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Dalla separazione al divorzio psichico


I consigli dello psicologo per affrontare la separazione e riprogettare la propria vita
Dalla separazione al divorzio psichico
La separazione e il divorzio non sono eventi puntiformi, ma processi che comportano un’evoluzione delle relazioni familiari. La mancata rielaborazione dei cambiamenti psico - affettivi necessari sia a livello individuale che nell’ambito dei rapporti con il partner e con i figli può produrre una situazione di evidente malessere psicologico che si esprime attraverso una cronicizzazione del conflitto tra gli ex coniugi e una condizione psicopatologica nei figli. Secondo F.W. Kaslow sono necessari circa due anni per elaborare emotivamente il processo di separazione, anche se possono esserci delle variazioni individuali che possono portare a movimenti regressivi per cui la persona torna ad uno stadio precedente. Nella fase precedente alla separazione prevalgono sentimenti di delusione, ambivalenza, paura, si tentano soluzioni e ci si consiglia con gli amici o si tenta una terapia di coppia. Nella fase successiva che coincide con la fase legale il dolore si esprime attraverso la rabbia, l’aggressività e la svalutazione dell’altro. L’elaborazione del lutto relativo alla perdita della relazione è un passaggio obbligato per accedere al cosiddetto divorzio psichico. Il processo di separazione può dirsi concluso positivamente quando gli ex coniugi accettano la separazione prendendo consapevolezza dei motivi reali che l’hanno determinata e riacquistando in pieno la capacità progettuale rispetto al proprio futuro.
La separazione richiede dunque un grande impegno emotivo e i partner devono affrontare e superare una serie di compiti di sviluppo molto gravosi. Per questo motivi a volte rivolgersi ad uno psicologo può essere di grande utilità per elaborare le perdite relative alla separazione, per riconoscere il proprio contributo al fallimento coniugale e per gestire il conflitto in maniera evolutiva. A livello genitoriale è necessario imparare a rispettarsi reciprocamente nel ruolo di padre e di madre al fine di favorire l’accesso dei figli all’altro genitore e alla sua famiglia di origine. Mantenere un rapporto di collaborazione e cooperazione nell’esercizio della genitorialità è infatti una condizione essenziale per una sana crescita dei figli che soprattutto in adolescenza possono approfittare del disaccordo o della mancata comunicazione tra i genitori per mettere in atto comportamenti trasgressivi o autolesionistici.

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