ostacoli nascosti e come evitarli

L’innovazione si scontra sempre con la resistenza al cambiamento. In questo caso specifico, la resistenza all’introduzione del nuovo modello lavorativo potrà essere dovuta a:

  • timore di indebolimento dei concetti di leadership e subordinazione;
  • ridimensionamento dello spazio fisico decisionale;
  • disuguaglianza sociale;
  • maggior impegno richiesto nella ricerca di commitment ed engagement dei dipendenti nei confronti degli obiettivi aziendali.

Esiste tuttavia anche un risvolto psicologico che può rivelarsi, alla lunga, anche più subdolo: il disengagement, causato dalla distanza dal luogo di lavoro e da tutti i luoghi di tradizionale aggregazione lavorativa (sì, anche dalla sala caffè). Per evitarlo, conservando intatti per ogni azienda i vantaggi di lavoro agile e autonomia organizzativa, converrà distinguere tra il distanziamento spaziale (imposto dalla pandemia) e il distanziamento sociale.

 

Evitare il disengagement

La collaborazione, il lavoro di squadra, persino i momenti di pausa dal lavoro devono continuare a restare comuni, almeno virtualmente. Si potrà decidere, ad esempio, di scegliere il lavoro agile solo alcuni giorni della settimana, magari richiedendo la presenza in azienda due giorni su cinque. Fissare stabilmente i giorni di presenza, infatti, avvantaggerà la collaborazione e la pianificazione delle attività.

 

Consigli per un uso consapevole dello Smart Working

  1. Identificare le prestazioni di lavoro compatibili con la modalità agile. Non tutte le attività aziendali possono beneficiare contemporaneamente della libertà spaziale e temporale;
  2.  Individuare le persone adatte allo Smart Working: un dipendente poco produttivo in ufficio, potrebbe trovare poco giovamento in un contesto lavorativo autonomo;
  3.  Rispettare l’organizzazione aziendale: giusto accordarsi con un soggetto “operativo” per un rapporto di lavoro agile. Altrettanto corretto riservare il medesimo trattamento anche al diretto superiore;
  4.  Porre obiettivi: impostare sin da subito la giusta attitudine mentale renderà il lavoro agile più semplice e archivierà timori e diffidenza dei datori;
  5.  Abbandonare le strutture basate sul controllo, aumentando il livello di responsabilizzazione dei team.

Noi desideriamo aggiungere un ultimo consiglio: non improvvisare! La pandemia, seppur in maniera imprevista, ci offre la possibilità di rivedere correttamente la nostra organizzazione aziendale.

Non sprechiamola: affidiamoci al giusto consulente.

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