Amaxofobia: come superare la paura di guidare


Più frequente di quel che si immagini, la paura di guidare può essere conseguenza di stati di ansia oppure una fobia specifica a sé. Ecco come affrontarla
Amaxofobia: come superare la paura di guidare

L’amaxofobia è la paura di guidare. Colpisce in maniera trasversale la popolazione, è diffusa sia tra i più giovani neopatentati così come le persone più anziane, possono soffrirne sia gli uomini che le donne, anche se sono soprattutto quest’ultime ad avere meno remore a parlarne (forse per una questione culturale).

Ad ogni modo, la paura di mettersi al volante è un disagio più diffuso di quel che si pensi e, se spiccata, può generare condizionamenti sia in ambito affettivo che in quello lavorativo.

 

 

 

Cos’è l’amaxofobia?

Il termine amaxofobia deriva dal greco, letteralmente “hàmaxa” che significa carro e “phobos” che vuol dire paura. E’ un disagio che si scatena nel momento in cui una persona si mette al volante oppure può essere verificarsi in maniera anticipatoria, al solo pensiero di dove guidare.

Può, inoltre, avere intensità differenti: può presentarsi come una marcata ritrosia a guidare fino a sfociare in attacchi di panico.

L’amaxofobia è classificata come fobia specifica nel DSM-5 stilato dall’American Psychiatric Association, e nell´ICD-10 del World Health Organization, 2011.
La fobia specifica è definita come una paura evidente nei confronti di uno specifico oggetto o situazione; è un terrore sproporzionato rispetto al pericolo reale, spesso irrazionale che genera stati di ansia persistenti che possono scatenare anche attacchi di panico.

Come per tutte le altre fobie specifiche, anche l’amaxofobia presenta:

1.    Ansia e paura immediate al momento di salire in macchina;

2.    Ansia e paura anticipatorie al solo pensiero di dover mettersi alla guida;

3.    Processo di evitamento, ovvero condotte che consentono di evitare di guidare;

4.    Paura irrazionale e sproporzionata rispetto alla situazione reale;

5.    Ansia e paura che perdura da più di 6 mesi;

6.    Condizionamenti in ambito familiare e lavorativo.  

L’amaxofobia è una fobia situazionale, ovvero si presenta in particolari situazioni. Può essere generalizzata, ovvero si presenta tutte le volte in cui si sale in macchina, oppure in determinati momenti ancora più specifici; il disagio, infatti, può presentarsi solo se:

•    Si guida da soli;

•    Si giuda senza che sia presente una persona specifica;

•    Si guida di notte o nelle ore più buie;

•    Si guida in strade ad alto scorrimento (come autostrade e superstrade);

•    Si guida nel traffico cittadino o se si è in coda nelle strade ad alto scorrimento;

•    Si guida in galleria o su ponti e cavalcavia;

•    Si guida per doversi allontanare troppo da casa.

Per distinguere un’ansia fisiologica nel momento in cui si guida, come può accadere ai neopatentati, da una fobia vera e propria, è necessario che i segnali sopra descritti siano perduranti nel tempo e siano invalidanti per una normale gestione quotidiana.

Dunque, è bene pensare di affrontare la paura di guidare se lo stato ansioso dura da più di 6 mesi, se la paura avvertita è irrazionale rispetto alla situazione reale e se la riluttanza a guidare e l’evitamento sono tali da incidere sui propri impegni sociali, affettivi o lavorativi.

 

 

Quali sono le cause dell’amaxofobia?

L’amaxofobia può avere origini differenti. Il primo passo da compiere per poter superare tale fobia è capirne la provenienza.

Una prima causa potrebbe essere quella di un evento passato traumatico legato all’utilizzo dell’auto. Chi soffre del disagio potrebbe essere stato vittima di un incidente stradale, oppure essere stato testimone di uno scontro automobilistico che ha coinvolto una persona cara.

In altri casi, l’amaxofobia potrebbe essere un disagio correlato a un altro disturbo. Chi soffre di ansia e panico, ad esempio, potrebbe avere la paura di mettersi alla guida perché teme di non poter avere una via di fuga se resta imbottigliato nel traffico o se guida in una strada ad alto scorrimento. O ancora, se si soffre di claustrofobia o agorafobia si potrebbe avere il terrore di restare bloccato in galleria o su un ponte alto.

In altre occasioni, l’amaxofobia potrebbe rappresentare la mancanza di fiducia in se stessi oppure da un desiderio inconscio di non staccarsi dalla propria famiglia (restando dipendente da essa per gli spostamenti).

Infine, può esserci una causa culturale che riguarda soprattutto le donne. Il detto “donna al volante, pericolo costante” incarna pienamente il pregiudizio che potrebbe avvertire una ragazza proveniente dal contesto sociale in cui vive.

 

 

Quali sono i sintomi della paura di guidare?

Come detto, l’amaxofobia può avere intensità diverse che dipendono dalle cause che la scatenano.

Dal lato psicologico, la paura di guidare causa un blocco emotivo che genera un disagio emotivo. Tra l’altro, il perdurante evitamento di mettersi al volante potrebbe generare, a lungo andare, perdita di autostima, insicurezza e, addirittura, depressione. Ciò perché evitando di prendere l’auto si rinuncia ad avere esperienze sociali (come uscire con gli amici, fare una gita fuori porta, cenare in un ristorante, ecc…) e occasioni lavorative (si potrebbe rinunciare, ad esempio, ad un lavoro desiderato me che comporta spostamenti frequenti). Con il passar del tempo, tali rinunce potrebbero generare stati di insoddisfazione e frustazione.

Dal lato fisico, l’amaxofobia può scatenare alcuni o tutti i disturbi tipici delle fobie, ovvero:

•    Ansia e agitazione;

•    Tachicardia;

•    Sensazione di soffocamento e fame d’aria;

•    Senso di svenimento e vertigini;

•    Nausea;

•    Disturbi intestinali;

•    Sudorazione eccesiva;

•    Tremori.

Chiaramente l’intensità di tali sintomi dipendono dalla gravità del disagio. Inoltre, possono presentarsi sia nel momento in cui si è al volante, sia al solo pensiero di dover guidare.

 

 

Come curare la fobia di guidare?

Il trattamento per affrontare e superare l’amaxofobia può prevedere diverse tecniche da utilizzare a seconda della causa che scatena la fobia.

Nel caso in cui, infatti, il disturbo sia correlato ad altri stati ansiosi o fobie, è utile intraprendere una terapia cognitivo-comportamentale (CBT) che risulta molto utile per risalire alla causa principale.
Una volta affrontata la situazione scatenante, è possibile superare di riflesso anche il timore di mettersi alla guida.

Se la fobia è stata generata da un evento traumatico, il trattamento di elezione è un percorso terapeutico mirato al superamento del disturbo post-traumatico da stress, come può essere l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).

In ogni caso, poi, è bene associare un percorso psicologico con:

•    tecniche di rilassamento prima di guidare;

•    tecniche di desensibilizzazione procedendo per piccoli passi (ad esempio aumentando il tempo e la distanza percorsa guidando in maniera graduale(.

Se si soffre di amaxofobia è bene agire tempestivamente poiché a lungo andare tale fobia, che parrebbe più “gestibile” rispetto alle altre (ad esempio scegliendo di non prendere l’auto), potrebbe risultare invalidante da un punto di vista sociale, ma soprattutto emotivo (causando stati di insoddisfazione, frustaizione  e depressione).


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