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Il dado e’ tratto…e adesso?


La manovra finanziaria 2019 s’ha da fare
Il dado e’ tratto…e adesso?

Il governo giallo-verde ha adottato la linea dura: la manovra finanziaria 2019, con una soglia del rapporto deficit-pil del 2,4%, sforando i dettami economici dell’UE, s’ha da fare. Nonostante le critiche interne delle opposizioni ed esterne della Commissione europea che ha già inviato lettere al nostro esecutivo affinché riveda il programma di bilancio, pena l’avviamento di una procedura d’infrazione, il governo Conte non dà segnali di inversione di marcia. In questo contesto di muro contro muro, il mercato è in fibrillazione e a restare sul filo del rasoio sono i risparmiatori. Ne è un segnale lo spread, osservato speciale, che oscilla di media intorno ai 300 punti, ma verosimilmente non si abbasserà nel breve periodo, con le conseguenze che ne deriveranno, primo fra tutti un maggior indebitamento statale e un maggior peso sulle tasche dei risparmiatori, per l’aumento degli interessi sui mutui a tasso variabile già in essere e per quelli futuri, e una minusvalenza certa nei portafogli obbligazionari.

Fanno paura, in questo contesto, anche le sentenze delle agenzie di rating che potrebbero trasformare i titoli di Stato italiani in “spazzatura” (“junk bond” in inglese, ovvero titoli obbligazionari dal rendimento elevato, ma caratterizzato da un alto rischio per l'investitore). Non solo, con un rating basso, molti fondi non potrebbero più detenere titoli italiani e la corsa alla vendita significherebbe un ulteriore ribasso per i portafogli dei risparmiatori.

 

In questo contesto politico, cosa fare? Come proteggere i propri risparmi?

Ipotesi come detenere i soldi “sotto il materasso”, ovvero in un conto corrente senza investirli, possono essere allettanti, perché virtualmente ‘non si perde nulla’ ma in realtà…. si avrebbe a che fare con un “nemico” meno diretto, ma molto insidioso: l’inflazione (stimata oggi intorno al 2% annuo), che erode costantemente il potere d’acquisto, quindi il valore del nostro denaro . Senza dimenticarci dell’esistenza del Bail- In, normativa che prevede l’obbligo di ripianare i debiti della banca in caso di fallimento, fatti salvi i 100.000,00 euro per depositante garantiti dal Fondo di Garanzia (nel quale però, attualmente, come dichiarato dal suo Presidente, la cifra depositata è molto esigua, non in grado di soddisfare neppure l’ipotesi di fallimento di una piccola Cassa rurale….!)

 

E allora che fare?

 

E se ci fosse un prossimo ritorno alla Lira, dati i rapporti ultimamente tesi tra governo Conte e Unione Europea? Poco probabile, eppure…Quale sarebbe il cambio? Quanto si potrebbe perdere?

E allora, volendo investire i propri risparmi per non vederli erodere dall’inflazione, ma contemporaneamente non esporli ai rischi connessi con la situazione eco-politica, dove rivolgere la propria attenzione?

 

Ai miei clienti io propongo di investire serenamente nei fondi di diritto lussemburghese.

 

I fondi lussemburghesi sono strumenti d’investimento emessi da società di gestione del risparmio italiane, gestiti in Lussemburgo. Quindi il denaro viene virtualmente trasferito all’estero.

A livello generale, esistono tre tipologie di fondi comuni:

1. i fondi comuni domiciliati in Italia,

2. i fondi comuni domiciliati all'estero ma simili per tassazione agli italiani, come i fondi lussemburghesi storici;

3. i fondi comuni esteri domiciliati all'estero, come ad esempio i fondi lussemburghesi armonizzati.

La differenza tra le tre tipologie è notevole, ed è fondamentale conoscere quale si possiede nei portafogli.

 

In un’ottica di pianificazione finanziaria e successoria un’altra alternativa ‘sicura’ nella protezione del patrimonio è rappresentata dalle polizze di investimento gestite dalle compagnie con sede in Irlanda.

Sono polizze di private insurance atte alla pianificazione patrimoniale e successoria che presentano differenze rispetto a quelle italiane. Le due principali, di tutto rilievo, sono:

1. mentre in Italia le polizze sono maggiormente standardizzate, quelle estere sono estremamente personalizzate per rispondere maggiormente alle esigenze individuali e agli obiettivi di pianificazione ad hoc con servizi altamente specializzati;

2. L’ordinamento italiano prevede una gamma di tipologie di investimenti ammissibili limitata rispetto al diritto irlandese.

 

La materia è complessa, ma i vantaggi per il risparmiatore sono notevoli.

Per questo metto a disposizione la mia professionalità ed esperienza, ormai trentennale, per fornire ulteriori informazioni al riguardo e ad offrire una consulenza personalizzata, per delineare le alternative migliori in base alle proprie esigenze, obiettivi, situazione patrimoniale e reddituale e, perché no, per fornire qualche certezza in un momento pieno di incertezze e paure.

Il dado è tratto, ma la cura dei nostri risparmi non può e non deve essere messa in gioco!

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