Attenzione alla trappola del prestito sociale coop


Sui "libretti della coop" sono depositati 12 miliardi. Ma il prestito sociale coop non è un libretto né un conto corrente e presenta alcuni rischi
Attenzione alla trappola del prestito sociale coop
La notizia è di qualche giorno fa: le sei cooperative di consumo più grandi d'Italia (Novacoop, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Alleanza 3.0, Unicoop Firenze e Coop Centro Italia) intervengono per salvare Unicoop Tirreno, la catena di supermercati che ha accumulato perdite per più di 100 milioni negli ultimi sei anni.

Tutto questo per rafforzare il patrimonio della cooperativa e tutelare i 120mila soci-prestatori che le hanno affidato 1.098 milioni di euro (al 31/12/15) proprio attraverso la formula del prestito sociale.

Ma che cos’è il prestito sociale coop?

Lo dice la definizione: un prestito che fai alla cooperativa, in qualità di socio. Pertanto, quando versi denaro sul conto della coop, ed annoti le operazioni sul tuo libretto, lo stai facendo nella natura di socio e te ne stai assumendo tutti i rischi.

Rischi di che tipo? Te la faccio breve: le cooperative, come tutte le altre aziende, possono fallire e far evaporare questi capitali. Alcuni dei casi recenti, che hanno fatto più rumore in questo senso, sono stati quelli friulani CoopCa (30.000 soci prestatori, circa 27 milioni persi) e Coop Operaie di Trieste (16.000 risparmiatori, circa 103 milioni persi).

Dal punto di vista tecnico, quindi, il prestito sociale coop non è paragonabile ai libretti di risparmio bancari o postali né ai conti correnti o conti deposito. Le modalità operative (versamenti, prelievi ed annotazioni delle operazioni) avvengono con la stessa modalità prevista per il libretto di risparmio ma dal punto di vista giuridico sono due forme di investimento totalmente differenti.

Una differenza sostanziale, come avrai intuito, è che i sottoscrittori del prestito sociale coop sono tutelati esclusivamente dal patrimonio della cooperativa e non dallo stato italiano o dal fondo interbancario di tutela dei depositi. Per inciso, anche sulla solidità della "garanzia" dello stato italiano e del fondo interbancario ci sarebbe da discutere, ma non è il tema di questo articolo. Se vuoi approfondire, puoi contattarmi e leggere gli articoli pubblicati sul mio blog (www.daniloperini.com).

Dunque, sarebbe più corretto, in termini di rischio, confrontare il prestito sociale coop con le obbligazioni perché si tratta di debiti chirografari, con una gerarchia di rimborso in linea alle obbligazioni senior.

Altro punto da segnalare è che i supermercati, stando alla legge e alle dichiarazioni di Banca d’Italia, non potrebbero gestire i risparmi dei clienti facendo raccolta presso il pubblico. "Alle cooperative, come a tutti i soggetti diversi dalle banche, è fatto divieto di effettuare raccolta ‘rimborsabile a vista’. L’esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio tra il pubblico è un reato penale il cui accertamento e la cui repressione sono affidati alla magistratura e alle forze di polizia". Eppure le autorità di vigilanza chiudono un occhio...

Alle cooperative, inoltre, non si applicano gli stessi obblighi di trasparenza previsti dalla normativa bancaria che, pur lasciando qualche falla ancora aperta, sono molto stringenti.
In conclusione, i rendimenti dei "libretti coop" (bassi ma comunque mediamente superiori a quelli dei conti deposito bancari) non compensano affatto i rischi che si corrono. E qualsiasi investitore consapevole dovrebbe scegliere solamente gli strumenti con un corretto rapporto rischio/rendimento.

Individuato il problema, quale può essere la soluzione?

Il mio consiglio è questo: in un mondo complesso, dove le informazioni sono tante e spesso fuorvianti, è fondamentale rivolgersi ad un professionista serio, competente, preparato, che ti illustri nel dettaglio queste dinamiche e ti possa condurre verso i tuoi obiettivi individuando le migliori soluzioni.

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