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Covid-19: la situazione dei mercati finanziari ad Aprile


Dopo un trimestre estremamente difficile a causa dai drammatici eventi del mese di marzo, aprile si è aperto con un cauto ottimismo
Covid-19: la situazione dei mercati finanziari ad Aprile

Dopo un trimestre estremamente difficile a causa dai drammatici eventi del mese di marzo, aprile si è aperto con un cauto ottimismo.

Nel giro di un mese lo scenario economico è stato completamente stravolto, arrivando ad incorporare una profonda contrazione dell’attività globale, che inizia a riflettersi in maniera evidente nei dati.

Rimane, però, l’attesa di un recupero piuttosto rapido, a partire dalla seconda metà dell’anno, grazie agli straordinari interventi monetari e fiscali già messi in campo e alle prime evidenze attendibili sul contenimento e sul graduale rientro dell’epidemia.

La capacità di reazione dei mercati dopo lo shock iniziale e il recupero dai minimi di marzo, suggeriscono che la fase di tensione più acuta di questa crisi potrebbe essere alle spalle, ma non implica necessariamente un percorso privo di ostacoli da qui in avanti.

Innanzitutto, l’incertezza circa la diffusione del virus, inclusi i timori di una successiva seconda ondata, complica ogni previsione, anche dal punto di vista economico: gli operatori di mercato sono, oramai, consapevoli che la contrazione sarà profonda nel breve termine, anche se l’effettiva entità rimane difficile da calibrare accuratamente.

Ancor più difficile, tuttavia, è anticiparne la durata: per il momento, lo scenario più accreditato rimane quello di uno shock temporaneo, per quanto pesante, ma non si può escludere a priori un effetto più prolungato, nel caso in cui non fosse possibile un ritorno alla normalità nella seconda parte dell’anno.

Vi sono, tuttavia, anche degli aspetti positivi: relativamente al virus, il tasso di nuove infezioni e decessi è in calo nella maggior parte dei Paesi, e alcuni stanno già pensando ad una graduale riapertura (la c.d. “fase 2”). La disponibilità di cure e vaccini è ancora lontana, a detta degli esperti, ma quando arriverà costituirà un fondamentale punto di svolta.

Dal punto di vista economico, pur con tutti i dovuti distinguo, l’esempio della Cina, che per prima ha fatto i conti con l’emergenza, (si parla, infatti, di effetto FIFO, First In - First Out) è interessante e fornisce spunti piuttosto confortanti. Inoltre, diversamente dalla precedente, questa crisi non è stata scatenata da fattori endogeni al sistema economico-finanziario, che si presenta molto più in salute rispetto al 2008, specie con riferimento al settore bancario.

Le misure stanziate dai Governi e dalle Banche Centrali, che hanno sorpreso per portata e rapidità, dovrebbero quindi riuscire piuttosto efficacemente a fare da ponte tra lo stato previrus e quello post-virus.

Inevitabilmente, ci saranno effetti collaterali, come l’appesantimento delle finanze pubbliche statali, motivo per cui è essenziale definire fin da ora strategie di sostenibilità nel medio-lungo termine, ancor più in Europa, ma al momento la priorità è attutire i rischi dello stop alle attività, mantenere a galla le economie e rafforzarne il rimbalzo una volta che l’epidemia sarà passata. In conclusione, anche se il quadro economico rimarrà certamente debole nel prossimo futuro e non è detto che la fase di volatilità sui mercati sia già esaurita, alcuni significativi segnali di remissione dell’epidemia iniziano ad emergere e le autorità monetarie e fiscali in tutto il mondo appaiono chiaramente determinate a fare tutto quanto sarà necessario per sostenere le economie e favorire una ripresa quanto mai rapida. Storicamente, fasi di mercato come questa e valutazioni su livelli simili a quelli attuali sono compatibili con ritorni interessanti nel medio-lungo periodo.

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