Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Contributo a fondo perduto del Dl Ristori bis: quale rideterminazione?


Il contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 del Decreto Ristori 1 e la “problematica” rideterminazione operata ai sensi dell’art. 1 del Decreto Ristori 2
Contributo a fondo perduto del Dl Ristori bis: quale rideterminazione?

A seguito delle nuove misure restrittive nazionali per il contenimento della diffusione dell’epidemia “Covid – 19”, è stato emanato il DL 137 del 28/10/2020 (Decreto Ristori)

Una delle misure più attese è stata l’introduzione di un nuovo Contributo a Fondo Perduto a favore di quei soggetti economici destinatari delle misure restrittive adottate con il DPCM del 24/10/2020 e la cui attività prevalente risulta contraddistinta dal codice Ateco ricompreso nell’allegato 1 al decreto citato.

Per beneficiare del nuovo contributo è necessario che siano verificate le seguenti condizioni:

1.    Avere la partita Iva attiva alla data del 25/10/2020;

2.    Avere subito uno scostamento negativo di almeno il 33% fra i ricavi/compensi relativi al mese di aprile 2020 rispetto ai ricavi/compensi relativi al mese di aprile 2019. Tale condizione non deve essere verificata per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1/1/2019.

Non viene, invece, riproposta la norma già contenuta nell’articolo 25 comma 4 del Dl 34/2020 che riconosceva il contributo a fondo perduto ai soggetti beneficiari, a prescindere dallo scostamento dei ricavi e compensi, a condizioni che avessero sede legale oppure operativa in comuni che alla data della dichiarazione dello stato di emergenza (30/1/2020) si trovavano già in stato di calamità per altri eventi (alluvioni, eventi sismici).

Per quanto riguarda la misura del contributo, questa è contenuta nell’allegato 1 e varia in funzione dei diversi codici ATECO, con quote percentuali che vanno dal 150% (bar, gelaterie) al 400% (ad esempio discoteche).  E’ bene precisare che le quote percentuali individuate nell’allegato 1 non vengono applicate allo scostamento negativo fra “fatturato” di aprile 2020 e “fatturato” di aprile 2019, ma all’ammontare del contributo già percepito ex art. 25 DL 34/2020 (decreto Rilancio).


Articolo 1 comma 7

“L'ammontare del contributo a fondo perduto è determinato: a) per i soggetti di cui al comma 5, come quota del contributo già erogato ai sensi dell'articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020; b) per i soggetti di cui al comma 6, come quota del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell'istanza trasmessa e dei criteri stabiliti dai commi 4, 5 e 6 dell'articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020; qualora l'ammontare dei ricavi o compensi di tali soggetti sia superiore a 5 milioni di euro, il valore è calcolato applicando la percentuale di cui al comma 5, lettera c), dell'articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020. Le predette quote sono differenziate per settore economico e sono riportate nell'Allegato 1 al presente decreto”.

In virtù di ciò l’esercente attività di bar (codice Ateco 563000) percepirà un contributo pari al 150% del contributo già percepito. Se aveva percepito 2.000 euro, in base al Decreto “Ristori” percepirà 3.500 euro (2.000 euro x 150%). L’erogazione del contributo avverrà tramite accreditamento diretto su conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate, entro la data del 15/11/2020. I soggetti che non hanno presentato la precedente istanza ex art. 25 del dl 34/2020, potranno partecipare al nuovo contributo previa presentazione di apposita istanza.  Occorrerà, però, attendere emanazione di apposito provvedimento da parte del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

A causa dell’inasprimento delle misure restrittive a seguito delle ordinanze del Ministro della Salute adottate ai sensi degli articoli 2 e 3 del DPCM 3/11/2020, è stato in seguito emanato il decreto legge 149 del 9/11/2020 (decreto Ristori bis).  Uno dei primi interventi adottati a sostegno delle attività ulteriormente colpite dai nuovi provvedimenti restrittivi, è stato quello di rideterminare la misura del contributo a fondo perduto introdotto dal “DL Ristori” a favore dei suddetti  operatori economici, con domicilio fiscale o sede operativa nelle cosiddette “zone rosse “ e “zone arancioni” del Paese:

•    gelaterie e pasticcerie (codice ATECO 561030);

•    gelaterie e pasticcerie ambulanti (codice ATECO 561041);

•    bar e altri esercizi simili senza cucina (codice ATECO 563000);

•    Alberghi (codice Ateco 551000).

L’ultima parte del comma 2 dell’articolo 1 del Decreto Legge Ristori bis dispone testualmente che “il contributo a fondo perduto di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 è aumentato di un ulteriore 50 per cento rispetto alla quota indicata nell'Allegato 1 al citato decreto”.

Nelle intenzioni del Governo lo scopo è quello di portare le quote del contributo a favore dei suddetti dal 150% al 200% del contributo già percepito ex art. 25 dl 34/2020.

Ma da un’attenta e sistematica lettura delle disposizioni interessate (articolo 1 del DL ristori ed articolo 1 del DL ristori bis) questa interpretazione non è poi così pacifica.

Ma la formulazione è assai infelice e potrebbe essere letta nel senso che la quota di cui all’allegato 1 del decreto legge ristori (per le attività interessate pari al 150%) viene incrementata del 50%. Letteralmente significa che 150 + (50% di 150) ha come risultato   225% e non 200% come nelle intenzioni governative. Tornando all’esempio del bar in questione, il contributo spettante, sulla base della rideterminazione delle quote operate dal Dl ristori bis sarebbe pari ad euro 4.500 (2000*225%) anziché euro 4.000 (2000*200%).

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Accordi di separazione fra coniugi e “agevolazioni prima casa”

Agevolazioni prima casa: benefici confermati se la cessione entro il quinquennio avviene nell’ambito di accordi di separazione omologati dal giudice

Continua

Emergenza COVID 19, il credito d'imposta sulle locazioni commerciali

Requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti per il riconoscimento del credito di imposta sulle locazioni commerciali per le attività chiuse

Continua

Emergenza Covid-19. Quale futuro per le micro imprese?

Occorre un cambio di approccio gestionale dal "vivere alla giornata" a quello dell'analisi e della pianificazione, in primis finanziaria

Continua