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Conto corrente quanto mi costi?


Siamo sicuri che venga premiata la fedeltà del cliente?
Conto corrente quanto mi costi?
Ultimamente i costi per i servizi sui conti correnti bancari, sono cresciuti mediamente del 20%. Alle volte è difficile capire il costo effettivo perchè spesso le banche inviano a casa dei loro clienti il documento di sintesi di difficile lettura poiché troppo dettagliato nella specifica dei costi (standard e in convenzione) di ciascun servizio.
Una cosa è certa: il conto corrente, la domiciliazione delle bollette, i bonifici, il pagamento del pedaggio autostradale, la carta bancomat, la carta di credito hanno un prezzo ed è giusto indicarlo.
Purtroppo però questo documento si rivela un vero e proprio ginepraio, dove il cliente spesso si perde nell’interpretazione dei dati e nella difficoltà di lettura e quindi non ha l’esatta percezione di quanto paga veramente. E spazientito, il più delle volte butta nel cestino il documento di sintesi insieme alla busta. Anzi, nove volte su dieci la busta non viene nemmeno aperta!!
Lo strumento migliore per fare dei confronti è l’ISC (indicatore sintetico di costo) che viene comunicato in vari modi: o nel Foglio Informativo che si può semplicemente scaricare dal sito web della banca, oppure è presente come allegato nell’estratto conto di fine anno. In questo secondo caso il cliente ha la possibilità di confrontare il costo a lui applicato con i costi legati al tipo di operatività.
Ma le banche possono modificare le condizioni dei conti correnti? Sì, purché venga specificato il motivo per cui si interviene in tal senso: deve sempre esserci un collegamento diretto tra l’aumento e la causa che lo ha generato. Mancando questi presupposti, il correntista ha il diritto di reclamare.
Anche se più spesso basta semplicemente andare in filiale e valutare con gli addetti le offerte in linea con le proprie esigenze, oppure cercare su Internet le soluzioni migliori offerte da altre banche.
Non tutti sanno che esiste anche il Conto di Base uno strumento a basso costo, ma con un’operatività limitata poiché non è consentito l’accesso ad altre tipologie di servizi, diversi da quelli stabiliti nella convenzione sottoscritta tra il MEF, la Banca d’Italia, l’ABI, le Poste Italiane S.p.A. e le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento. Per i redditi più bassi, sotto gli 8 mila euro di Isee e i pensionati sotto i 18 mila euro lordi il Conto di Base è addirittura gratis.


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