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E-commerce come attività d'impresa


La Lombardia compare tra le regioni con maggior successo nelle transazioni di e-commerce.
E-commerce come attività d'impresa

Vi è un crescendo di soggetti privati che, per guadagnare qualche spicciolo in più o per sfruttare ormai le occasioni della domanda - offerta di un mercato in espansione, si dedicano all’e-commerce con un proprio negozio virtuale o tramite piattaforme di intermediazione: la maggior parte delle volte questa non è l’attività di lavoro principale e pertanto si potrebbe essere portati a credere che i guadagni da essa derivanti non costituiscano reddito d’impresa.

Purtroppo dietro l'angolo sorge l'insidia del controllo fiscale :

Infatti la Commissione tributaria di Firenze (sentenza 03/19/2012) ha chiarito che, se la vendita online non è occasionale ma abituale, i guadagni derivanti dalle cessioni effettuate sul web non possono essere qualificati come redditi diversi o "redditi occasionali", autorizzando cosi l’attività impositiva dell’ufficio.

Questo pronunciamento conferma quanto è stato stabilito da una precedente sentenza:

«la nozione tributaria dell’esercizio di impresa commerciale non è identica con quella civilistica, poichè l'art. 51 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 intende come tale l’esercizio per professione abituale delle attività indicate dall’art. 2195 cod. civ.» come "attività intermediaria nella circolazione dei beni", svolta in modo abituale anche se non strutturate in forma di impresa.

Al contrario, il requisito organizzativo è alla base della qualificazione civilistica di impresa, come sottolineato dalla Cassazione nella sentenza 27211/2006.

Allora per l'Amministrazione Finanziaria si prospetta un'attività di impresa ogni qualvolta vi sia un numero rilevante di transazioni di e-commerce che evidenzino una certa abitualità.

Ergo i guadagni che ne derivano sono considerati automaticamente redditi di impresa. Ogni individuo che vende sulla rete operando con una vera e propria attività d’impresa deve quindi dichiarare ai fini delle imposte dirette, IVA e IRAP, i ricavi derivanti da tali transazioni poiché ritenuti redditi derivanti dall’esercizio di impresa commerciale.

Dunque, anche chi vende su eBay con grandi quantità opera come un’impresa commerciale:

l’attività di intermediazione svolta con eBay è qualificabile come reddito di impresa e, solo nel caso di prestazioni occasionali come definite al comma 2 dell’art. 61 del D.P.R. 276/2003, i compensi percepiti rientrano nella categoria dei redditi diversi ex art. 67 del TUIR.

Per aprire regolarmente un'attività di e-commerce bisognerebbe inoltre presentare una segnalazione di inizio attività o SCIA al comune di appartenenza e dotarsi di un sito internet che supporti bene le ordinazioni e il caricamento dei vari prodotti.

Purtroppo non si può improvvisare questo tipo di attività anche se c'è chi inizia per scherzo nel settore dei giocattoli o delle macchine usate e dopo qualche mese causa crescendo del fatturato si decide ad aprire regolare partita iva spronato da prudenti e avveduti commercialisti....


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