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Ansia e disturbi d'ansia, come affrontarli e superarli


L'ansia e i suoi disturbi sono il male del secolo e se non appositamente trattati possono diventare invalidanti
Ansia e disturbi d'ansia, come affrontarli e superarli

L’ansia è un fenomeno che si sviluppa dalla reazione di paura di fronte a situazioni che individualmente riteniamo pericolosi. La paura è una importante risorsa utilizzata dagli esseri umani in situazioni di pericolo per sviluppare una serie di reazioni fisiologiche come l’aumento del battito cardiaco, l’innalzamento della pressione sanguigna, l’aumento del respiro che prepari il nostro corpo ad adottare i comportamenti necessari ad affrontare il rischio percepito. Le reazioni fisiologiche sono simili a quelle che avvengono nelle prestazioni sportive poiché il nostro corpo si prepara ad adottare i comportamenti di fuga necessari.

L’ansia, al contrario, è una reazione di paura abnorme, ingiustificata e sproporzionata rispetto alle varie situazioni di pericolo. Nelle situazioni ansiogene l’aumento del battito cardiaco si trasforma in tachicardia, l’aumento del respiro in sensazione di soffocamento, l’innalzamento della pressione sanguigna in rossore ed eccessiva sudorazione, la motilità intestinale in diarrea; tutte reazioni che non permettono comportamenti adattativi. Di fronte ad un leone, ad esempio, la paura induce il comportamento di fuga o di riparo, mentre l’ansia causando immobilità ci fa restare preda dello stresso animale.

L’ansia, infatti, complica notevolmente la vita di una persona e la rende incapace di affrontare anche le più comuni situazioni.

I disturbi di ansia più frequenti sono:

- Le fobie
- Gli attacchi di panico
- I disturbi ossessivo-compulsivi

Fobie

Le fobie sono paure irrazionali, fuori dall’ordinario nei confronti di particolari situazioni o di oggetti particolari. Esse costituiscono la forma più comune attraverso le quali si sviluppa il disturbo d’ansia.

Nelle fobie, come negli altri disturbi d’ansia, l’individuo anche al solo pensiero di essere a contatto con l’oggetto temuto o con la situazione che incute timore, inizia a sviluppare una serie di sintomi neurovegetativi come la sudorazione eccessiva, la tachicardia, le difficoltà respiratorie. L’ansia anticipatoria porta le fobie a limitare, in maniera a volte determinante, le condizioni di vita dei soggetti interessati. Infatti, per evitare gli oggetti fobici o le situazioni fobiche, questi soggetti tendono a limitare la propria vita sociale e lavorativa.

Il comportamento di evitamento delle situazioni ansiogene, porta il soggetto a diventare schiavo del suo disturbo costringendo le persone che stanno attorno a lui ad adattarsi alla situazione. La fobia, in questo modo, non diventa semplicemente un problema individuale, ma anche del sistema in cui il soggetto è inserito.

Da quanto affermato si evince che la fobia:

- È una reazione comportamentale sproporzionata al reale pericolo vissuto dal soggetto esposto ad una determinata situazione o ad un determinato oggetto;
- Comporta l’eccessiva attivazione del sistema neurovegetativo producendo sintomi paradossali che mettono in crisi l’individuo;
- L’attivazione del sistema neurovegetativo non può essere controllato da parte del soggetto e non dipende dalla sua volontà;
- Se non trattata, permane per tutta la vita portando il soggetto a limitare la sua attività sociale e lavorativa nel momento in cui produce i comportamenti di evitamento;

Le fobie vengono definite dall’oggetto o dalle situazioni temute. Ecco un elenco, non esaustivo, di quelle maggiormente conosciute:

- Paura dell’acqua: Idrofobia
- Paura del buio: Nictofobia
- Paura dei cadaveri o dei cimiteri: Necrofobia
- Paura dei cani: Cinifobia
- Paura dei luoghi chiusi: Claustrofobia
- Paura dei luoghi aperti: Agorafobia
- Paura di diventare rossi: Coprofobia
- Paura dei capelli: Tricopatofobia
- Paura degli escrementi: Scopofobia
- Paura del fuoco: Pirofobia
- Paura della gente: Antropofobia
- Paura della luce: Fotofobia
- Paura delle malattie: Ipocondria
- Paura del sangue: Emotofobia
- Paura dei topi: Musofobia
- Paura degli uccelli: Ornitofobia


Attacchi di panico

L’attacco di panico, che colpisce tra 1,5 e il 3,5% della popolazione mondiale, si presenta all’improvviso senza nessun apparente motivo. I principali sintomi sono la tachicardia, la sudorazione improvvisa, il tremore, la sensazione di soffocamento, i dolori al petto, la nausea, il vomito, la paura di morire o di impazzire, brividi e vampate di calore.

Durante l’attacco i soggetti interessati possono presentare due tipi di fenomeni: la depersonalizzazione o la derealizzazione.

Nella depersonalizzazione hanno la sensazione di trovarsi all’esterno del proprio corpo e di guardarsi dall’alto.

Nella derealizzazione hanno, al contrario, la sensazione che il proprio corpo sia irreale.

Con il presentarsi del primo attacco di panico, i soggetti interessati entrano in un circolo vizioso in cui per evitare il presentarsi di ulteriori fenomeni si rinchiudono in se stessi o all’interno della propria casa limitando molto la propria vita sociale e lavorativa.  La paura che il fenomeno possa ripresentarsi non fa altro che far aumentare l’ansia anticipatoria che non fa altro che far aumentare le probabilità che il fenomeno si ripresenti.

Gli attacchi di panico, in effetti, si presentano con altri fenomeni ansiogeni come l’ipocondria e/o l’agorafobia.

L’ipocondria è dovuta al non riuscire ad individuare la causa organica che da origine al fenomeno. I soggetti colpiti, infatti, non avendo motivazioni precise, cerano la spiegazione in eventuali cause organiche che non riescono a trovare.  Questa spasmodica ricerca li porta ad “impazzire”.

L’agorafobia, invece, è dovuta alla paura che una volta usciti di casa il fenomeno possa ripresentarsi di nuovo senza che ci sia la necessaria protezione che è possibile avere tra le mura domestiche.

 

Disturbo ossessivo compulsivo

Le ossessioni sono idee fisse, irrazionali che si presentano ripetutamente nella mente di un individuo.
Le compulsioni sono, invece, rituali, gesti ripetitivi che una persona non può fare a meno di non compiere. Esse vengono anche definite manie.

La irrazionale ripetitività delle idee come pensare di aver inavvertitamente fatto del male a qualcuno, di aver contratto delle malattie, di essere infettati dallo sporco o dai germi, di perdere il controllo di se stessi, di diventare omosessuali, etc.;  così come la ripetitività delle azioni (lavarsi continuamente le mani, riordinare le cose, controllare fino allo spasimo le azioni compiute come chiudere le porte, il gas, la luce etc.) non servono ad altro che attenuare l’ansia.
Sia le ossessioni che rituali e i cerimoniali che vengono messi in atto, comunque, non riescono a produrre l’effetto desiderato diventando, al contrario, essi stessi una fonte generatrice d’ansia. Il soggetto, per calmare l’ansia, ha bisogno di ripetere sempre più il cerimoniale fino al punto che  esso diventa un limite per la propria attività lavorativa e sociale.

Le ossessioni e le compulsioni vengono messi in atto in modo che il soggetto raggiunga una sorte di equilibrio sia al suo interno che con l’ambiente circostante. L’equilibrio raggiunto di certo è patologico.

I disturbi ossessivo compulsivi, infatti:

- Si innestano su una percezione della realtà basata su una fobia in cui il soggetto tenda di ridurre l’ansia generatesi attraverso la messa in atto di pensieri (ossessioni) o azioni (compulsioni);
- Comportano la messa in atto di un comportamento che può essere di evitamento e/o di applicare rituali che possono ridurre l’ansia. Il soggetto può evitare completamente le situazioni, le persone o gli oggetti fobici, o può metter in atto nei loro confronti dei rituali o cerimonie;
- Fanno si che le risposte comportamentali possano essere di tipo preventivo o riparatorio. Nel primo caso il rituale viene messo in atto prima che accade qualcosa di spiacevole in modo dal sentirsi al riparo delle eventuali conseguenze; nel secondo, invece, il rituale serve ad evitare le conseguenze di una qualcosa che è accaduto.  Le azioni preventive di tipo razionale scaturiscono dall’instaurarsi di un rituale che partendo da un’idea irrazionale serve ad evitare che avvengano determinate cose come il contagio, le malattie, la perdita di controllo, etc. I rituali preventivo di tipo magico, invece, sono dei veri e propri riti propiziatori derivati da superstizioni o fiducia in poteri straordinari;
- Fanno in modo che i rituali vengano mesi in atto  da soli o con l’aiuto di un membro o dell’intera famiglia. Generalmente, l’aiuto viene richiesto affinché non si entri in contatto con la situazione, la persona o l’oggetto fobico, o per controllare che il cerimoniale messo in atto sia giusto. La famiglia, in questo modo, diventa ostaggio e in qualche modo complice del soggetto;
- Comportano che le cerimonie rituali per essere veramente rassicuranti devono essere, in funzione della fobia sottostante, o di tipo razionale, per cui seguono una logica di tipo numerico, o irrazionale con un pensiero magico;
- Prevedono che le soluzioni trovate dal soggetto per sfuggire all’ansia della fobia sottostante, dopo un po’ di tempo diventano esse stesse patologiche in quanto tentano ad autoalimentarsi e diventino come la cella di un carcere. Si crea una sorta di escalation per cui più viene messo in atto il rituale, più diventa forte l’ansia sottesa alla fobia di origine;
- Fanno in modo che la ricerca di soluzioni terapeutiche avvenga solo nel momento in cui la messa in atto del rituale diventi una vera e propria mania da cui il soggetto non sa come uscire.

Sebbene le ossessioni e le compulsioni dipendano dalle fobie sottostanti, riportiamo un elenco di ossessioni in cui comunemente ci imbattiamo:

- Preoccupazione eccessiva per sporcizia, germi, urina e feci;
- Paura intensa delle infezioni;
- Perversioni sessuali;
- Paura di farsi del male o di far del male ad altri;
- Paura di provocare un evento negativo;
- Pensieri persistenti relativi a colori o numeri;
- Preoccupazione intensa per quanto concerne moralità, religione, valori;
- Paura di dire qualcosa di osceno e/o offensivo;
- Immagini violente;
- Estrema preoccupazione per ordine, disposizione simmetrica delle cose.

Le compulsioni più frequenti sono:

- Lavarsi le mani, farsi la doccia, in modo ripetitivo;
- Pulire oggetti, mobili in modo eccessivo;
- Controllare ripetutamente elettrodomestici, luci, serrature, gas;
- Scrivere o leggere lo stesso testo molte volte;
- Contare il numero di vocali/sillabe di un paragrafo prima e dopo la lettura;
- Ripetere certi movimenti, alzarsi in un certo modo, fare le scale, etc.;
- Controllare eventuali danni a persone o cose;
- Contare un numero indefinito di volte;
- Necessità di dire o di fare cose per essere rassicurati.

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