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Speravo de morì prima...


Prendo spunto dallo striscione comparso all'Olimpico in occasione dell’ultima partita di Totti per introdurre un importante argomento per chiunque abbia un patrimonio
Speravo de morì prima...

Prendo oggi spunto dall’ormai famoso striscione comparso allo Stadio Olimpico il 28 maggio 2017 in occasione dell’ultima partita di Francesco Totti: uno “SPERAVO DE MORI’ PRIMA” che rappresentò un ironico grido di disperazione di un tifoso che avrebbe preferito morire prima pur di non assistere all'addio del suo idolo, del suo campione insuperabile, del simbolo – emblema – capitano della mitica A.S. Roma (mitica perché – lo confesso – è anche la mia squadra del cuore). Una simpatica espressione che mi permette, oggi, di introdurre un argomento molto importante per chiunque detenga un piccolo o grande patrimonio (immobili, strumenti finanziari, automobili, aziende, oro, mobili, ecc).

 


Premetto che ognuno di noi, ogni anno, “devolve” tra imposte sul reddito e contributi obbligatori circa il 42% del proprio reddito lordo. Di quello che rimane una parte viene utilizzata per vivere (acquisti, bollette, viaggi…di cui 1/5 sotto forma di imposte, principalmente IVA); ciò che alla fine ci resta in tasca va ad accrescere il nostro patrimonio esistente.

Patrimonio su cui, poi, si pagano ulteriori imposte, bolli e tasse: cifre tutto sommato ancora modeste ma destinate, purtroppo ed inequivocabilmente, ad aumentare soprattutto per quanto riguarda certe asset (ed in uno dei prossimi post proveremo a circostanziare/identificare quelle che saranno le più colpite).

Oggi – a proposito di patrimonio – parleremo della scontata, prossima e pesante revisione delle imposte sui trasferimenti “a titolo gratuito”  a figli, coniugi, amanti, parenti, amici: trasferimenti derivanti da libere decisioni prese in vita (donazioni) o, ahimè, per “mortis causa” (successioni).

“Scontata, prossima e pesante revisione” è l’ipotesi condivisa dalla maggior parte dei fiscalisti e patrimonialisti per via di una serie di elementi e considerazioni che, in sintesi, qui di seguito riporto:

1.    la situazione dei nostri conti pubblici risulta mese dopo mese sempre più delicata: o si mettono in campo rilevanti manovre di rientro oppure gli scenari che si aprono potrebbero davvero essere pesanti.

2.    la normativa attualmente in vigore in maniera di donazioni e successioni – cioè aliquote del 4% per passaggi a figli e coniugi, del 6% a fratelli e sorelle e dell’8% ad altri parenti/amici con una maxi franchigia di 1.000.000 € (entro cui alcuna imposta è dovuta) per ogni coniuge/figlio - risulta straordinariamente favorevole rispetto a qualunque altro Paese europeo o Paese “sviluppato” a livello internazionale.

3.    nei prossimi 10 anni circa 1/3 del patrimonio degli italiani (quindi circa 3.000.000.000.000 €) a causa di “raggiunti limiti di età” passerà di mano: quale occasione migliore per rimettere in carreggiata il nostro maxi debito pubblico applicando sulle successioni le stesse aliquote e franchigie in vigore oltre le Alpi?

A proposito di quello che succede al di là delle Alpi, vediamo qualche esempio:

- in Francia le aliquote vanno dal 5% al 40% per i parenti in linea retta ed in base al valore del bene (per un appartamento di 300.000 euro si paga il 20%, ossia 60.000 euro) con una franchigia di 100.000 euro per i figli. Per gli altri eredi le aliquote vanno dal 35% al 60%!

- in Inghilterra la franchigia è di 325.000 sterline, indipendentemente dalla parentela e tutto ciò che eccede è soggetto ad un aliquota del 40%!

- in Germania le aliquote variano dal 7% al 30% per parenti in linea retta, dal 15% al 43% per fratelli e sorelle e dal 30% al 50% per altri soggetti (franchigia individuale da 100.000 a 500.000 euro a seconda del grado di parentela)!

Facile a questo punto comprendere quanto forte sarà l’aumento delle aliquote e la contestuale riduzione delle franchigie e quanto, di conseguenza, sarà pesante il conto che dovranno pagare coloro che riceveranno anche patrimoni di modeste dimensioni (che fino ad oggi erano in pratica esenti): roba da decine/centinaia di migliaia di euro (mica noccioline)!

Nella speranza, quindi, di essere riuscito a far acquisire maggiore coscienza sull’importanza di non rimanere con le mani in mano suggerisco a tutti – dico tutti – di fare subito una bella chiacchierata con un buon Private Banker Patrimonialista che vi possa indicare le migliori azioni da intraprendere: da quelle più semplici (quali l’utilizzo di determinati prodotti di investimento, donazioni, cessioni della nuda proprietà degli immobili, ecc) a quelle più articolate (fondi patrimoniali, patti di famiglia, trust, fiduciarie, ecc..).

Ovviamente ci sarà – purtroppo – anche chi deciderà di non fare assolutamente nulla nella “SPERANZA DE MORI’ PRIMA” (prima, cioè, che la riforma in materia di donazioni/successioni entri in vigore)!
Beh, contento lui…

 

Filippo Cordella
Private Banker & Patrimonialista
cell: 3200222185

 

 

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