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Matrimonio Bianco: cos'è e come affrontare la crisi di coppia


Il matrimonio culturalmente è la porta di accesso ad uno scambio, ad un vissuto che dona al legame il piacere dell’intimità. A volte vi è l'impossibilità a consumarlo
Matrimonio Bianco: cos'è e come affrontare la crisi di coppia

Un tempo gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v'era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all'antica perfezione. (Aristofane)

Il matrimonio culturalmente è la porta di accesso ad uno scambio, ad un vissuto che dona al legame il piacere dell’intimità. A volte, più di quanto si possa pensare ed immaginare (recenti ricerche indicano uno su tre), diventa un “inferno” a causa della impossibilità ad avere rapporti sessuali completi, a consumare il matrimonio.  

L’intimità di coppia è il frutto di un cammino di conoscenza, lungo e spesso costellato di crisi, durante il quale i partners imparano ad accettarsi nella loro interezza. Per raggiungere questo orizzonte occorre prima di tutto accettare se stessi e, contemporaneamente, accettare la diversità dell’altro, realisticamente, senza pretenderne la perfezione (M. Poetto).

Lungo questo percorso si passa dalla fase dell’idealizzazione dell’altro – innamoramento – in cui vengono percepiti ed esaltati solo gli aspetti positivi della persona amata, ad una realistica nella quale l’altro viene percepito come effettivamente è con le sue qualità positive e negative.

Se l’intimità di coppia è un cammino deve comprendere la conoscenza dell’altro nella sua interezza costituita  dal:

-  livello fisico: corpo, aspetto esteriore, ritmi biologici;

-  livello psichico: emozioni, affetti, bagaglio di esperienze, desideri, timori, significati;

-  livello razionale-spirituale: idee, interessi, valori.

Se uno di questi aspetti viene a mancare, per motivi di carattere organico o psicologico, risulta compresso l’intero rapporto di coppia. Il matrimonio in bianco, o meglio, il matrimonio non consumato, perdendo la fisicità, espone la coppia ad una serie di conflitti che, generalmente, finiscono con interrompere lo stesso rapporto.

Il corpo è il veicolo attraverso il quale si esprimono le emozioni; la corporeità da senso e direzione  alla passione e trasmette la forza del legame. L’assenza di intimità, al contrario, pone molti dubbi e riflessioni che le parole da sole non possono assolutamente colmare, facendo nascere incomprensioni, conflitti, tensioni e insoddisfazioni. E’ la condizione in cui vengono a trovarsi i coniugi che non possono o non vogliono avere rapporti sessuali. 

Per saperne di più sul matrimonio bianco clicca qui.

Infatti, da un lato, troviamo le coppie che per motivi organici (vaginismo ed impotenza) non possono avere rapporti con penetrazione e, dall’altro, quelle che scelgono di non averne.

Un’altra importante distinzione, spesso trascurata,  va fatta tra matrimoni bianchi e matrimoni non consumati. Mentre quest’ultimi contraddistinguono l’intera vita di coppia, i primi possono instaurarsi dopo un periodo in cui la coppia ha avuto una vita sessuale regolare. In quest’ultimo caso, l’assenza di intimità è un indicatore di una sottostante conflittualità che trova nella sessualità la sua espressione.

Freud indicava la libido come forza motrice del legame e del desiderio che ha come obiettivo la ricerca del piacere attraverso il godimento sessuale. Contemporaneamente, però, scriveva che la libido quando si libera degli appetiti sessuali si trasforma in caritas ovvero amore casto per il prossimo.  E’ la condizione in cui viene a trovarsi la coppia all’interno del matrimonio bianco. Vivono un sentimento, una tensione in cui l’Eros resta senza corpo lasciandoli ingabbiati dentro una rimozione forzata dell’espressività. Essi vivono in una comunione fatta di parole che tante volte descrive la realtà, ma tante altre  volte serve a nascondere il desiderio che senza la corporeità è costretto a trovare la sua sublimazione per altre vie e,  a seguire, per altre strade.

La frustrazione, comunque, corrode piano piano la coppia portandola dapprima al conflitto per arrivare alla fine alla rottura di ciò che li ha tenuti insieme.  L’amore si trasforma in un sentimento fraterno che nulla ha a che vedere con la passione, con l’esplosività di due corpi che si incontrano per diventare uno.

Affinchè questo avvenga è necessaria l’accettazione:

- di se stessi: “conoscere e saper integrare qualità e limiti personali in una visione di sé prevalentemente positiva è condizione necessaria per relazionarsi all’altro con fiducia e accoglienza”.  Solo se si conosce e si accetta il proprio corpo si può donarlo all’altro/a. In caso contrario, la vergogna prende il sopravvento e non permette di mostrarsi a se stessi e di conseguenza neanche agli altri;
- del partner: “riconoscere la sua diversità e unicità come possibilità di arricchimento. Nei confronti della persona amata l’accettazione prende la veste del rispetto dell’alterità”. Riconoscere il corpo dell’altro/a nella sua diversità costituisce il presupposto per mettersi insieme e completarsi. Nel Simposio Platone da parola ad Aristofane il quale racconta il mito della metà. Un tempo - egli dice - gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v'era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all'antica perfezione;
- della storia dell’altro/a: ognuno dei due partner porta inevitabilmente con sé esperienze, vissuti personali e familiari che devono essere re-interpretati al fine di costruire la storia della propria coppia. Senza questo lavoro di analisi, accettazione e rinnovamento non avviene l’incontro profondo e il vissuto sessuale diventa la punta dell’iceberg di una non condivisione che di fatto racchiude ognuno dei due partner all’interno della loro individualità.

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