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Essere consulente a vantaggio del cliente


Essere un buon consulente finanziario significa anche e soprattutto fornire un buon servizio contenendo gli oneri e le commissioni (anche a scapito del consulente stesso!)
Essere consulente a vantaggio del cliente
Finalmente anche in Italia la figura del consulente finanziario ha iniziato ad essere di primaria importanza in ambito di pianificazione patrimoniale e finanziaria, così come già accade negli Stati Uniti e in altri paesi europei.
Va detto che il ruolo del consulente finanziario è andato via via ad assumere maggiore rilevanza di pari passo con la diffusione dell’home banking. Il fatto che il risparmiatore possa disporre del proprio conto corrente comodamente da casa, ha spinto le banche e gli istituti di credito ad offrire sempre più consulenza e meno servizi allo sportello. Ugualmente, il risparmiatore, eseguendo direttamente bonifici, pagamenti e, in generale, operazioni bancarie da casa, ha cominciato a "vivere" la banca in modo diverso.

Le continue riforme sulle pensioni, il mutare delle politiche nazionali ed europee e la repressione finanziaria in atto, hanno sviluppato la necessità, per i cittadini, di investire i propri risparmi nell’ottica di difenderli prima dall’erosione del potere d’acquisto, poi di progettare entrate complementari alla pensione, di programmare obiettivi futuri (l’università dei figli, il master, l’acquisto o la ristrutturazione di una casa, ecc...).

D’altra parte, però, i dissesti bancari e gli scandali finanziari costituiscono una forte remora nei risparmiatori ad affidarsi a un consulente finanziario.
Da inizio anno, anche la normativa si rinnova (con l’introduzione della nuova Direttiva europea, la cosiddetta MIFID II - Market in Financial Instrument Directive), mirata ad accrescere la trasparenza sui costi ed a garantire una maggiore tutela per il risparmiatore.

Ma normative a parte, a cosa bisogna fare attenzione per poter scegliere un consulente in tutta sicurezza?

Innanzitutto, occorre verificare che il consulente finanziario sia effettivamente iscritto all’albo unico dei consulenti finanziari istituito presso la Consob in modo da essere certi che colui che intende gestire i vostri risparmi sia effettivamente in grado e abilitato per farlo (l’iscrizione prevede un esame che ne certifichi le competenze e per i già iscritti che la formazione sia continua).

In secondo luogo occorre valutare (in caso di consulenti finanziari legati a una banca o a un istituto di credito) la solvibilità e la solidità della banca per la quale il consulente lavora.

Infine, ma non in ordine di importanza, è opportuno valutare quali siano i costi connessi alla consulenza finanziaria. Può sembrare un aspetto di poco conto, ma in realtà non lo è.
A parità di strumento finanziario, le banche o gli istituti di credito e i consulenti finanziari possono applicare oneri e commissioni di ingresso e di uscita anche molto differenti. E le cifre in questione fanno la differenza, soprattutto nel lungo periodo.
Più tali oneri e commissioni sono alti e minore sarà il guadagno ad appannaggio del cliente.

Personalmente, nella mia vita professionale, ho scelto di lavorare per intermediari finanziari e banche che dessero primaria importanza al risparmiatore (anche se a scapito dei miei guadagni!). E questo perché la mia etica professionale e morale che mi ha accompagnato in tutti questi anni di lavoro, mi spinge costantemente a mettere il risparmiatore (investitore!) al centro della mia professione in modo da valutare insieme la soluzione migliore in base ai suoi progetti, alle sue aspettative e in funzione delle proprie capacità reddituali.

Ecco, per me essere un buon consulente finanziario significa questo: fornire assistenza in base alle aspettative del risparmiatore fornendogli un servizio che sia il meno oneroso possibile dal punto di vista dei costi e delle commissioni e quindi per lui, il più remunerativo possibile!

Sono pochi consigli, ma utili in un’ottica di una proficua e trasparente collaborazione: analizzare la professionalità del consulente, verificare la solidità della banca o dell’istituto di credito e, sottolineo, analizzare i costi e tutti gli oneri annessi e connessi all’investimento ex ante ed ex post.
Sono disponibile ad ulteriori informazioni al riguardo e ad offrire la mia consulenza personalizzata al singolo caso.

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