Rientro dei capitali dall’estero


Il Senato vota in via definitiva il Ddl che prevede la “voluntary disclosure” e l’introduzione del reato di autoriciclaggio
Rientro dei capitali dall’estero

Con 119 voti a favore, 61 contrari e 12 astenuti, il Senato approva in via definitiva il Ddl sul rientro e la regolarizzazione dei capitali detenuti illegalmente all’estero e sull’introduzione nel Codice penale del reato di autoriciclaggio. Il provvedimento è stato approvato senza apportare alcuna modifica rispetto al testo licenziato dalla Camera dei Deputati, per cui ora è legge.

Il Ministro dell’Economia Padoan tiene a precisare che non si tratta dell’ennesimo condono italiano poiché l’imposta dovuta si paga per intero. «Questa legge sul rientro dei capitali - prosegue il ministero - è conforme alle eccellenze internazionali in tema di regolarizzazione dei redditi dei capitali esportati illegalmente all’estero, basate sulla trasparenza, sullo scambio automatico di informazioni e sulla fine del segreto bancario, che sono state adottate su iniziativa dell’Ocse, del G20 e dell’Ecofin sotto la presidenza italiana dell’Ue».

Ma di cosa si tratta? Fino a settembre 2015 sarà possibile regolarizzare le somme o i beni detenuti illegalmente all’estero perché non dichiarati e si potranno regolarizzare tutte le violazioni commesse entro al 30 settembre 2014. Ci sarà, quindi, quasi un anno di tempo per aderire alla "voluntary disclosure", o collaborazione volontaria, e regolarizzarsi senza incorrere a sanzioni penali. E’, infatti, esclusa la punibilità per i reati di dichiarazione fraudolenta, infedele o omessa dichiarazione e per omesso versamento di ritenute certificate e Iva. Sono, però, applicate le sanzioni amministrative, anche se ridotte e non si ha diritto all’anonimato. Chi vorrà far rientrare i capitali dall’estero dovrà fornire, oltre alla propria identità, anche tutti i dati bancari in possesso per poter permettere un controllo approfondito sulla sua reale situazione finanziaria.

Ricapitolando: chi si regolarizza deve pagare tutte le imposte evase e dovrà pagare una sanzione ridotta, ma non sarà punibile penalmente e non avrà diritto all’anonimato. Secondo il Governo, tale manovra consentirà di ottenere un gettito netto nelle casse statali di circa 6,5 miliardi di euro, poiché si ipotizza che la cifra che rientrerà in Italia sarà di circa 30 miliardi. Più che un condono, è stato definito un’ultima opportunità per mettersi in regola ed evitare sanzioni penali e amministrative peggiori dato che dal 2018 la Svizzera, forziere principale dei capitali in fuga dall’Italia, aderirà alla procedura di scambio automatico di informazioni fiscali.

E’ stato introdotto anche il reato di autoriciclaggio. La nuova normativa prevede per chi lo commette la reclusione da 2 a 8 anni e una multa da 5mila a 25mila euro, che scendono da 2.500 a 12.500 euro se i "beni incriminati" derivano da un reato punito con oltre 5 anni di carcere. E’ previsto, infine, un aumento della multa per chi commette il reto di riciclaggio.

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